A Cremona

 

 

 

Caro sindaco 
Con grande sincerità ma anche con grande tristezza Le scrivo questa lettera aperta 
Credo che nessuno possa mettere in dubbio che il sottoscritto dopo essere capitato per caso a Cremona in giovanissima età ed essere approdato altrettanto per caso ad insegnare alla scuola di liuteria abbia voluto spendere gran parte della sua vita per la liuteria 
Questa splendida malattia incurabile come mi piace chiamarla, la liuteria appunto, mi ha coinvolto a tal punto da farmi scrivere moltissimi libri in particolare di storia della liuteria , sui liutai, sulla costruzione del violino, ma anche un romanzo su Guarneri del Gesu ecc che oggi senza falsa modestia, molti conoscono a livello internazionale.
Non ho fatto soldi in questo campo anzi ho indicato la strada ad altri, alcuni dei quali con pubblicazioni di rilievo ma anche notevolmente sovvenzionate, li hanno potuti fare, ma non sono né invidioso né arrabbiato per questo , anzi, mi creda, sono felice che anche il settore delle pubblicazioni liutarie abbia potuto essere determinante per lo sviluppo della liuteria e della conoscenza di Cremona. 
Ho avuto quasi un migliaio di allievi di tutto il mondo nella scuola, che ora sono liutai e molti dei quali continuano ad essere amici, ho fatto molti viaggi in vari continenti e sono stato presidente di associazioni liutarie quali, Ali, Acisa e quindi Anlai e tutto questo è comunque un fatto per me estremamente positivo. 
Mi sono dedicato in particolare ai concorsi specie per i giovani e ne ho organizzati una trentina nel corso di circa quarant'anni; ho organizzato anche convegni, mostre, alcune molto importanti, e anche in questo settore non mi sono arricchito anzi ho quasi sempre chiuso i conti in rosso, ma è stato comunque bellissimo.
Lei sa benissimo che il Comune di Cremona non ha mai sborsato una lira o un euro in mio favore o in favore delle associazioni che ho presieduto e nessuno potrà quindi dire che abbiamo fatto tutto questo per interesse personale. 
Concludo questa mia lunga premessa sottolineando che nessuno potrà mai dire anche che non abbia sempre agito, magari sbagliando certamente è possibile, secondo quelli che ho ritenuto gli interessi della liuteria italiana e cremonese in particolare e ricordo per brevità in particolare solo le mie continue battaglie per la formazione ( Scuola di Liuteria) e per la qualità della produzione liutaria cremonese.

Venendo al motivo di questa mia lettera,volevo semplicemente ricordarLe che l' Anlai, che ha sempre ritenuto molto importante l'organizzazione dei concorsi nazionali specie per i giovani, che possono in tali occasioni avere esperienze importanti e determinanti per il loro futuro, dopo tanti anni trascorsi lontano da Cremona perché l'ostracismo arriva da lontano, ( 18 anni a Baveno , 7 a Pisogne ed 1 al Castello del Seprio ) malgrado la presenza di grandi maestri liutai in giuria e personaggi illustri come presidenti, da Rostropovich a Ugo Ughi , a Zakahr Bron e potrei continuare a lungo, era riuscita finalmente grazie all'ex sindaco Perri a poter organizzare a Cremona nel 2014 un concorso nazionale ; l'anno successivo nel 2015 anche Lei sembrò entusiasta nel concedere addirittura il palazzo comunale per questa manifestazione che, ne converrà, ha ottenuto un grande successo .
Con grande meraviglia abbiamo quindi appreso che quest'anno, ( e per la decima edizione del concorso ) non ci sarebbero stati concessi ne' il patrocinio ne' la collaborazione del Comune e di conseguenza anche che non avremmo potuto contare su nessuna location comunale. Probabilmente c'era chi aveva posto il veto alla nostra manifestazione ! E Lei si era giustamente adeguato. La cosa per noi però è inaccettabile e riteniamo non abbia giustificazioni ma il problema è risultato ancora più grave perché lo stessa cosa è accaduta per quasi tutti i progetti che l'anlai ha proposto ritenendoli validi e idonei per una affermazione della liuteria cremonese a Cremona Partecipata. 
Otto su dieci progetti infatti non hanno potuto avere il patrocinio e la collaborazione del Comune perché bocciati dalla commissione e sempre con motivazioni a nostro avviso assurde e sebbene quasi tutti non sarebbero costati un euro al Comune. 
Lei caro Sindaco ci ha chiaramente detto e mi scusi se sintetizzo : " Non ci interessa un convegno sulle vernici in liuteria perché noi abbiamo i laboratori universitari, non ci interessa una importante manifestazione sulle chitarre classiche perché noi puntiamo sul violino, non ci interessa il concorso nazionale di liuteria perché noi puntiamo sulla triennale, così come non ci interessano quasi tutti gli altri vostri progetti e pertanto anche se non ci chiedete fondi noi non vi concediamo gli spazi ove poterli organizzare; al massimo sarà la governance che potrà decidere diversamente al riguardo perché le cose in questo settore così importante ...... si fanno tutti insieme ". 
Solo per chiarezza Le sottolineo che i nostri progetti bocciati dalla commissione non sono mai stati portati in discussione nella governance ed erano quindi ......bocciati senza appello.
Con una chiusura così totale e con delle motivazioni così assurde ritiene che davvero fosse poi possibile e giusta una nostra collaborazione ? 
E cosa avremmo dovuto fare secondo Lei ? Rinunciare ai nostri progetti perché non graditi ? 
Abbiamo invece iniziato a realizzarli in città in spazi presi in affitto o ottenuti da altri enti cui sta a cuore la cultura liutaria perche li ritenevamo validi ed il successo di pubblico e di critica ci ha dato ragione e quando, per ragioni di spazio e di visibilità, ci siamo resi conto che la città di Cremona non ci poteva ospitare se non in location di privati e a cifre esorbitanti, ce ne siamo andati ( vedi a Milano al Castello Sforzesco dove siamo stati accolti a braccia aperte da Comune e fondazioni ). 
Non so se Lei sia contento; a noi invece dispiace e riteniamo sinceramente che Lei e i suoi amici abbiate sbagliato di brutto per la città e per la liuteria. Ma certamente è una opinione opinabile. 
Le stesse cose possiamo dire per il concorso internazionale che da anni organizzavamo a Pisogne e che certamente ( non abbiamo dubbi) sarebbe interessato a Lei ancor meno del concorso nazionale visto che Cremona vuole puntare tutto sulla triennale ed anche qui sui costi di questa manifestazione e sulle modalità di esecuzione ci sarebbero tante cose da dire da parte nostra ma non è questa la sede e certamente non ci compete. 
Ci è stato richiesto invece di trasferire il nostro concorso a Roma; abbiamo accettato e abbiamo dato la nostra disponibilità a collaborare per far rinascere anche il prestigioso concorso di Santa Cecilia dopo 70'anni di silenzio una manifestazione che riteniamo utile per l'Italia e la liuteria italiana. Anche in questo caso molto probabilmente abbiamo opinioni diverse, ma viva la differenza,

Per concludere questo lungo e articolato intervento,veniamo da ultimo a quello che a nostro parere è il problema più grave per Cremona e per il quale, non potrà negarlo, mi batto purtroppo inutilmente da tanti anni: la qualità della produzione liutaria cremonese ora riconosciuta come patrimonio unesco.

Non mi potrà dire che non ha seguito alcuni dei miei interventi, letto dei miei articoli, ascoltato delle mie trasmissioni televisive , visto o letto delle mie interviste , 
Come sa, quindi, malgrado il mio impegno, sembra che tutto sia stato sino ad ora inutile perché tutti a Cremona hanno sempre cercato di minimizzare quanto andavo dicendo sui pericoli della diffusione di violini non all'altezza della fama di Cremona e del riconoscimento unesco , sulla mancanza di regole e di controlli e su ciò che questo avrebbe potuto comportare.

Anche ora quindi che giornali e TV nazionali parlano in maniera scandalistica di quanto scoperchiato sembra che questi fatti non vi abbiano scosso più di tanto. Infatti affermare che la laurea in restauro di 5 privilegiati il cui corso comincerà il prossimo anno, che i passi positivi compiuti dai laboratori universitari e che le tante belle iniziative che si stanno facendo a Cremona siano a favore dei liutai e della qualità ha certamente un senso ma dimostra ancora una volta che siete fuori dalla realtà e che purtroppo non siete in grado di affrontare ancora il problema del controllo e della certificazione che è il problema fondamentale per la liuteria di eccellenza perché nessun passo è stato mai fatto in concreto in questo senso. 
Non le sembra che con queste affermazioni siamo ancora una volta un po' fuori tema ? Non pensa che le grandi e costose trasferte per reclamizzare Cremona non rischino di naufragare se non si risolve urgentemente proprio il problema dei controlli e se non si inizia seriamente la lotta ai violini contraffatti ? A noi pare così ma forse ancora una volta sbagliamo

Ricordiamo da ultimo  anche la nostra richiesta ( ora anche suffragata dalle centinaia di firme di cremonesi richieste), oltre alle tante altre di non cremonesi, per una via o piazza adeguata a Giuseppe Fiorini, mai ringraziato in vita e neppure dopo 150 anni da Cremona per il suo grande dono nel campo della liuteria non è ancora stata minimamente presa in considerazione

Siamo stati sinceramente disponibili a dare tutto il nostro apporto disinteressato e a mettere a disposizione la nostra esperienza ma è evidente che ciò non vi interessa e che sono ritenute inutili e forse anche dannose.

Auguriamo a Lei dal più profondo del cuore Buona fortuna per quello che potrà fare nel periodo del suo mandato nel settore della liuteria e speriamo di sbagliarci nell'interesse di Cremona e della liuteria riguardo alle nostre perplessità, ma ci consenta, date tutte queste premesse , almeno........il beneficio del dubbio

Distinti saluti

Gualtiero Nicolini presidente Anlai

 

 

La governance della liuteria funziona e... provvede

Riceviamo e pubblichiamo:
È chiaro: il tema della qualità della liuteria non è solo al centro dell'azione dell'Amministrazione comunale e della nuova Governance della Liuteria, ma è e deve essere al centro di tutto il sistema Cremona. 
L’obiettivo della tutela della qualità, lo sa chiunque opera e conosce il mondo della liuteria cremonese, si persegue a passi costanti. 
Il tavolo di Governance della liuteria sta coordinando e promuovendo una serie concreta di azioni che vanno proprio nella direzione di migliorare la qualità del lavoro artigianale dei nostri liutai: l'interazione tra laboratori di ricerca e liutai, il rigore e l’oggettività dei risultati della ricerca a servizio e a tutela dell’artigianato stesso, il rafforzamento e la programmazione dell'offerta di formazione per e con liutai, la promozione internazionale condivisa e rafforzata. 
La tutela della qualità è un obiettivo che non si raggiunge con un’autocertificazione e certamente non si raggiunge da soli.
Sbaglia chi dà per scontato o minimizza il lavoro in atto da parte della nuova Governance della liuteria: per la prima volta una vera e propria Governance, costituita da istituzioni, associazioni di categoria, scuole e università, centri di ricerca, associazioni culturali tra cui peraltro ALI (Associazione Liutaria Italiana) e ANLAI (Associazionie Nazionale Liuteria Artistica Italiana). 
Chi dà per scontato e chi sminuisce tutto questo fa il male del sistema.
Il sistema ha investito nella formazione e nella ricerca: il 2016 aprirà la strada a due percorsi di laurea, unici sul piano nazionale, in materia di conservazione e restauro degli strumenti musicali e in ingegneria del suono, ed il Museo del Violino è, fin dalla sua nascita, una delle poche istituzioni museali europee che possono vantare la presenza di una vera infrastruttura di ricerca al suo interno: il laboratorio Arvedi di diagnostica non invasiva e il Laboratorio di acustica del Politecnico di Milano. 
Cosa c’entra questo con la qualità? Il patrimonio conservato e la maestria dei maestri liutai cremonesi sono costante oggetto di cura e di studio per la messa a punto di protocolli analitici, di analisi e di servizi sempre a supporto della qualità della liuteria cremonese e per il rilancio e l’attualizzazione del nostro patrimonio immateriale dell'umanità.
La Governance ha già nel proprio calendario di lavoro il tema della certificazione di processo, a partire dalle esperienze positive esistenti, che già prevedono forme di controllo. Insieme, come sistema, intendiamo concordare azioni di miglioramento e rafforzamento di tali forme di certificazione e di controllo. 
Con la Governance della liuteria abbiamo costruito gli strumenti oggettivi e le condizioni per fare tutto questo.
La Cabina di regia del Tavolo di Governance (Comune di Cremona, Fondazione Museo del Violino, CNA, Confartigianato)
Camera di Commercio di Cremona
Consorzio Liutai di Cremona
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Questo il commento su " Il Vascello " di Antonio Leoni

Francamente un comunicato fuori del tempo, al limite del grottesco: sfodera l'assoluta efficacia di quelli che chiama "strumenti oggettivi“ ma che nei fatti sono solo propositi, ignorando quel che accade realmente a Cremona, dove la denuncia dei liutai onesti è pressochè unanime. La Governance s'accorgerà che la liuteria cremonese è senza berretto solo quando le sarà stata mozzata la testa.

Questo il commento ANLAI 
L’Anlai non contesta gli sforzi compiuti e le molte iniziative predisposte che possono essere utili al mondo della liuteria quello che contesta non ci vuole molto a capirlo è che a CREMONA SI VENDONO VIOLINI CINESI IN MOLTI CASI SPACCIATI PER STRUMENTI CREMONESI 
CHE A CREMONA CIRCOLANO MOLTISSIMI STRUMENTI IN BIANCO e vi chiede COME MAI ??????? Cosa fate per impedirlo ? Visto che la liuteria cremonese è patrimonio dell’Unesco ? 
L’ANLAI VI DICE CHE NON SI PUO’ ASPETTARE LE CALENDE GRECHE E CONTINUARE A FAR FINTA DI NULLA E PROGETTARE E FARE VIAGGI IN TUTTO IL MONDO A OSANNARE LA LIUTERIA CREMONESE SE NON SI E’ CAPACI DI FERMARE QUESTO FENOMENO NEGATIVO CHE FINO A IERI TUTTI AVETE NEGATO ESISTESSE
E ANCHE ORA CHE IL FENOMENO E’ ESPOSO SU TUTTI I GIOERNALI E TV NAZIONALI NON SAPETE FAR ALTRO CHE DIRE CHE IL PROBLEMA E’ ALLO STUDIO ? I

 

E DOPO QUESTE DENUNCE FATE FINTA DI NULLA ?

 

 
Domenica 13 Marzo 2016

 
11 marzo 2016Commenta

Violini semilavorati cinesi,
Musafia: 'Se il nostro primato
finisce, è l'inizio della fine'

violino

AGGIORNAMENTO – Violini semilavorati, verniciati e rivenduti dai liutai cremonesi. Il nostro quotidiano online ne ha scritto  in più occasioni, ‘Cremona1’ ne parla diffusamente da mesi nei telegiornali, il settimanale ‘Mondo Padano’ se ne occupa da tempo e questa mattina rincara la dose documentando il supermarket dei violini cinesi in corso Garibaldi a pochi metri dalla casa di Stradivari. La stampa nazionale se ne sta occupando da qualche giorno, il Tg5 e ieri sera il Tg1 hanno aggiunto altri particolari accostando addirittura i violini cinesi all’olio che arriva dalla Tunisia.

Insomma, per la città dei violini, patrimonio mondiale dell’Unesco del saper fare liutario, un’immagine disastrosa che rischia di affossare lo sforzo di avere l’unico museo al mondo dedicato al violino, laboratori universitari, capolavori che arrivano da tutto il mondo nella nostra città.

Va detto che a parte l’attivismo di alcune associazioni (l’Ali che ha proposto la carta di autenticità degli strumenti e l’Anlai che pubblicamente ha denunciato lo scadimento della professione), nessuno ha mai preso di petto la questione, né la Camera di Commercio, né il Consorzio liutai, né le altre associazioni di categoria e tanto meno il Museo del violino che ha tutti i titoli scientifici per diventare l’autorità in materia. E neppure quel tavolo della liuteria (pomposamente chiamata governance della liuteria) dove finora si è parlato di viaggi studio, missioni all’estero e poco altro. C’è necessità di fare chiarezza su quella che è, nel mondo, l’immagine di Cremona, patria di Stradivari e dei grandi liutai e dotata di 150 botteghe con enormi ricadute in termini economici, di turismo.

“SE IL PRIMATO CREMONESE NEI VIOLINI FINISCE, E’ L’INIZIO DELLA FINE” – Un duro intervento è stato fatto pervenire a Cremona Oggi dal noto liutaio Dimitri Musafia nel primo pomeriggio di venerdì. Parla di forte preoccupazione e chiede che ci si attivi per tutelare il primato cremonese nei violini: “Se questo primato finisce, è l’inizio della fine: dunque va difeso”. “L’odierno articolo apparso su Mondo Padano, che denuncia liutai chi traggono profitto dal nome di Cremona vendendo violini di qualità e provenienza straniera, è estremamente preoccupante per chi opera nel settore puntando sulla qualità – si legge nella lettera di Musafia -. Se negli anni scorsi vi erano solo sospetti di questo fenomeno, oggi c’è chi a Cremona esce allo scoperto e ammette di usare semilavorati industriali per realizzare violini. Con questo precedente, è difficile impedire ad esempio che domani si insedi a Cremona una grande fabbrica di violini da studio, magari con capitale cinese, il che porterebbe al definitivo tracollo del prestigio di Cremona nel mondo”.

“Il ‘made in Cremona’ – prosegue il liutaio – aggiunge plusvalore ad un violino cremonese non per pura associazione con Stradivari, ma perché Cremona dispone di mano d’opera specializzata, per formazione, tradizione e motivazione, senza pari al mondo. Un prodotto liutario Cremonese d.o.c. è dunque obiettivamente migliore, nella media, di uno di provenienza qualsiasi, e quindi esso comanda un prezzo superiore in grado di compensare gli alti costi di produzione. Se questo primato finisce, è l’inizio della fine: dunque va difeso”.

“La libertà dell’uno finisce dove comincia la libertà dell’altro. Qualora un’attività a Cremona danneggiasse la commerciabilità di radicate attività tradizionali, mettendo addirittura a rischio anche il prestigioso riconoscimento Unesco, il fatto – conclude Musafia – sarebbe di una gravità inaudita e richiederebbe una forte azione di difesa in primis da parte della Camera di Commercio, a tutela dei legittimi interessi economici di chi opera secondo la tradizione cittadina, e più in generale dell’occupazione, e poi da parte di chi di dovere”.

 

Non è la prima volta che Cremona è "sconvolta " da problemi che riguardano la liuteria e da scorrettezze di qualcuno ( vedi un clamoroso articolo di Strad ) poi si cerca di mettere la sordina e di far finta di nulla sperando che il clamore si acquieti e si possa continuare tutto come prima e come diceva una nota canzone " Come prima, più di prima ......"

Il caso - Da 2 anni nel cassetto la proposta per un nuovo marchio di qualità. Serve una certificazione di alto profilo per il made in Cremona
mondopadano.it
 
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Boris Cavadini Caro Prof, como ho già avuto modo di esprimermi, concordo certamente sulla necessità che sottolinei, ma continuo a rimanere perplesso sul COME. Con le tecnologie attuali, chi è malintenzionato, continuerà ad esserlo usandole, ossia renderà ancora più c...Altro...
Nicolini Gualtiero Walter
Nicolini Gualtiero Walter Caro Boris per stemperare la polemica ( non certo riguardo al tuo intervento ) potrei dire che anche nel calcio ora di usa la moviola e quindi si cambia. Purtroppo l'etica di fronte a grandi guadagni non ha per alcuni nessuno spazio. Il discorso è lun...Altro...
Boris Cavadini
Boris Cavadini No, come detto benvengano i mezzi tecnologici, se possono contribuire a ridare luce ai valori citati prima! Sul discorso della libertà mi permetto di dissentire in parte: ognuno è libero di esprimere la propria libertà finché non collide quella di altri o quella comune! Penso che ciò faccia parte di quei valori...
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Rossano Aquilanti-Pelagalli
Rossano Aquilanti-Pelagalli In merito all'autenticità dello strumento costruito nella bottega di un liutaio, mi permetto di dare testimonianza di un simpatico caso. C'era un maestro violista romagnolo che fece fare alcuni strumenti a un noto liutaio, da suonare e come investiment...Altro...
Sergio Palmiro Maggi
Sergio Palmiro Maggi Ricordo che alcuni anni fa un bravo liutaio mi faceva notare la differenza tra il nostro acero e quello usato per la costruzione di strumenti musicali in Cina, era evidente che inizialmente la produzione di strumenti musicali provenienti dall'oriente ...Altro...
Nicolini Gualtiero Walter
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10° CONCORSO NAZIONALE DI LIUTERIA ANLAI - ISCRIZIONI ENTRO 30 APRILE INFORMAZIONI 3393029612·
 

Un’ora di intervista per poche righe che dicono poco o nulla ..ma va bene lo stesso. Ci sono altre interviste unite alla mia del Consorzio del Comune del Mdv . Ora FINALMENTE tutti SANNO e anche se continuano in parte a minimizzare pare che TUTTI VOGLIANO RISOLVERE IL PROBLEMA.
BENE SI ACCOMODINO MA MINIMIZZARE NON E’ PARTIRE COL PIEDE GIUSTO.
Comunque già dimostrare di accettare l’esistenza del problema e dichiarare di volerlo risolvere è un primo passo. Purtroppo i cremonesi ci hanno abituato a tante belle promesse rimaste troppo spesso sulla carta . FORSE PER INCAPACITA ' ? Vedremo.
Quello che ci preoccupa è chi si affanna a dire sottolineare e ribadire “ abbiamo fatto tantissimo” ( e nessuno glielo contesta) dimostrando di capire poco del problema di cui si sta discutendo come di tante altre cose purtroppo della città
Quindi come faremo ? O meglio come faranno perché figuriamoci se delegheranno neppure in parte .
Ci penserà il Museo del Violino ? A che titolo ?
Bene auguri ma magari con chi di violini non ne ha mai costruito uno ? ( è solo una battuta non arrabbiatevi )
Se davvero riuscissero davvero a risolvere il problema saremo i primi a sottoscrivere e a congratularci
Speriamo che si rifacciano comunque almeno in parte alle nostre idee e alle nostre proposte non perché con modestia riteniamo che siano le uniche realmente possibili ma perché con altre strade abbiamo paura che non si vada da nessuna parte e che tra un po’ saremo ancora a discutere de.. i violini in bianco

 

 

 

 

Nel clamore suscitato dalla scoperta di un deposito di violini in bianco, di provenienza cinese piuttosto che bulgara o romena, pronti da verniciare, a poche decine di metri dalla casa di Stradivari in corso Garibaldi, stupisce solo l’assordante silenzio delle associazioni e le dichiarazioni di comodo del tavolo di governance della liuteria. Cremona si scandalizza a parole, ma nei fatti prevale la logica del “quaeta non amovere”. Anche in liuteria, ignorando che stiamo danzando sul Titanic. Si ha l’impressione di assistere alla resa incondizionata di una città che non sa più né scandalizzarsi né tantomeno reagire. All’iniziale scandalo è stata apposta la sordina. Ma la liuteria classica non può essere ridotta ad un semplice fatto culturale od al polveroso recupero museale di un periodo storico irripetibile, con un’operazione nostalgica che avrebbe solo il sapore di trovata pubblicitaria...

Non è la prima volta che Cremona è "sconvolta " da problemi che riguardano la liuteria e da scorrettezze di qualcuno ( vedi un clamoroso articolo di Strad ) poi si cerca di mettere la sordina e di far finta di nulla sperando che il clamore si acquieti e si possa continuare tutto come prima e come diceva una nota canzone " Come prima, più di prima ......"

Un’ora di intervista per poche righe che dicono poco o nulla ..ma va bene lo stesso. Ci sono altre interviste unite alla mia del Consorzio del Comune del Mdv . Ora FINALMENTE tutti SANNO e anche se continuano in parte a minimizzare pare che TUTTI VOGLIANO RISOLVERE IL PROBLEMA.
BENE SI ACCOMODINO MA MINIMIZZARE NON E’ PARTIRE COL PIEDE GIUSTO.
Comunque già dimostrare di accettare l’esistenza del problema e dichiarare di volerlo risolvere è un primo passo. Purtroppo i cremones...

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foto di Nicolini Gualtiero Walter.
 
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