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Dipingere la musica: la sfida di Luca Ciuffoletti

TOKYO - Tradurre il linguaggio musicale in arti visive. È la sfida che Luca Ciuffoletti, violinista e compositore, ha deciso di intraprendere in modo quasi ossessivo, lasciando l'attivita concertistica e i riflettori del pubblico per realizzare opere pittoriche concettuali strettamente legate alla musica: vere e proprie visioni di note e partiture, in cui la forza espressiva è data dalla fusione tra elementi logici e matematico-geometrici, con elementi istintivi.

Da alcuni anni Ciuffoletti si è isolato nel suo “buon retiro” vicino a Tokyo, scrivendo poesie e maturando una sua personale filosofia che l'ha portato a riflettere sul suo approccio verso la musica, alla ricerca di un nuovo linguaggio artistico. «Il mondo del palcoscenico è ricco di contraddizioni - dice - La vita isolata all'interno del proprio studio, spesso in uno stato di meditazione, è la via migliore per esprimere se stessi in modo più sincero e convincente. Così ho deciso di cambiare, quasi all'improvviso. E dedicarmi a una vita più meditativa e di introspezione. Per cercare la possibilità di esprimere aspetti più intimi e nascosti della musica, che non è possibile esprimere appieno in un concerto».

«Nel momento in cui ero alla ricerca di un nuovo linguaggio artistico, la scelta sulle arti visive è stata naturale – prosegue Ciuffoletti - Una grande influenza ha avuto il fatto di essere cresciuto in un ambiente di artisti. I genitori non erano musicisti, ma la mamma è tutt'ora una grande pittrice, il papà era scultore ed esperto di arte: un ambiente familiare fatto di colori e di tante discussioni sull'arte».

Per lui (abruzzese, nato nel 1963) si tratta dell'evoluzione di un percorso esistenziale incentrato fin da giovanissimo sulla musica, attraverso un solido curriculum di studi e perfezionamenti (Conservatorio di Napoli, Accademia S. Cecilia di Roma, Accademia Chigiana di Siena) seguito da una carriera in tutto il mondo tra orchestre e concerti di musica da camera, con l'aggiunta di esperienze didattiche e organizzative (ad es. eventi musicali tra Italia e Giappone e progetti editoriali) .

Tutto questo è alle spalle: ora – oltre a dedicarsi alla composizione - ha elaborato in astratto una filosofia della musica in immagini e in concreto cinque serie di dipinti - un centinaio di opere - di cui illustra i vari livelli di lettura agli interlocutori con lunghe dissertazioni.

Ciuffoletti considera Bach la sua guida spirituale e si è dedicato a dare forme pittoriche sopratutto alle note del grande musicista tedesco del periodo barocco. «L'essenza del progetto è l'idea di realizzare disegni e quadri da una partitura e dagli elementi emozionali che vi si ritrovano - spiega - Il secondo elemento è quello di una contemporaneità nell'esecuzione: tutti i lavori sono realizzati durante l'ascolto musicale e il tempo di evoluzione del disegno è lo stesso della composizione. Il terzo elemento - punto centrale che a me interessa esplorare - è l'interazione tra impulso sonoro e traduzione della mente in gestualità e segni grafici: deve avvenire con una mente naturale, spontanea, completamente identificata con l'oggetto, senza elementi estranei».

I suoi lavori - dalla prima alla quinta serie - evolvono dalla logica verso l'istinto. Le prime opere sono molto complesse, ricche di regole matematiche ed elementi geometrici ben definiti. Man mano che si procede verso le sequenze successive, «la mente diventa più spontanea: le opere cambiano e si fanno in un certo senso si fanno più semplici e più astratte». A volte vengono aggiunte soluzioni cromatiche o altri elementi che creano una atmosfera un po' aliena, a sottolineare la natura metafisica e universale delle composizioni di Bach.

L'artista abruzzese ha presentato i suoi lavori in un evento a Roppongi Hills a Tokyo, in attesa di una serie di mostre che da aprile alla fine di luglio 2017 terrà in varie località italiane: Cremona (21-30 aprile), Bologna (1-10 maggio), Guardamiglio (12-14 maggio), Roma (19-21 maggio) Napoli (22-29 maggio) , Rende (1-15 giugno), Sesto Fiorentino (18 giugno-9 luglio) e Catania (11-20 luglio), Grosseto  1- 10 agosto   11- 16 agosto Avezzano  17-30 agosto Venezia organizzate principalmente dall'Anlai (Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana) con il professor Gualtiero Nicolini.

 

                     

Folto pubblico e grande successo al concerto dell'unica viola intagliata del mondo. Una prima assoluta. Il famoso musicista Marco Traverso ha suonato il prezioso strumento del maestro cremonese Giorgio Piacentini: "Serata meravigliosa, il pubblico ascoltava impietrito"

CREMONA - Un concerto storico. Atteso da giorni. Unico nel suo genere. Che ha attirato l'attenzione di esperti e appassionati. E' stato promosso dai media locali e nazionali, con lanci di agenzie, articoli di presentazione su siti specializzati e testate nazionali. 

Un vero e proprio successo l'esibizione di Marco Traverso  membro del CDN ANLAI venerdì 7 febbraio a Napoli con la viola intagliata dall'artigiano cremonese Giorgio Piacentini. Tra le 20.30 e le 22.30 il famoso musicista campano ha suonato in anteprima mondiale il prezioso strumento realizzato dal maestro della città del Torrazzo. 

Dal palco allestito al centro dell'affollata Basilica di San Giovanni Maggiore (tutto esaurito, settecento posti a sedere), la viola ha sbalordito il pubblico con un primo tempo della Suite di Bach. "La viola riempiva l'intera basilica", è stato il commento a caldo dei presenti.

 

 

Al termine del concerto, gli spettatori si è trattenuti nella chiesa per ammirare lo strumento ad arco scolpito in ogni sua parte, anche nelle fasce, mentre la tastiera è intarsiata con legni differenti.

Tutti si sono congratulati con il maestro Traverso per l'iniziativa, moltissimi hanno voluto conoscere di persona lo scultore Piacentini, accolto nel capoluogo campano come se fosse una star. 

TRAVERSO: "UNA SERATA MERAVIGLIOSA"
"Una serata meravigliosa. Ricca di emozioni - racconta il maestro Traverso - Non ci sono stati cali di attenzione. La gente seduta ascoltava impietrita. Abbiamo suonato brani che parlano al cuore". 

Nel concerto del “Nino Rota Cello Ensemble” undici violoncelli hanno accompagnato il solista Traverso tra melodie di Vivaldi, Offenbach, Piovani, Rota, Trovajoli e Piazzolla. L'evento è stato promosso dall'Anlai, associazione nazionale presieduta da Gualtiero Nicolini che diffonde la conoscenza della liuteria in Italia e nel mondo.

Numerose le autorità presenti, dagli assessori alla Cultura del Comune e della Provincia di Napoli al presidente dell'Ordine degli ingegneri, che ha in gestione la basilica. 

 

 

 

Entusiasta il pubblico, come racconta il maestro violista: "Ad ogni inizio brano una meraviglia - dice Traverso - la gente si scambiava occhiate stupite. Erano sbalorditi per queste colonne sonore suonate in una versione così diversa, nuova, con viola e violoncelli".

"UN SEGNALE DI RINASCITA: LA BELLEZZA ESISTE"
Dal palco l'orchestra di archi ha proposto le colonne sonore di Mino Rota, tutti i film di Fellini, una "struggente esecuzione di Profumo di donna di Trovaioli", Nuovo Cinema Paradiso di Morricone, Il Buono, il brutto e il cattivo, ("bellissimo - spiega Traverso - i violoncelli battevano il tempo richiamando il movimento del cavallo"), Mission, un omaggio a Troisi con il Postino, prima del quale è stato mandato un audio con una poesia di Benigni. Tra i brani anche una poesia di Pasolini sulle periferie declamata da Gassman. 

"Un'iniziativa culturale che ha toccato il cuore della gente - spiega Traverso - Vogliamo portare la musica nelle case di tutti, dare un segnale di rinascita, dire che la bellezza esiste".

Al centro la riscoperta della viola in quanto strumento, dotato di "un suono caldo, capace di accarezzare l’anima delle persone". 

MARCO TRAVERSO. LA BIOGRAFIA
Nato a Napoli, classe 1970 Marco Traverso inizia giovanissimo lo studio del violino presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli e della viola sotto la guida del Maestro Giusto Cappone (I viola della Filarmonica di Berlino) conseguendo il Diploma di viola e di violino; studia Direzione d’Orchestra con il Maestro  Massimo Pradella.

Ricercatore e studioso di liuteria nel 2004 pubblica “Il Segreto” per il quale A.L.I. (Associazione  Liutai Italiani) lo nomina Socio onorario ed esperto per gli strumenti ad arco per l’Unione europea. Collabora per 13 anni con il Teatro Bellini di Catania, con l’Opera di Roma, con l’Orchestra da Camera di Bologna, con il Teatro Romano di Fiesole, con il Teatro Bellini di Napoli, con il Rendano di Cosenza, con l’Orchestra Archi di Roma, con l’ Orchestra da camera di Colonia esibendosi da solista in Italia ed all’estero.
Nel 2004 inizia una collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, curando le manifestazioni musicali.

Tiene corsi annuali di viola presso l’ Istituto Grenoble di Napoli, presso l’Associazione Santa Cecilia di Catania. Nel giugno 2005 realizza con il Maestro Bruno Canino pianista e compositore tra i più apprezzati al mondo, un video musicale per la Presidenza della Repubblica. Dal 2005 si dedica alla musica da camera esibendosi in duo con Bruno Canino ed insieme nel 2006 realizzano per Avm Classic il Cd ‘’Il Risveglio dell’anima’’: da quel momento dedica la vita alla divulgazione ed alla cultura della viola, proponendone lo studio anche nelle scuole.

Nel 2007 per i 150 anni dell’Ordinariato Militare esegue a Roma un concerto alla presenza di Papa Benedetto XVI e per le più alte cariche dello Stato Italiano, l’evento viene registrato e pubblicato in Cd.

L’incontro a Zurigo con il Maestro Rostropocich che commenta “un vero suono italiano …” segna positivamente il suo cammino musicale. Suona con: AWeissenberg, Montserat, Caballè, P.Amoyal, A.Lombard. B.Bartoletti, C.Rossi. M.Melato. E.Jannacci.

Vince l’International Gold Recording (il disco d’oro) che l’Avm Classic decide di assegnargli per aver prodotto una grande quantità di musica inedita per viola.
 

 

 

 

                           L’arte del suono: il mestiere del liutaio

                                Rimini, Museo della città

                                    18 maggio - 16 giugno 2013

 

 

Mostre

“ Strumenti musicali nella pittura del Seicento” capolavori di autori lombardi

“ Floriano Bodini (scultore): “ Antonio Stradivari bambino”  Studio medaglioni

  e bozzetto per la statua di Stradivari di Cremona “

“ La costruzione del violino “  (fasi processo costruttivo, Liutai Migani -Rimini)

“ Strumenti ad arco: Autori di scuola emiliano romagnola “ (Collezioni Private)

“ Dal violino bastone alla scatola sonante “ ( Collezione Maggi Cremona )

“ Gli archi    da Arturo Fracassi  a Giovanni Lucchi  (Collezione Lucchi)

“ Omaggio a Primo Papini (l’archettaio di Rimini)  “

“ I violini dipinti” ( Collezione M° Liutaia Ezia Di Labio )

“ I giocattoli musicali “ ( Collezione Giordano)

 

 

 

Filmati

“ Come nasce un violino”  (Scuola di liuteria di Cremona)

“ La foresta incantata “    (Gli abeti della Forestale di Paneveggio (TN)

 

 

 

 

SAB 18 maggio ore 12

     *  presentazione della manifestazione /conferenza stampa

     *  intervento del quartetto d’archi dell’Istituto Superiore di Studi Musicali               G. Lèttimi di Rimini

     *   ore 17.00  Concerto Orchestra d’archi Istituto Lèttimi Rimini   

 

DOM 19  ore 16   Inaugurazione  

      *  Prof. Piero Gargiulo, Conservatorio L. Cherubini Firenze.

         Poesia per gli strumenti, omaggio a Vinicio Gai. Incontro di studio:

         “Le intavolature di liuto: tecniche tra monodia e polifonia fra il         Cinquecento e il Seicento”.

*  ore 18.00         Concerto: Lykke Anholm soprano, Sigrun Richter liuto

           

*  ore 21.00 Concerto  Wim Janssen/Alessandro Lupo Pasini, viola e organo Chiesa del Suffragio (accanto al Museo) in memoria di Carlo Callisto Migani 
organista riminese.


GIO 23  ore 16.30       

*  Conferenza Cav. Salvatore Dugo “ Il violino Doc ANLAI “
*  Conferenza Avv. Luigi Dati e Prof. Gualtiero Nicolini “ Giuseppe Fiorini (1861/1934) liutaio emiliano e la rinascita della Scuola classica della Liuteria Italiana”
 * ore 21.00  Concerto M° Matteo Fedeli violino Stradivari “ex Adams Collection 1726” e M° Andrea Carcano al pianoforte. 

Tempio Malatestiano (Duomo di Rimini) 

VEN. 24  ore 16,00

 * Conferenza Prof. Alfia Milazzo Presidente Fondazione “Citta Invisibile” (Biancavilla- CT)“ Il metodo Abreu” e Consegna Premio Anlai ai volontari della Fondazione 
* On. Prof. Marina Berlinghieri (assessore cultura Comune di Pisogne, BS) 

 Prof. Gualtiero Nicolini Presentazione del  7° Concorso Nazionale di Liuteria di Mozzate e del 4° Concorso Internazione di Liuteria di Pisogne 
 * ore 18.00 Concerto  M° Cristiano Rossi per violino solo 


SAB 25  ore 16,30

 Conferenza “ Gli archi in liuteria “ Dott. Massimo Lucchi - Omaggio a Arturo Fracassi e Giovanni Lucchi,

Presentazione del volume “Nell’arco di una vita” di Giovanni Lucchi.

Omaggio a Primo Papini l’archettaio di Rimini.

* Intervento musicale di allievi Istituto G. Lèttimi, Rimini  coordinati

dal M° Maurizio Sciarretta

 


DOM 26  ore 16,30

*Incontro con il Prof. Renato Meucci, organologo  Conservatorio di Novara e Università Statale di Milano; presentazione del suo libro “Strumentaio”, Fondazione Cologni, Marsilio Ed. 

* Intervento musicale allievi Istituto G. Lèttimi, Rimini  coordinati

 dal M° Paolo Fantini


DOM 2 giugno ore 16,30

* M° Claudio Rampini ”La vernice degli strumenti ad arco” omaggio a Ferdinando Simone Sacconi “I segreti di Stradivari”.

* Intervento musicale di allievi dell’Istituto G. Lèttimi, Rimini   coordinati dal Prof. Maurizio Sciarretta


GIO 6  ore 16.00

* Incontro con M° Avv. Cesare Gualazzini e  Prof. Aldo Vianello

     “La costruzione della chitarra classica”

*Concerto “musica cucinae” testi di Pellegrino Artusi  con

  Aldo Vianello, chitarra e voce recitante                    

SAB 8 ore 16.00 

*Dott. Antonio Bagnoli: Presentazione del nuovo catalogo del M° Ezia Di Labio "Violino d'Autore" 23 Autori per 25 Opere di liuteria Ediz. Pendragon.

*  interventi musicali, con i violini  d’autore, di allievi dell’Istituto Lèttimi  di Rimini coordinati dal Prof. Maurizio Sciarretta

 

DOM 9  ore 16,00

* Incontro con  Antonio Bonacchi e presentazione del suo libro

  “Il violinista”

*ore 17,00 Concerto del compositore e mandolinista  Alessandro Cavallucci

*ore 18.00 Concerto M° Valery Prilipko e Gaia Danilina

                                 Balalaica, gussly e tastiera

        

        

DOM 16

 * ore 17,30 Distretto della musica Valmarecchia.
   Concerto  “Voci bianche sulla quarta corda” Coro voci bianche Rimini 

 

 

 

 

l'Anlai nel 2012 ha organizzato la mostra " I Grandi Quartetti della Liuteria " e " Omaggio a Mario Maggi" a Pisogne dal 26 settembre al 6 ottobre. Ha consegnato il Premio Anlai a Napoli al m° Marco Traverso in occasione della cerimonia di consegna del Disco d'oro e il Premio Anlai al m° Salvatore Montisanti a Ibla ( Ragusa). Ha presenziato a Catania alla cerimonia di conferimento del riconoscimento UNICEF all' "Orchestra giovanile Falcone e Borsellino"  della Fondazione La Citta invisibile cui erano stati consegnati vari strumenti di liutai e collezionisti Anlai. Analoga cerimonia si era tenuta lo scorso anno al Conservatorio de L'Aquila cui sonon stati consegnati vari strumenti raccolti in tutta italia per i giovani studenti che avevano perso i loro strumenti nel terremoto. In  maggio sono state organizzate le conferenze "  Gasparo da salò architetto del suono" di  Flavio da Senno ( Cremona e Pisogne), " Violin and Lute  makers of Venice " di Stefano Pio e " Strumenti classici" di Florian Leonhard   a Cremona, ed  i concerti  di Cristiano Rossi ( violino a  Cremona e Pisogne) , diell'Orchestra Bellini di Caltanissetta e del Trio  Sebastiano Maria Vianello, Marco Traverso e Ninni Saladino  ( violino viola e violoncello a Cremona e Pisogne, di Feja Markovich (violino a Pisogne e Esine)  di Ninni Saladino  ( violoncello ) a Cemmo, di Benedict Justen ( violoncello )  a Pisogne, di Matteo Fedeli  ( violino Stradivari ex Adams  1726) a Bienno, di Dominika Zamara ( soprano )  e Marc Poise all'organo a Berzo Inferiore, di Luca Lucini  ( chitarra classica) a Civitate Camuno con conferenza di Cesare Gualazzini e  di Claudio Nuzzo e Diego Leveric ( due liuti)   a Piancogno.   Nel gennaio febbraio sono tenute le masterclass di organo nella chiesa parrocchiale di Pisogne dei M° Arturo Sacchetti e  Riccardo Favero.

PROGETTI ANLAI

 
 

PROGETTO LIUTERIA IN CARCERE 
A conclusione del progetto ANLAI Guarneri del Gesù il “ Cannone” lo strumento ad arco copia del prestigioso reperto custodito presso il Comune di Genova e che fu di Niccolò Paganini costruito nella Casa circondariale di Cremona da alcuni detenuti sotto la guida del M° Luca Bastiani, l’ANLAI presenta quest’anno altri due progetti che saranno realizzati ancora presso la Casa circondariale di Cremona.

Il primo riguarderà la costruzione di una chitarra classica d il secondo la costruzione di una copia della viola Stauffer lo strumento ad arco della collezione del Comune di Cremona eseguita dai fratelli Antonio e Girolamo Amati a Cremona nel 1615. Il progetto prevederà a conclusione dei 4 anni la costruzione di un intero quartetto. Nel progetto è anche prevista una conferenza nel carcere del noto avvocato-liutaio Cesare Gualazzini che da anni si dedica alla costruzione di chitarre classiche di grande pregio e autore di un trattato molto interessante di prossima pubblicazione. La direttrice della casa circondariale di Cremona dott.ssa Ornella Bellezza sarà insignita del Premio ANLAI 2011 nella cerimonia che si terrà a Pisogne il 18 settembre p.v. nella Chiesa del Romanino durante la premiazione delle opere vincitrici del 2° Concorso internazionale di Liuteria per strumenti antichizzati o copia di strumenti antichi presieduto da Uto Ughi

PROGETTO LA CITTA’ INVISIBILE – ANLAI
L’ANLAI ha deciso di collaborare con un progetto che vede la presenza di liutai di chiara fama e di docenti di liuteria per aiutare l’orchestra della Fondazione Città Invisibile, scuola di musica secondo il metodo Abreu costituitasi in Sicilia, per la formazione di alcuni giovani a supporto dell’orchestra e per il coinvolgimento di maestri liutai che vogliano dare gratuitamente il loro contributo per la messa a punto, la manutenzione e il restauro degli strumenti dei giovani impegnati anch’essi in questo splendido progetto di recupero di giovani e giovanissimi emarginati.

PROGETTO MONTEVERDI
L’ANLAI ha approvato la partecipazione ad un progetto con la Fondazione Centro Studi Rinascimento Musicale di Artimino impegnata in un corso triennale di formazione di giovani cantanti per opere monteverdiane. La collaborazione si estrinseca nella presenza di alcuni maestri liutai di supporto alla realizzazione di strumenti e per l’incisione di un CD

PROGETTO IBLA
A conclusione del progetto di collaborazione con la IBLA Foundation di New York e Ragusa dello scorso anno, non è stato possibile essere presenti a luglio alò Premio istituito dalla Fondazione italo-americana. L’acco0rdo raggiunto prevede invece la presenza dell’ANLAO il prossimo anno con una dimostrazione pratica di giovani liutai e di maestri esperti.

CONVEGNO SU GIUSEPPE FIORINI
Nell’anniversario dei 150 anni dalla nascita del grande liutao bolognese l’ANLAI organizzerà due convegni di studio a Cremona e a Bologn

   

PREMIO ANLAI 2012

A Napoli il 21 dicembre 2012  il presidente ANLAI Gualtiero Nicolini ha consegnato al m° Marco Traverso (  unitamente al disco d'oro che fli è stato consegnato dal Direttore del Conservatorio San Pietro a Maiella ) il PREMIO ANLAI 2012 nella BASILICA DI SAN GIOVANNI MAGGIORE 
 

Concerto per la pace

17DEC2012
 

 

 

  

 

 

Collegiata Catania 20 novembre 2012

23NOV2012
 

 

 

Orchestra Giovanile Falcone e Borsellino Catania

23NOV2012
 

 

   

Anlai e Unicef a Catania

23NOV2012
 

 

ANLAI E UNICEF  A CATANIA 

Il 20 novembre
 alle ore 9,30 nell’Aula Consiliare dello storico Palazzo degli Elefanti, sede del Comune di Catania, in occasione del 23° anniversario della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, è stato  presentato il Rapporto UNICEF: “Facce d’Italia. Condizioni e prospettive dei minorenni di origine straniera”.

Scopo dell’iniziativa, organizzata dal Comitato Provinciale di Catania per l’UNICEF, in partnership con la Provincia Regionale e con il Comune di Catania, era quello  di  mantenere alta l’attenzione sul tema dell’inclusione sociale e promuovere un momento di riflessione sul diritto alla non discriminazione per tutti i bambini e gli adolescenti che vivono in Italia ed in particolare per quelli di origine straniera.

Vincenzo Lorefice, Presidente del Comitato Provinciale di Catania per l’UNICEF, ha illustrato  la Campagna dell’ UNICEF: “IO come TU. Mai nemici per la pelle” mettendo in risalto il forte impegno dell’UNICEF Italia nell’azione di pressione a livello nazionale, affinché venga riformata l’attuale legge sulla cittadinanza per i bambini e gli adolescenti di origine straniera e riconosciuto il principio di non discriminazione sancito nella Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata all’unanimità dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia con la legge n.176/91 .

ll Rapporto è stato  illustrato da Liana Maria Daher, Docente di Sociologia presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Catania e volontaria UNICEF. All’incontro, oltre le massime Autorità religiose, civili e militari, sono intervenute  rappresentanze di scuole di ogni ordine e grado della città e della provincia, sindaci e presidenti dei consigli comunali, che hanno concesso  la cittadinanza onoraria ai bambini e alle bambine di origine straniera, nati in Italia da genitori non cittadini e ai bambini, alle bambine e agli adolescenti di origine straniera che vivono, sin da piccoli, sul territorio nazionale.

E’ seguito  il corto teatrale “I colori della cittadinanza”, a cura dell’Accademia di Arti Sceniche Odè – O.n.l.u.s. di Acireale.

Alle ore 11, presso la Basilica Collegiata, diretto dal Maestro Massimo Incarbone, ha avuto  luogo il Concerto dell’ Orchestra Sinfonica Infantile “Falcone e Borsellino” della Fondazione “La città invisibile” – Scuola di musica per la legalità con il metodo cui ha presenziato ed è intervenuto il Presidente dell’ANLAI  ASSOCIAZIONE NAZIONALE LIUTERIA ARTISTICA ITALIANA di Cremona prof Gualtiero Nicolini

 

 

 

 

I violini di Cremona 
patrimonio dell’umanità 
Riconoscimento dall’Unesco

6 dicembre, 2012  

violino

 

 

La liuteria di Cremona è stata riconosciuta dall’Unesco. La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio. L’antica arte di costruzione di strumenti ad arco (violini, viole, violoncelli, contrabbassi) è ufficialmente patrimonio dell’umanità. Il Comitato intergovernativo dell’Unesco, riunito a Parigi, ha esaminato in maniera definitiva e positiva la candidatura della tradizione liutaria cremonese come bene immateriale. La pratica era stata avviata dall’amministrazione Corada e proseguita dalla Giunta Perri. Felicissima del prestigioso riconoscimento è l’assessore alla Cultura del Comune Irene Nicoletta De Bona: “Finalmente è arrivato questo annuncio che dà al violino di Cremona un prestigio mondiale. La valorizzazione dei violini e della liuteria cremonese è la strada giusta per esaltare Cremona nel mondo. Il riconoscimento ha un valore importantissimo perché si rifà ai grandi liutai che hanno tracciato il percorso nei secoli. Il valore è poi proseguito con le numerose botteghe contemporanee, con i cimili stradivariani, con la musica ed ora con il Museo del Violino, unico al mondo. Questo è il nostro marchio che ci rende unici”.

La pagina sul sito Unesco

 

 

 

DISCO D'ORO al m° Traverso Napoli 21.12.2012 e Premio Anlai 2012

11DEC2012
 

 

Un altro strumento per l'Orchestra giovanile Falcone e Borsellino metodo Abreu di Biancavilla ( Catania) grazie all'ANLAI

29NOV2012
 

 

Il maestro Giorgio Agatoni ha deciso di donare il violino nella foto all'orchestra giovanile " Falcone e Borsellino" de La città invisibile di Biancavilla aderendo all'appello ANLAI Grazie
 

 

 

Stradivari... in Giappone Errori e.. dimenticanze

27NOV2012
 

 

Giuseppe Fiorini donò come  ben sappiamo dopo una serie  di delusioni, di incontri inutili,  di speranze andate a vuoto e di peripezie i cimeli stradivariani alla città di Cremona. Nel libro che ho scritto in occasione dei 150 anni della nascita di questo  grande liutaio  bolognese  (cui si deve la rinascita della liuteria italiana grazie al suo impegno, ai suoi studi, alla sua dedizione e al fatto  che dedicò  tutta la sua vita indebitandosi anche e comunque spendendo gran parte della sua fortuna  per questi documenti fondamentali e di un valore inestimabile), sono appunto narrate le varie tappe di questa vicenda per alcuni versi allucinante. Vorrei tornare a ribadire che malgrado le promesse e questo grande gesto Cremona non gli ha ancora dedicato una piazza, una via, un monumento e che anche la Scuola di Liuteria che egli aveva cercato di far nascere nacque ma 4 anni dopo la sua morte e con criteri completamente diversi da quelli da lui prospettati.

Torniamo comunque su questa vicenda perché pare, da notizie apprese di recente,  che una piccola parte del patrimonio stradivariano non fu dato a Cremona ma donato  a due liutai,  allievi del Fiorini.

La notizia è plausibile visto il protrarsi delle trattative, visto il fatto che il Fiorini aveva acquistato tutto il materiale  risalente a Stradivari, a Cozio di Salabue, alla marchesa Della Valle pagandolo profumatamente e che non era programmata  da Cremona neppure una cerimonia degna della grande donazione ( Fu assente dalla stessa anche lo stesso Farinacci, il ras di Cremona, di solito sempre in prima linea, con la scusa di un impegno a Roma inesistente,  risultarono assenti molti musicisti locali e ci furono anche  inutili,  sterili polemiche per la scelta della musicista che avrebbe  dovuto suonare durante la cerimonia uno strumento del maestro )

I beneficiari di questa donazione anche se si tratterebbe di pochissimi attrezzi e calchi sarebbero stati Fernando Simone Sacconi  e Arrigo Tivoli Fiorini, il nipote “ prediletto” che operò con lui alcuni anni a Monaco di Baviera per poi tornarsene a San Remo dove era nato e dove morì. Notizie non confermate danno per certo contatti tra i nuovi proprietari del palazzo dove il liutaio ligure operò con il suo laboratorio e che sarebbe per essere demolito  con alcuni collezionisti per la vendita di questi “ cimeli” .

Di certo invece è che il materiale  “ stradivariano” che Sacconi possedeva e che era finito al maestro  Antonio  Sgarbi presso il quale il liutaio romano lavorò a Palermo  tra il 1912 e il 1918  è finito in Giappone.

Un musicista e collezionista napoletano era riuscito a procurarselo unitamente ad  un violoncello  e ad un violino di Sacconi e a tutta una serie di documenti sia di Sacconi, sia di Antonio Sgarbi interessantissimi e che saranno oggetto di una pubblicazione a breve riguardante i componenti della  vernice e i sistemi per  l’invecchiamento del legno.

Stando alla sua testimonianza lo avrebbe anche offerto gratuitamente al nostro Museo Stradivariano ottenendo però un cortese rifiuto. Non si trattava certamente di materiale particolarmente interessante e non già anche posseduto comunque crediamo che sarebbe stato opportuno oltre che  utile   fare alcune  indagini e ricerche più approfondite prima di liquidare la faccenda in un breve e fugace incontro.

Morale della favola sia il violoncello Sacconi sia i “ reperti stradivariani” hanno preso la strada del Giappone e questa volta non certo a titolo gratuito.

 

Gualtiero Nicolini

 

 

 

CONCERTO M° FEDELI

05NOV2012
 

 

 
CONCERTO DEL M° FEDELI PER L'AISM A CREMA CON L'EX ADAMS COLLECTION STRADIVARI 1726

 

 

Notizie

OMAGGIO A MAGGI

24SEP2012
 

 

Il museo personale 
del maestro Mario Maggi 
in mostra a Pisogne

24 settembre, 2012   

maggi

 

 

Una piccola parte del suo “museo personale”, una cinquantina di strumenti raccolti nella sua lunga vita, costruiti, restaurati, rimessi in funzione e fatti tornare agli antichi splendori sono oggi in mostra a Pisogne. E’ un omaggio sincero,  doveroso a Mario Maggi un amico, ma soprattutto un “grande” della liuteria e divenuto tale per la sua passione, la sua competenza, per il suo grandissimo costante impegno.

Ed è proprio questo il significato che si è voluto dare alla mostra in suo onore apertasi nei giorni scorsi nella Chiesa del Romanino di Santa Maria della neve a Pisogne, la ridente cittadina del lago d’Iseo divenuta, dopo Baveno e grazie all’Anlai, una delle “capitali della liuteria italiana” perché ogni anno ospita il concorso internazionale di strumenti antichizzati e copie di strumenti antichi.

In due giorni, la rassegna è stata visitata da oltre 700 persone anche ovviamente per il flusso turistico del Romanino per le giornate del trenino del lago ed  anche, a maggior ragione, per l’esposizione nella stessa Chiesa dei “Grandi quartetti della liuteria italiana”, una occasione unica e difficilmente ripetibile che vede accomunati in questa mostra maestri liutai del primo novecento tra i più grandi in assoluto da Garimberti a Utili a Sderci, Rocchi, Dario Vettori, Mario Barbieri e vari altri con le loro opere più significative.

Eppure il grande pubblico resta affascinato dal violino bastone in uso nel primo ottocento da parte di aristocratici personaggi a Vienna o nella Baviera, dalla scatola sonante di Mozart, una specie carillon per cui il grande compositore scrisse dei brani per insegnare a cantare ai canarini. Ma ci sono pure chitarre storiche di Vinaccia o Monzino, mandolini importanti, liuti, salteri, fisarmoniche e loro “antecedenti” strumenti dalle fogge stravaganti e costruiti con i materiali più strani ed infine anche alcune pregevoli riproduzioni di strumenti antichi del figlio Sergio premiate in concorsi internazionali.

E così ritornano alla mente le mostre di Baveno nella Villa Fedora, quella nella Rocca Paolina di Perugia, quella nel teatro degli Industri di Grosseto oppure alla Fiera di Rimini ed in tanti altri luoghi  meno famosi e importanti in cui abbiamo esposto le sue opere accompagnate sempre dal suo entusiasmo e dalla sua voglia di coinvolgere  specialmente i giovani che ne restavano affascinati.

Era sempre ovviamente solo una piccola parte della sua collezione in cui spiccano anche un violino Amati, un’arpa del Ceruti accanto a centinaia e centinaia di aerofoni, cordofoni, vibrafoni, di scatole sonanti di tutte le forme dimensioni; opere raccolte, ricostruite, restaurate con amore spassionato e  mai per un intento  veniale o commerciale ma solo per pura passione e studio.

Questo era Mario Maggi un uomo prima di tutto buono e appassionato, disponibile e poi anche  un grande restauratore di strumenti musicali grazie alle sue conoscenze musicali, alle sue capacità manuali e alla sua ottima liuteria. Si era diplomato in violino e viola ma suonava anche la viola da gamba e  aveva insegnato alla Scuola di Liuteria ma il suo primo lavoro era stato quello di accordatore di pianoforti presso gli Anelli poi la sua vita era stata solo dedicata alla famiglia e alla sua passione per la musica e gli strumenti musicali.

Strumenti accatastati in armadi, sotto i letti, in garage,  in soffitta, in cantina e in  ogni angolo della sua casa in via Genala, ma trattati sempre con amore e tenuti sempre tutti in perfetta efficienza.

Scomparso da alcuni anni Mario rivive a Pisogne nel suo ricordo e nella sua passione con  una piccola parte del suo “patrimonio” che Cremona o forse qualche altra città  che ama la musica dovrebbe davvero cercare di poter  “sfruttare”  anche solo come museo didattico” e/o per mettere in mostra dei tesori della musica e in alcuni casi anche dell’arte.

 

 

 

 

 

Violini donati alla Città invisibile

03JUL2012
 

Liutai cremonesi per il primo esperimento “Abreu” in Italia

Togliere i ragazzi dalla strada in Sicilia con la musica

20 luglio, 2011   // 0 Commenti

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Ci sarà anche Cremona nel primo esperimento italiano del cosiddetto “sistema  Abreu” in Sicilia, a Biancavilla con la Fondazione la “Città invisibile” di Catania. L’iniziativa è del vulcanicoprofessor Gualtiero Nicolini, presidente dell’Anlai,che intende mobilitare i liutai in una iniziativa unica nel nostro Paese.

Centocinquanta orchestre giovanili e 140 infantili, 250.000 tra bambini e ragazzi che hanno imparato a suonare uno strumento musicale e fanno parte di un’orchestra. Il ‘sistema Abreu’, cioè il progetto sociale e musicale messo a punto 32 anni fa in Venezuela da Josè Antonio Abreu e sostenuto e ammirato dai più grandi musicisti, a cominciare da Claudio Abbado, ha prodotto “una resurrezione”. Ha strappato i giovani alle bande criminali, li ha riscattati da una situazione di miseria materiale e spirituale, dando loro la forza per lottare per il proprio futuro e per quello delle persone vicine. Dal dicembre 2010, circa 200 bambini  a Biancavilla, in Sicilia,  hanno avuto accesso, in maniera assolutamente gratuita, a corsi di viola, violino, violoncello, clarinetto, pianoforte e altri strumenti grazie alle lezioni, rigorosamente gratuite,  tenute da  quattro diversi maestri dell’Orchestra Giovanile Simon Bolivar del Venezuela e da due  maestri di Biancavilla.  La scuola fornisce lo strumento e tutto il materiale didattico gratuitamente,  i corsi sono no-profit e gratuiti. Ne sono  coinvolti bambini e ragazzi dai 4 anni ai 14 anni che hanno dato vita all’Orchestra infantile Bellini Dream Symphony; l’orchestra che si arricchisce ogni giorno di nuovi alunni, ha già eseguito una decina di concerti pubblici. Oltre ogni rosea immaginazione, con mezzi esigui, ma con  molta buona volontà, sta generando un circuito di passaparola tra i bambini e i ragazzi stessi. Esattamente come era  accaduto 35 anni fa, nella lontana Caracas, con il primo nucleo fondato da Abreu.

A sostegno di questa splendida iniziativa, la sempre “vigile” ANLAI, ancora nella persona del  suo presidente, così come era avvenuto per l’Aquila donando strumenti al Conservatorio, è promotrice, tra i “ Soci eccellenti” e non, di una raccolta di strumenti da donare  ai giovanissimi “ emarginati”. E’ poi alla  ricerca di liutai “esperti” per il “restauro” e la messa a punto gratuita degli strumenti del giovani orchestrali, e nel cuore una nuova splendida proposta: la creazione, in loco,  eventualmente di una “scuola di liuteria “ per  giovani liutai, anche emarginati,  che si impegnino  però a non intraprendere la professione di liutaio, ma che si dedichino anch’essi a portare avanti questo meraviglioso progetto.

Abreu, 65 anni ha ricevuto il Premio Unicef – Dalla Parte dei Bambini, come il nostro Mario Lodi, “Per aver dedicato tutta la sua vita alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza e per essersi distinto nelle attività di recupero, attraverso la musica, di ragazzi in situazioni di grave disagio”.

Abreu era partito con l’idea di riscattare i giovani del suo Paese e in ultima analisi il futuro stesso del Venezuela, ma la ‘Fundaciòn del Estado para el Sistema de Orquesta Juvenile e Infantil de Venezuela’ è diventata molto di più, un modello per l’intero Sudamerica e in ultima analisi per tutti i Paesi, anche quelli ‘ricchi’ dell’Occidente. A fronte del crescente disinteresse nei confronti della musica, l’entusiasmo dei giovani venezuelani, la loro bravura, costituisce un’indicazione luminosa. Tanto che le istituzioni musicali più sensibili, a cominciare dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, si stanno già impegnando già da qualche anno per la costituzione di cori e di orchestre giovanili.

Suonare in un’orchestra, spiega infatti il maestro Abreu, è molto di più di studiare la musica. Significa “entrare in una comunità, in un gruppo che si riconosce come interdipendente”, perseguire insieme uno scopo. Ecco perchè cambia la vita. Una lezione che Antonio Abreu ha appreso da suo nonno, un italiano che arrivava dall’isola d’Elba.

Ecco quanto dichiarato lo scorso anno dal maestro Abreu al quotidiano “La Repubblica”.

E’ per questo retaggio familiare che dunque ha pensato che la musica potesse cambiare il futuro dei giovani del suo Paese?“Ho voluto insegnare la musica ai bambini perchè sono un musicista, e non mi piaceva che la musica fosse ridotta a un passatempo per le minoranze, fosse diventata qualcosa d’elite. All’inizio il mio era soltanto un progetto sociale per i bambini poveri, ma l’entusiasmo con il quale è stato accolto mi ha spinto a farlo diventare un vero e proprio progetto musicale”.

Come ha fatto a trovare i finanziamenti, in un Paese con le difficoltà del Venezuela?

“Ho chiesto i soldi allo Stato. Li ho sempre ottenuti. Nessun governo mi ha fatto mancare il suo sostegno”.

Neanche l’ultimo?

“Neanche l’ultimo, anzi, il sistema sta andando avanti. Il nostro obiettivo è che ogni città, ogni paese del Venezuela abbia la sua orchestra e il suo coro. E stiamo anche promuovendo lo stesso progetto negli altri Paesi dell’America Latina”.

Essere un economista, oltre che un musicista, l’ha aiutato in questi 32 anni?

“Sicuramente, nel redigere i bilanci, nel tenere conto dei budget effettivi”.

Quanto costano le orchestre e le scuole di musica che fanno capo al sistema venezuelano?

“Quaranta milioni di euro l’anno, la stessa cifra che viene spesa, per esempio, dal Teatro Massimo di Palermo”.

Il suo progetto ha avuto successo dall’inizio, non ci sono stati abbandoni da parte di qualcuno dei ragazzi che vi hanno aderito?

“Mai, non è mai successo”.

E davvero imparare a suonare ha permesso a tutti di trovare una propria strada nella vita?

“Sì, perchè la musica permette di crescere spiritualmente e mentalmente. E’ l’arte che riesce a riconciliare la volontà e l’anima. Il giovane diventa artista ed ottiene un riconoscimento sociale, diventa l’orgoglio della famiglia e ha il suo riscatto”.

 

 

 

Anche i periti a volte sbagliano

03JUL2012
 

 

 

 

E’ uno Stradivari? Anche i periti 
del Tribunale sbagliano

15 luglio, 2011   // 

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L’anomalia in liuteria è sempre stata la difficoltà delle expertises, della valutazione cioè degli strumenti riguardo non tanto al loro valore (che ne è una logica conseguenza) quanto proprio all’attribuzione dell’opera al maestro liutaio che l’avrebbe realizzata. Se parliamo delle “ grandi opere” la prima “anomalia” è determinata appunto dal fatto che gli “esperti”, coloro cioè che vengono considerati in grado di attribuire l’autenticità di uno strumento di un grande maestro come Stradivari, Guarneri del Gesù, Amati ecc sono non solo pochissimi ma oltretutto tutti stranieri (inglesi, americani,tedeschi, francesi.). E’ perlomeno singolare il fatto che se questi signori dichiaravano – e per quelli ancora in vita se dichiarano ora – che uno strumento è da attribuirsi a.. un Bergonzi, un Ruggeri un Gasparo da Salò ecc ecc e sino ad uno Stradivari nessuno metterà mai più in discussione la loro affermazione. Charles Bear, i fratelli Hill, Hamma, Vatelot sono questi i nomi del Gotha della liuteria classica solo per citare i più famosi; ce ne sono anche altri ma molto pochi che possono dire di essere entrati nell’Olimpo dell’expertise. Nessuno di loro come detto è italiano mentre le opere che hanno maggior valore in liuteria come tutti sappiamo sono proprio quelle costruite dai liutai italiani e cremonesi in particolare. Inutile dire che è stato quindi possibile o che sarebbe anche abbastanza facile che “sia divenuto o divenga Stradivari” uno strumento magari della scuola cremonese, del periodo classico ed eseguito per esempio da un figlio o da un allievo del grande maestro se non addirittura da un liutaio di altra scuola ma costruito secondo il modello stradivariano, vista la diversità di valore a secondo dell’attribuzione dell’opera. Sono state scritte pagine e pagine. ci sono anche documenti ufficiali e sentenze della magistratura riguardo a falsità presunte o riconosciute e perizie contestate Ma c’è anche da dire che quando il presidente dei liutai Giovanni Iviglia osò pubblicamente denunciare illeciti nel settore si vide osteggiare pesantemente da tutto il mondo liutario della Svizzera e della scuola tedesca che preferiva chiudere gli occhi su questo problema in quanto gravemente preoccupati per le conseguenze che tale presa di posizione poteva portare nel settore! Probabilmente perché si era creato un “ sistema” che era meglio non toccare e che poteva forse consentire anche ai pesci piccoli di muoversi indisturbati e di sopravvivere ? Visto i grandi mezzi cui disponiamo oggi come ad esempio il sincrotrone una scoperta scientifica applicata di recente alla liuteria non si comprende perché per dichiarare la paternità di un’opera liutaria non ci si debba affidare a metodi rigorosamente scientifici ma ci si fidi ancora ed esclusivamente della “ esperienza” di un gruppo limitato di persone.
L’ANLAI negli anni venti aveva costituito a Roma a Santa Cecilia un Collegio peritale poi scomparso; l’ALI per lungo tempo negli anni novanta ha portato avanti con determinazione l’idea e l’intenzione di ricostituirlo mentre la nuova ANLAI ha più volte sottolineato con forza l’importanza che avrebbe l’istituzione di questo Collegio visto che in Italia abbiamo molti liutai di grande spessore che potrebbero farne parte e che potrebbero usufruire di attrezzature scientifiche messe a disposizione da scuole di liuteria e da un costituendo Centro di Restauro ( altra proposta questa , altra ipotesi, altro desiderio per ora rimasto incompiuto).
Tutta questa premessa per sottolineare che nel settore probabilmente molti pare non abbiano però un reale interesse a cambiare le cose. Forse perché, cambiando periodo cambiano gli “ esperti” ma la situazione – senza nulla togliere alle capacità e alla validità di professionisti seri e impegnati sia chiaro, perché qui si parla del metodo, – è quasi la stessa. Esperti riconosciuti attribuiscono la paternità di strumenti a liutai dell’ottocento e del primo novecento Anche se in questo caso la perizia può sembrare più semplice la diversità di valore di un’opera in base alla sua attribuzione può comunque essere di un certo peso
Di nuovo (e non è certo questa una bella notizia perché non è sicuramente così che si può rivoluzionare il sistema) è l’apparizione ora di perizie firmate da membri riconosciuti esperti da tribunali che accertano con tanto di timbri e foto l’attribuzione di opere addirittura di Stradivari. A volte invece si tratta di strumenti di scuola tedesca e che ciascun liutaio anche appena terminata una scuola di liuteria sarebbe in grado di riconoscere come un violino di fabbrica cui attribuire quindi uno scarsissimo valore economico se non addirittura valore zero! Ci sarebbe da sorridere ma il discorso è serio e c’è da porsi non solo in questo caso eclatante ma anche per alcune aste che si tengono in vari paesi: che valore reale possiamo attribuire ad alcune perizie – che siano giurate o meno – che accompagnano alcuni degli strumenti “ antichi” che vengono battuti?

Gualtiero Nicolini
Presidente Anlai

ALL' AMICO ROSTROPOVICH

17AUG2012
 

 

 

Rostropovich e la statua senza dimora

16 agosto 2012
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La cultura trasforma il mondo in simboli che esprimono significati e valori e lo spazio è la scena su cui rappresentare questi simboli. Dare o non dare dimora ad una statua è lo spartiacque tra una città culturalmente ancora viva ed una inesorabilmente morta.

11 novembre 1989. Le immagini di Mstislav Leopoldovich Rostropovich mentre suona il violoncello sotto il muro di Berlino appena caduto fanno il giro del mondo. Improvvisa il suo concerto, alcune suite di Bach, tutte in tonalità maggiore, il modo della felicità e della gioia, davanti alle macerie. Slava (in russo significa Gloria), il più grande violoncellista, allievo di Šostakovic e Prokof’ev, suona come sempre il suo Stradivari Duport , uno dei migliori strumenti esistenti al mondo, forse la perfezione. Il  violoncello costruito nel 1711 dal liutaio cremonese  Antonio Stradivari  che già un’altra volta aveva incrociato la grande Storia. Si racconta infatti che nel 1812 il proprietario Jean-Pierre Duport  permise a Napoleone Bonaparte di suonarlo: l’imperatore lo maneggiò in maniera talmente maldestra che lo strumento riporta ancora un’ammaccatura attribuita ai suoi stivali. Dal 1974 quel prezioso violoncello, uscito dalle mani del più grande liutaio di tutti i tempi in una piccola bottega di una piccola città della bassa, ha condiviso i trionfi artistici di Slava in tutto il mondo  fino al 2007, anno della sua scomparsa.

Rostropovich ha attraversato la Storia non solo con la sua musica, ma anche con l’impegno politico e civile. Sostenitore delle lotte  per la libertà, nelle arti ed in politica, pagò con l’esilio e la privazione della cittadinanza russa l’aver ospitato in casa sua Alezander Solzhenitsyn, ridotto letteralmente in miseria dopo aver narrato la vita nei campi di concentramento stalinisti. Fu ambasciatore dell’UNESCO e insieme alla moglie, la soprano Galina Vishnevskaia, creò una Fondazione per assicurare la vaccinazione di massa ai bambini della Russia e per occuparsi di recupero dei tossicodipendenti. In riconoscimento di questo suo impegno, la Facoltà di Scienze Politiche di Bologna il 9 marzo 2006 conferì la laurea ad honorem al “più grande musicista vivente”, come lo aveva definito il London Times nel 2002. “Ciò che rende la sua figura unica nel mondo artistico e culturale contemporaneo è il fatto che la passione e il talento per la musica hanno continuamente interagito con la passione per la libertà e per i diritti dell’ uomo”, scrissero i politologi nelle motivazioni alla laurea approvata dal Consiglio di Facoltà all’unanimità. A Bologna, Rostropovich era “di casa” e aveva già ricevuto  il Sigillo d’ onore e  la Medaglia d’Oro della Città.

Cremona, universalmente riconosciuta come città della musica e patria dello Stradivari Duport, non era stata da meno di Bologna. Il 22 ottobre 2002 il primo cittadino, Paolo Bodini, aveva consegnato nelle mani del Maestro la pergamena istoriata a mano della cittadinanza motivando:

Conferendo la cittadinanza onoraria al maestro Mstislav Rostropovich, Cremona, che ha dato i natali a Claudio Monteverdi e ai più grandi maestri liutai di tutti i tempi, riconosce in lui non solo un eccellente interprete, ma anche una persona dotata di grande umanità, che crede nella musica come strumento utile allo sviluppo della pace tra i popoli. Con le sue esibizioni egli contribuisce a valorizzare la tradizione musicale e liutaria che appartiene a Cremona, diffondendone nel mondo il nome e l’immagine.”

Ma a cinque anni dalla morte di Rostropovich la città sembra averlo dimenticato.

Cremona, culla della liuteria classica italiana e ancora oggi protagonista indiscussa grazie alla rinomata Scuola internazionale di liuteria e alla presenza attiva di circa 150 botteghe liutarie disseminate in ogni angolo, ambisce a competere nel mondo con le altre “città della musica” con le sue rassegne internazionali e il nuovo Museo del violino. Eppure non ha fatto mai nulla per ricordare al mondo che il suo destino si è incrociato ed intrecciato con quello del grandissimo musicista russo. Non l’intitolazione di una via, non una targa.

Il liutaio di Slava, Leonidas Rafaelian, ateniese di nascita, naturalizzato ungherese e cremonese per scelta, da cinque anni si batte, senza successo contro inspiegabili impedimenti, affinché una statua del Maestro trovi  degna collocazione nella città che tra onori e applausi gli aveva conferito la cittadinanza.

La cultura trasforma il mondo in simboli che esprimono significati e valori e lo spazio è la scena su cui rappresentare questi simboli. Dare o non dare dimora ad una statua è lo spartiacque tra una città culturalmente ancora viva ed una inesorabilmente morta.

Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure”(Italo Calvino, Le città invisibili)