Violino Doc Anlai

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IL VIOLINO DOC

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LUIGI DATI Vice presidente Anlai

08OCT2012
 

 

La liuteria tradizionale e le problematiche della globalizzazione

(di Luigi Dati - Vicepresidente ANLAI - Presidente Cassiodoro Masterclass APS)

 

***

Bologna/Cremona, 4 ottobre 2012

 

Ogni ragionamento sugli attuali problemi della liuteria tradizionale non può prescindere da una generale analisi circa il fenomeno della globalizzazione dei mercati e non può evitare di confrontarsi con le problematiche che tale allargamento di orizzonti ha comportato in tutti i settori dell'industria, del commercio e della produzione artistico - artigianale.

La liuteria, quale ambito produttivo connotato da aspetti di eccellenza professionale e artistica, non è esente da tale confronto e non può ritenersi al riparo dagli aspetti più brutali che l'allargamento delle frontiere, in questo primo decennio del nuovo secolo, ha introdotto nelle normali pratiche commerciali.

L'apertura indiscriminata delle frontiere, infatti, ha spinto gli operatori più spregiudicati dei paesi emergenti ad arrembare i mercati di riferimento della liuteria e della produzione di strumenti musicali - così come era già avvenuto negli altri settori industriali e commerciali - con modalità commerciali aggressive nel tentativo di conquistare sempre più ampie fette di mercato.

Dopo essersi dedicate, nei primi anni di apertura del mercato, a cercare di acquisire un ruolo di competitori globali in settori industriali caratterizzati da prodotti privi di rilevante contenuto qualitativo e tecnologico, le imprese operanti nei mercati extra europei (provenienti in larga parte dalle nazioni cinesi, indiane, coreane e dalle cd tigri asiatiche) hanno cominciato a dedicare la propria attenzione a quei settori industriali, commerciali e artigianali aventi una maggiore rilevanza tecnologica e qualitativa.

Settori nei quali, occorre ricordarlo con orgoglio, l'impresa e l'artigianato italiani eccellono da lungo tempo.

Cosicchè, dopo aver assistito all'assalto ai mercati della moda, dell'alimentare e della meccanica di precisione, stiamo prendendo coscienza che è in atto un'azione determinata delle imprese asiatiche ed extraeuropee di assumere posizioni di rilievo anche nel settore della liuteria e dell'arte.

Occorre pertanto prender atto che i nuovi protagonisti del mercato per entrare in tali settori d'affari e per allargare il proprio livello di influenza in tali ambiti sono disposti ad utilizzare un'ampia gamma di modalità operative, spaziando dalle normali prassi commerciali alle tecniche considerate più spregiudicate.

Così come è già avvenuto, ad esempio, nel settore alimentare, nel quale alcuni nuovi protagonisti hanno tentato di conquistare quote di mercato attraverso l'utilizzo di una nutrita serie di modalità commerciali scorrette o addirittura illegali (copia di modelli e di prodotti, falsificazione di brevetti e marchi, atti di concorrenza sleale vari, utilizzo di nomi che richiamano la provenienza geografica degli stessi prodotti, guerra di prezzi), anche nel settore della liuteria cominciano a verificarsi numerosi episodi discutibili che mettono in luce il reale rischio di un possibile imbarbarimento di comportamenti commerciali corretti rispettati da secoli da chi opera in tale ambito artigianale.

Da alcune parti si sente obiettare che la globalizzazione non apporterebbe alcun cambiamento al settore della liuteria, poiché i liutai da circa quattro secoli sono abituati a cimentarsi a livello internazionale dando luogo a scambi commerciali sovranazionali.

Possiamo sicuramente aderire in parte a tale riflessione, dovendo, tuttavia, rappresentare la circostanza che, mentre nei secoli scorsi gli scambi commerciali - pur avendo una dimensione sovranazionale - avvenivano all'interno dello stesso continente europeo o americano (nel quale avevano sede gli stessi centri del potere economico che, con il loro operato, contribuivano a realizzare e sostenere quella medesima cultura di riferimento a cui appartenevano gli stessi mastri liutai), l'attuale momento storico vede operare un trasferimento dei centri decisionali e di potere economico all'esterno di quelle stesse aree territoriali nelle quali la liuteria si è progressivamente affermata contribuendo a realizzare quello specifico humus culturale che è servito a consolidare la stessa storia economica, sociale e culturale delle popolazioni che abitavano quei territori.

L'emergere sul campo mondiale di nuove potenze economiche nell'area asiatica, spingerà necessariamente la classe dominante di tali zone geografiche a tentare di consolidare e confermare anche da un punto di vista culturale il nuovo primato acquisito in campo economico, provocando a valle azioni tese ad affermare una supremazia di tali popolazioni anche nel settore della cultura e dell'arte. Nelle stesse modalità che furono usate dalle nuove classi borghesi europee e americane per affermare il proprio ruolo nei secoli scorsi.

In tal senso voglio richiamare la vostra attenzione sul valore che può rappresentare, per il settore della musica e della liuteria, una popolazione come quella della Cina nel cui nazione sono presenti (secondo stime non ufficiali) circa quattro milioni di persone che studiano e suonano il violino.

Logico pensare che un esercito così nutrito di musicisti possa rappresentare da un lato un'importantissima opportunità di lavoro per i liutai residenti in tale area geografica e dall'altro uno stimolo per le autorità politiche e per le famiglie che detengono il potere economico di tale società di cercare di far emergere e consolidare una propria scuola nazionale di liuteria che possa competere quantitativamente e qualitativamente con le tradizionali scuole italiane e tedesche .

In tal senso, una dimostrazione concreta dell'attenzione che le popolazioni di quelle nazioni dedicano alla liuteria ed alla musica può essere rinvenuta non solo nel numero crescente di ragazzi che provengono da tali paesi per frequentare le scuole di musica e di liuteria in Italia, ma anche nel costante aumento dei partecipanti asiatici ai concorsi di liuteria organizzati da ANLAI ogni anno.

La stessa gestione di numeri così ampi di musicisti ha determinato la crescita dimensionale delle tradizionali fiere dedicate alla liuteria. Eventi che, da momenti di incontro fra artigiano e musicista e da occasioni di approfondimento storico e culturale sugli aspetti della liuteria italiana tradizionale, si sono trasformati in grandi momenti commerciali internazionali che muovono numeri inimmaginabili sino ad alcuni decenni fa.

Tali manifestazioni sono diventate il centro di snodo di affari milionari nel quale intervengono importanti realtà economiche internazionali.

Prova sia - dell'interesse dell'industria internazionale per il settore liutario - l'intervento di giganti industriali come la Yamaha (nota per nutrire interesse nei settori aventi un rivelante contenuto tecnologico) anche nel settore della produzione degli strumenti musicali.

Per pubblicizzare i propri strumenti la Yamaha ha messo sotto contratto niente di meno che il M° Zakhar Bron, famoso virtuoso del violino.

Analizzando la comunicazione pubblicitaria distribuita da tale casa produttrice possiamo individuare il messaggio, nemmeno troppo celato, che l'azienda sembra voler trasmettere ai musicisti.

In esso pare che voglia suggerirsi la circostanza secondo la quale i migliori violinisti, per ottenere delle perfette esecuzioni musicali, ritengono preferibile ricorrere alla tecnologia produttiva industriale rispetto alla capacità artistica e professionale dei liutai tradizionali.

In tal senso dietro a tale episodio tende a celarsi un chiaro attacco concettuale portato dall'industria tecnologica all'eccellenza artigiana.

Ma la liuteria tradizionale, oltre che dagli attacchi portati dall'industria musicale, deve guardarsi anche dagli stessi comportamenti scorretti che possono essere commessi dagli stessi appartenenti al medesimo settore liutario artigianale.

Da più parti sono stati segnalati, in maniera informale e non circostanziata, tentativi di alcuni liutai italiani di vendere al pubblico degli strumenti ad arco non interamente realizzati dagli stessi artigiani che li avevano garantiti come propri.

Inoltre sono giunte segnalazioni - anche esse non sufficientemente circostanziate - secondo le quali sarebbero stati individuati dei violini venduti come italiani, malgrado le fasi di lavorazione di tali strumenti siano avvenute per la gran parte all'estero e malgrado in Italia si siano realizzate solo le fasi della verniciatura ed etichettatura dei prodotti.

Tali comportamenti debbono essere contrastati con fermezza.

Da più parti ci si chiede come possa arginarsi un simile fenomeno.

Riteniamo che ogni operatore debba svolgere la propria attività professionale e rivestire il proprio ruolo con estrema etica comportamentale.

Ugualmente riteniamo che lo stesso sistema debba vigilare sui propri associati.

Campanelli di allarme in grado di far sospettare la possibile presenza di un comportamento scorretto che utilizzi - senza dichiararlo - prodotti semilavorati o rietichettati per vendere al pubblico strumenti qualificati come propri possono essere considerati quelli di una eccessiva presenza di un singolo liutaio (privo cioè di una propria bottega liutaria frequentata da numerosi collaboratori) alle numerose fiere del settore o quelli di una eccessiva produzione annuale di strumenti musicali (è noto che ogni liutaio riesce a realizzare un certo numero di strumenti nell'arco temporale di un anno).

La produzione artigianale di qualità si scontra necessariamente con il fattore temporale e un numero eccessivo di strumenti oltre che far sorgere sospetti in merito alla provenienza dello strumento provoca anche dubbi in merito alla qualità dello stesso prodotto artigianale.

Scelte scorrette come quelle sopra descritte finiscono per produrre un gravissimo danno per la liuteria artigianale in quanto rischiano di diffondere fra gli stessi acquirenti degli strumenti musicali un generale atteggiamento di sfiducia nei confronti dell'originalità e del livello qualitativo stesso della produzione liutaria non solo del singolo artigiano in questione, ma di tutta la liuteria italiana.

Occorre pertanto stigmatizzare non solo tutti quei comportamenti che possono essere qualificati come fattispecie penali (ad esempio per frode in commercio o vera e propria truffa nei conforti degli acquirenti), ma anche tutte quelle situazioni scorrette da un punto di vista commerciale che pur non configurando un reato, danneggiano comunque la stessa credibilità della categoria dei maestri liutai.

Gli stessi comportamenti scorretti, se reiterati, sono infatti in grado di danneggiare il settore della liuteria anche con riferimento alle quotazioni degli strumenti musicali stessi.

Esse, come noto, sono legate infatti non solo alla stessa certezza che lo strumento sia attribuito ad un determinato artigiano, ma anche alle stesse qualità possedute dallo strumento acquistato.

Negli anni passati la liuteria non è stata esente da episodi discutibili, nè è stata immune da personaggi tacciati di aver posto in essere comportamenti scandalosi, scorretti o truffaldini.

Tuttavia la velocità degli odierni mezzi di gestione dell'informazione e il livello dimensionale assunto dal mercato globale attualmente possono conferire all'eventuale comportamento scorretto o truffaldino una valenza dannosa molto più grave rispetto a quella che il medesimo episodio avrebbe potuto provocare nel passato.

Occorre, pertanto, entrare nell'ottica di dover richiedere l'introduzione di normative che possano sostenere il settore della liuteria e salvaguardarlo dagli episodi di copiatura e falsificazione, così come è già stato fatto nel settore alimentare e della moda.

E' necessario porre mano a testi normativi che possano consentire di difendere tutta la filiera produttiva artigianale degli strumenti ad arco

In tal senso occorre che gli operatori superino non solo un notorio senso di sospetto e di distacco dai problemi della categoria, ma anche che accantonino un generale atteggiamento campanilistico e abbandonino le riserve esistenti in merito a tutto ciò che possa distaccarsi dall'esclusiva cura della propria sfera d'affari.

Atteggiamenti questi che impediscono la programmazione e realizzazione ordinata di qualsivoglia collaborazione verso obiettivi comuni per l'intero settore liutario.

In tal senso ANLAI ha già proposto la creazione di un disciplinare minimo costruttivo che possa essere da base per l'individuazione di un "modello di strumento" che possa essere riconosciuto come appartenente alla tradizione liutaria italiana e di "sotto modelli" che possano qualificare gli strumenti come appartenenti alle tradizioni "cremonese" , "bresciana" , "bolognese" ecc...

Tale disciplinare dovrebbe, inoltre, essere accompagnato dalla creazione di un marchio, di un segno distintivo, che riesca a qualificare il prodotto come proveniente da una determinata area geografica così come avviene per i marchi d'origine.

Sempre al fine di garantire gli acquirenti in relazione alla realizzazione di tutte le fasi costruttive del violino da parte dello stesso liutaio, ANLAI ha proposto e propone la creazione di un sistema di certificazione che consenta di mantenere controllato lo strumento in tutte le fasi di realizzazione dello stesso.

In tal modo, si pensa di riuscire non solo ad evitare episodi di acquisto di strumenti semi lavorati all'estero senza dichiararlo espressamente, ma anche di poter assicurare l'applicazione del disciplinare minimo costruttivo agli strumenti creati in Italia.

Ma la creazione di un disciplinare costruttivo minimo e di un sistema di verifica e controllo della realizzazione degli strumenti ad arco introduce anche l'altro discorso verso il quale l'Associazione si dimostra sensibile: quello della realizzazione di una scuola di eccellenza di liuteria che vada oltre quella esistente in Cremona e che tenda a superare il valore legale del titolo di studio riconosciuto agli istituti superiori della Repubblica Italiana per inserirsi in un settore, quello della specializzazione pratica costruttiva, che permetta di recuperare e non disperdere tutte le informazioni e le esperienze maturate negli anni dai migliori liutai italiani.

In tal senso, vogliamo richiamare l'insegnamento e la via tracciata da Giuseppe Fiorini che ebbe a contrastare ferocemente la modalità seriale costruttiva utilizzata dalla bottega di Jean-Baptiste Vuillaume e che, grazie allo studio dell'opera di Stradivari, tentò fortissimamente di reintrodurre nella liuteria italiana.

Fiorini voleva costituire in Cremona e nelle altre città italiane una scuola di liuteria "pratica": una bottega impostata in modo da consentire la formazione di giovani liutai, finalizzata al recupero dell'abilità costruttiva strumentale delle antiche botteghe liutarie cremonesi, mediante lo studio delle tecniche e dei segreti costruttivi degli stessi grandi maestri liutai del passato (Stradivari in primis).

A tal fine si invitano tutte le realtà esistenti in Italia a fare sistema comune, accantonando gelosie e prerogative passate che rischiano di divenire inattuali ed indifendibili nel nuovo sistema mondiale.

Per questo ANLAI ha ritenuto un errore il fatto che la Fiera di Cremona non abbia tenuto in considerazione la particolare situazione economica e le difficoltà che tutto il settore della musica italiana sta incontrando, prima di decidere il costo degli stand espositivi e la modifica del regolamento di accesso a "Mondomusica".

Ciò ha portato, da un lato, all'impossibilità economica per alcuni artigiani di prendere in locazione - da soli - interi moduli espositivi della fiera e dall'altro di poter partecipare a tale evento dividendo con altri liutai sia lo stand e sia il costo dello stesso modulo espositivo.

Questa rigidità ha comportato un drastico calo dei partecipanti a questa edizione di "Mondomusica", come dimostrano gli stessi numeri forniti dagli organizzatori dell'evento, e lo spostamento in centro storico, all'esterno dei locali della fiera, dell'attività di presentazione e commercio degli strumenti musicali da parte di tante botteghe liutarie.

Occorre, pertanto, prendere esatta coscienza delle difficoltà attuali e con la volontà di riuscire a superare le divisioni esistenti dedicarsi alla realizzazione di un grande recupero di tutte le energie esistenti per progettare un rilancio della liuteria italiana e una difesa di tale eccellenza da tutti i rischi sopra richiamati.

In tal senso la missione di "Mondomusica" in USA, criticata da tanti settori, può diventare il banco di prova di questa nuova visione ideale.

Abbiamo suggerito di usare tale momento espositivo per realizzare un grande "Padiglione Italia" ove portare il meglio della liuteria italiana e far capire il valore della tradizione artigianale italiana.

In tal senso, chiediamo alle istituzioni cittadine e nazionali di intervenire anche economicamente per consentire di occupare almeno il 50% degli spazi messi a disposizione dalla Fiera di N.Y. e per permettere all'eccellenza liutaria cremonese e italiana di partecipare a costi irrisori a tale evento per dimostrare il valore e l'abilità dei nostri Maestri Liutai e l'importanza della cultura liutaria italiana.

Grazie per l'attenzione

Avv. Luigi Dati

 

 

 

L'intervento di Dugo membro del CDN ANLAI al convegno del 4 ottobre 2012

04OCT2012
 

 

Buonasera a tutti son il cav Salvatore Dugo di Cremona   membro del Consiglio Direttivo Nazionale dell’ANLAI

Per prima cosa devo dare motivazione della mia presenza qui al tavolo dei relatori in rappresentanza dell’associazione. Come avete visto dalla locandine dell’evento   non era prevista  quella del presidente prof Nicolini perché  impegnato a Rimini nell’organizzazione di una grande manifestazione Anlai sulla liuteria che si attuerà in aprile maggio  2013 .  Saranno ben 50 giorni di conferenze, convegni, dibattiti  presentazioni di pubblicazioni liutarie,  concerti  anche un cineforum  sui films  sulla liuteria oltre a esposizioni   di strumenti, quadri e mostre liutarie  una grande manifestazione sui….. 5 sensi della liuteria,  sui cui stiamo già lavorando alacremente e che sono sicuro sarà una manifestazione che lascerà il segno. C’è un incontro oggi cui deve partecipare

Prendendo lo spunto da questa premessa consentitemi  di sottolineare  a proposito di manifestazioni ANLAI che  malgrado un bilancio  “ ridicolo”  e che sino ad ora non  ha superato i 10 mila euro all’anno abbiamo dimostrato  che siamo  in grado di organizzare e bene  sia  concorsi nazionali e internazionali di grande spessore  ( ben 7 nazionali e 4 internazionali ) che tutti oggi conoscono  e mostre molto valide come quella dei grandi quartetti che si tiene in questi giorni a Pisogne  oltre che rendere omaggio a un grande cremonese MARIO MAGGI ecc ecc

VOGLIO SOTTOLINARLO E RIBADIRLO  con pochi soldi grandi manifestazioni e però  purtroppo  sempre fuori Cremona per le difficoltà che  troviamo e la chiusura per organizzarle in città

Questo dovrebbe già insegnare a tutti qualcosa sia come gestione delle risorse sia comeopportunità di coinvolgimento di chi ha dimostrato di saper fare. Ricordo tra l’altro le mostre in Bulgaria già programmate  per  maggio giugno del prossimo anno  oltre alla manifestazione di Rimini e la spedizione in  Brasile su cui stiamo lavorando (quello sì che è  un mercato emergente ) alacremente e dove speriamo di essere aiutati da.. Cremona

Avevamo inserito nel programma l’intervento dell’avv. Luigi Dati  vice presidente ANLAI e presidente dell’Associazione Cassiodoro di Bologna  sia per motivi statutari  ( fa le veci del presidente)  sia per dare un  significato  anche  esterno alla città  a questo  convegno  di cui apprezziamo il titolo nella speranza che davvero ci  sia la voglia di  un i dialogo  da parte di TUTTI anche degli assenti e si attui  in concreto almeno un  tentativo di comprensione tra le parti  per affrontare insieme i problemi della liuteria i…… GRAVI PROBLEMI DELLA LIUTERIA.

Il convegno era previsto al mattino in un primo momento ecco il motivo dell’assenza dell’avv Dati impegnato  in questo orario a Bologna  ma non a caso si è voluto poi  che  io  rappresentassi  l’associazione in quanto la mia presenza ha un significato ben preciso essendo membro del CDN dell’Anlai ed anche  membro del Direttivo Ali. La volontà quindi  da parte nostra  che per prima cosa  tra le due associazioni  che portano avanti a Cremona problemi della liuteria si instauri i un vero dialogo e collaborazione e unità d’intenti

Venendo quindi ai problemi   A NOSTRO AVVISO E’ NECESSARIO AFFRONTARE INSIEME  COME è STATO DETTO NEI VARI INTERVENTI IL PROBLEMA DELLA “ SERIETA’ DELLA LIUTERIA”  DELLA GARANZIA DELLE OPERE PRODOTTE A CREMONA  O ALMENO DI UNA PARTE  E DI COLORO CHE OPERANO SERIAMENTE E CHE SONO TRAVOLTI DA UNA CONCORRENZA SLEALE E SECONDO NOI PER DARE ANCHE UN SEGNALE  SERIOE CONCRETO AL MODO DELLA LIUTERIA  MONDIALE CHE CI GUARDA ( E CHE CI CRITICA) BISOGNA PARTIRE DALLA SCUOLA DI LIUTERIA

Voglio per prima cosa sottolineare che l’ANLAI attraverso il suo presidente e vari  altri suoi componenti  che sono liutai, collezionisti, studiosi  appassionati di liuteria  ecc ha cercato da tanti anni (troppi )  di porre appunto all’attenzione  degli enti locali  i problemi della  SCUOLA DI LIUTERIA.  Abbiamo detto tante volte cosa pensiamo e cioè  (solo in due parole perché non c’è tempo di approfondire )  della necessità di dar vita ad un istituto superiore ad  una scuola a livello universitario tale da dare vera dignità  ad una istituzione  frequentata in gran parte da laureati e diplomati e di tanti paesi stranieri.   Ciò non toglie che possa coesistere anche  un istituto che tenga in considerazione le risorse locali e la cremonesità  ( vedi CFP e la Regione Lombardia come qualcuno sostiene )

Quello che in sintesi  vogliamo cioè sottolineare è che malgrado  se ne parli  da trent’anni  gli enti locali non hanno  mai fatto nulla  in concreto  lasciando  la scuola più famosa nel mondo nella situazione anacronistica  che anche chi non sa nulla di liuteria capirebbe

L’assurdo cioè  di una scuola  di  5 anni  di studio (che poi si riducono spesso a  3 perché i laureati e i diplomati vengono ammessi al terzo anno  ) con pochissime ore  di materie professionalizzanti  che  conclude il suo ciclo malgrado appunto  i tanti allievi  laureati e diplomati di tutto il mondo con un esame di maturità professionale.  Non capite che siamo al ridicolo ? Non ve ne accorgete ?

Il fatto che si possa contare anche su corsi ISTF  come quello che sarà presentato domani non toglie molto al problema anzi rafforza la nostra tesi che la Scuola dovrebbe essere impostata a tale livello

EBBENE DOPO TRENT’ANNI DI QUESTA SITUAZIONE “ RIDICOLA” scusatemi il termine non è giunto il momento di  risolvere insieme  ma per davvero il problema senza rimandarlo ancora per trent’anni ?

Ma tessere di dialogo significa anche parlare di Mondomusica . I responsabili  della Fiera sostengono  anche in questi giorni  che si è ottenuto  un grande successo della manifestazione  e in parte è vero ; lo sforzo dei dirigenti ha portato un buon salone del pianoforte, ha portato a incontri interessanti esempio  quello di conservatori ,  a dibattiti conferenze  valide ecc  non mi dilungo ma non nascondiamoci dietro un dito ;

NON POSSIAMO NEGARE NESSUNO PUO’ NEGARE L’EVIDENZA perchè i dati ufficiali forniti dalla stessa Fiera  ci dicono  che ci sono stati 100 stand in meno,  E’ noto a tutti che molti  liutai cremonesi e non cremonesi  erano presenti… in città e….. non in Fiera, che alcuni  negozi  hanno addirittura fatto  pubblicità dichiarando  "NON SIAMO IN FIERA",  mentre negli stand del padiglione fieristico  anche se c’erano ovviamente liutai  italiani e stranieri  di grande validità e interesse c’erano però anche violini rumeni, bulgari,  cinesi a buon mercato  ma poi c’erano anche semilavorati  e questo non fa certo bene  alla liuteria artistica e artigianale .

Ma quello che ci preoccupa non sono tanto gli errori compiuti e che le tessere di un dialogo potrebbero far  modificare ( vedi il regolamento che è stato prontamente cambiato  anche se qualcuno sostiene solo per salvare il Consorzio mentre alti sostengono che è stato cambiato da mesi  senza però che ne fosse stata data adeguata pubblicità ) quello che ci preoccupa lo ripetiamo  è il voler perseverare con pervicace ostinazione in quelli che noi riteniamo  errori che sono stati palesemente dimostrati. Non è qui il tema di allargare il discorso anche alle polemiche sulle scelte della Triennale a cominciare dalla  Giuria, alle  sue decisioni, alla  carenze della parte acustica  Essendo noi organizzatori di concorsi non ci sentiamo di dire una parola al riguardo  anzi vogliamo sottolineare che su 8 premiati nel presente concorso di quest’anno ben 3  sono già stati premiati anche  nel nostro concorso internazionale di Pisogne

E’ NECESSARIO APRIRE UN VERO DIALOGO  TRA LA FIERA E I LIUTAI  TRA MONDOMUSICA E LE ASSOCIAZIONI PER VALORIZZARE DAVVERO LA LIUTERIA QUELLA SERIA ARTIGIANALE VERA E SPECIE OVVIAMENTE QUELLA CREMONESE  O ITALIANA

PERMETTETEMI PERO' QUI UN INCISO

La lettera della ditta Rivolta pubblicata  oggi sul quotidiano online   cremonaoggi è  emblematica perché ci da  il giudizio spassionato di uno degli espositori più seri presente da sempre in Fiera  che giustamente osserva  sia la scarsa presenza  quest’anno di operatori interessati  sia l"assenza di spirito imprenditoriale dei dirigenti nel senso di saper coinvolgere gli " operatori" del domani  e quelli locali

ma ancora più emblematica la presa di posizione del cav Piva pubblicata su il Piccolo di ieri che liquida il dissenso in due parole

I liutai cremonesi non vogliono venire in Fiera .. " affari loro"  noi abbiamo convinto Fazioli !

Un affermazione di questo tenore non merita commenti e invece di “tessere per un dialogo”  potremmo parlare  di.. pesci in faccia a chi dissente da parte del .. "dittatore "   che vuole andare dritto per la sua strada e quindi ci sarebbe da riflettere su che senso può avere anche questo nostro incontro

E veniamo a   Mondomusica a New York Tutti dovremmo renderci conto che  è impossibile tornare indietro,  Faremmo una figuraccia internazionale se è vero che la metà dello spazio espositivo è stata prenotata da 14 stati Usa e da liutai di una quindicina di nazioni o più , Ma come abbiamo detto se viene fatto uno sforzo economico notevole portando gli Stradivari e gli Amati  e i cimeli di Fiorini (  doveri aprire qui un’altra parentesi  sul Fiorni e Cremona ma ne parleremo in altra sede)  e se si organizzano tante altre valide manifestazioni  con notevoli contributi e  se poi come sembra a New York non ci sarà la liuteria cremonese ( tranne il consorzio) e quella italiana  o pochissimi rappresentanti  non si può  pensare che  sia un investimento giusto

L’INSEGNAMENTO DI QUESTA SITUAZIONE DI CONTRASTO E’  LA NECESSITA’ DI CONVOLGIMENTO E DI DECISIONI  CHE DEVONO ESSERE ASSUNTE CON IL CONTRIBUTO DI TUTTI E NON CALATE O IMPOSTE DALL’ALTO

MA QUELLO CHE L’ANLAI HA VOLUTO FAR PRESENTE CON UN CONTRIBUTO CHE RITENIAMO IMPORTANTE E CON LA NOSTRA PROPOSTA  E’ PROPRIO IL TENTATIVO DI PORTARE A NEW YORK I LIUTAI CREMONESI ( E ITALIANI)  MA SUPERANDO LE LORO DIFFICOLTA’ SOPRATTUTTO ECONOMICHE IN QUESTI MOMENTI PARTICOLARI

SI RISCHIA ALTRIMENTI CHE CI SIANO POCHI LIUTAI ITALINI E POCHI CREMONESI TRANNE  QUELLI DEL CONSORZIO E QUESTO NON E’ NE' GIUSTO NE’ CORRETTO ANCHE PER I MOTIVI CHE DIREMO

Anche il direttore de La provincia nei giorni scorsi in suo articolo di fondo accusava i liutai  cremonesi di provincialismo e di incapacità ma qualcuno ha giustamente fatto presente che il mercato della liuteria é globale da oltre quattrocento anni e che ogni giorno ogni piccola bottega della cittá e di ogni altra realtá che si occupa di liuteria, si confronta con un mercato spalmato sull'intero pianeta

Ed eccoci allora alla "tessera" di cosa si dovrebbe fare secondo l'ANLAI oltre alla riforma della Scuola, oltre ad un accordo cambiamento delle regole di Mondomusica oltre ad una mediazione per New York

Il problema più grave a nostro parere  è quello che  è emerso clamorosamente con la spaccatura nel Consorzio  che anche l’Anlai e l’Ali ( allora il nostro presidente era  presidente Ali) hanno voluto e contribuito a far nascere nella speranza  non solo di ottenere finanziamenti  pubblici nel settore,  ma anche di porre un argine ai furbetti e alle porcherie che stavano accadendo e che purtroppo  accadono  oggi più che mai nella liuteria che offuscano l’immagine di Cremona e della liuteria italiana.

E’ inutile che le elenchiamo perché tutti qui le conoscete Non vogliamo ripetere tutto quello che abbiamo denunciato e continuiamo a dire  da anni e che spesso  viene contestato ingiustamente dagli enti locali appena appare un articolo su qualche rivista specializzata o meno ripetendo su  Cremona le solite frasi fatte e d’effetto

Il  problema è che qualcuno dovrebbe opporsi  a chi danneggia l’immagine di Cremona con comportamenti scorretti e che il Consorzio dovrebbe davvero tutelare e garantire la produzione artigianale seria e corretta ma purtroppo non lo fa  non è in grado di farlo perché consente anche a chi vi è iscritto di produrre al di fuori delle garanzie perché  promuove  liutai che al di fuori del consorzio  “ magari” hanno  un esercito di schiavetti che lavorano per loro, che magari mettono  etichette false  o non corrispondenti negli strumenti che vendono, che  magari  comprano  strumenti in bianco in Cina e potremmo continuare

Possiamo consentire tutto questo impiegando anche  enormi somme pubbliche a danno magari di chi invece solo perché non aderisce al Consorzio  e lavora  seriamente  non solo non è tutelato ma addirittura svantaggiato nei riguardi di  chi  si comporta disonestamente ottenendo  invece tutti gli aiuti necessari dallo stesso  Consorzio ?

Ecco perché noi presenteremo   (forse anche   senza speranze e in una lotta contro i mulini al vento)  ma lo facciamo lo stesso   perché siamo per la serietà e la correttezza un progetto per il violino  lo strumento ad arco DOC  lo strumento veramente garantito  in tutte le sue fasi della lavorazione ; ma chi aderirà a questo progetto  (e magari nessuno)  dovrà  farlo per sempre da quel momento in poi dovrà impegnarsi  a costruire con queste direttive  in modo che TUTTA LA SUA PRODUZIONE da quel momento in poi sia garantita e registrata  anche in un  data base senza alcuna POSSIBILITA’ CHE ESISTANO ALTRI SUOI STRUMENTI AL DI FUORI DI SERIO E REALE  CONTROLLO

Ringrazio dell’attenzione e ribadisco che l’ANLAI malgrado magari i toni polemici a volte  e l’amarezza per  NEMO PROPHETA IN PATRIA è sempre disponibile a cercare di risolvere i veri problemi della liuteria  se c’è dall’altra parte la volontà  di trovare soluzioni unitarie