Le nostre campagne stampa

L'ANLAI PRENDE POSIZIONE SUL SALONE MONDOMUSICA A NEW YORK

Un errore imperdonabile la scarsa presenza di liutai cremonesi e italiani  

 

 

 

 

 

Mondomusica New York, un evento per pochi. Un altro duro colpo alla liuteria cremonese

Nei prossimi  giorni si terrà a Milano la presentazione di “Mondomusica” New York, salone degli strumenti musicali promosso dall’Ente Fiera Cremona. Saranno presenti il Sindaco di Cremona Oreste Perri, il Presidente della Provincia Massimo Salini, il Presidente della Camera di Commercio Giandomenico Auricchio, nonché  Presidente del Consorzio Liutai A. Stradivari ed  il Presidente del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.

All’evento non parteciperanno  invece gli esponenti di altre Istituzioni di prestigio sia cremonesi  che italiane e le associazioni liutarie.  

Si apprende anche che al Salone di New York, dal 15-17 marzo 2013,  esporranno in uno stand collettivo i liutai del Consorzio A. Stradivari di Cremona,  altri 5 stand saranno occupati da liutai  di Cremona aderenti al Consorzio  mentre la presenza di liutai italiani che non operano a Cremona sarà molto esigua.

 Le nostre previsioni si sono pertanto  avverate  e   a New York  si  verificherà l’assenza di molti esponenti della buona liuteria cremonese, quella degna di essere esportata e che a nostro avviso si doveva far  conoscere al meglio delle sue qualità e della sua unicità, anche in terra statunitense, dove la Cina si sta insediando con un artigianato di profilo inferiore ma a prezzi concorrenziali e dove saranno presenti  invece molti paesi nostri “ concorrenti” in una passerella  da noi creata grazie anche ad eventi di prestigio e agli  strumenti e ai cimeli Stradivariani .

Vogliamo ricordare  che negli ultimi mesi, l’ A.N.L.A.I  aveva avanzato  la proposta   di un contributo  consistente per i liutai  cremonesi in modo che fossero invogliati a partecipare ed aveva auspicato un colloquio serio e costruttivo;  New York avrebbe potuto essere l’occasione per compattare il mondo della liuteria  smorzando le polemiche.

Insistiamo quindi nell’affermare  che, a nostro parere,  l’esiguo numero delle adesioni al Salone di New York  è la conferma di un imperdonabile  errore e lascia l’amaro in bocca a chi avrebbe potuto rappresentare altrettanto degnamente “ l’arte di saper fare il  liutaio” nel mondo.

In un momento in cui il riconoscimento dell’UNESCO e la consacrazione di un Museo del Violino offrono nuovi orizzonti sul mercato internazionale, non vi è stata  la sensibilità sufficiente per dare a chi non ha accesso ai finanziamenti pubblici la possibilità di essere presente e sentirsi parte di una realtà artigianale forte ed è questo un altro episodio  che non va certo a  ristabilire  l’armonia e la collaborazione fra i diversi protagonisti del mondo liutario ed a favore del  mercato artigianale di qualità.

Ci poniamo anche una domanda : perché le forze politiche impegnate proprio in questo momento di campagna elettorale non hanno nulla da dire  al riguardo ?

L’esecutivo ANLAI

Prof. Gualtiero Nicolini

Presidente A.N.L.A.I. (Associazione nazionale liuteria artistica italiana)

 

I violini di Cremona 
patrimonio dell’umanità 
Riconoscimento dall’Unesco

6 dicembre, 2012  

violino

 

 

La liuteria di Cremona è stata riconosciuta dall’Unesco. L’antica arte di costruzione di strumenti ad arco (violini, viole, violoncelli, contrabbassi) è ufficialmente patrimonio dell’umanità. Il Comitato intergovernativo dell’Unesco, riunito a Parigi, ha esaminato in maniera definitiva e positiva la candidatura della tradizione liutaria cremonese come bene immateriale. La pratica era stata avviata dall’amministrazione Corada e proseguita dalla Giunta Perri. . La valorizzazione dei violini e della liuteria cremonese è la strada giusta per esaltare Cremona nel mondo. Il riconoscimento ha un valore importantissimo perché si rifà ai grandi liutai che hanno tracciato il percorso nei secoli. Il valore è poi proseguito con le numerose botteghe contemporanee, con i cimili stradivariani, con la musica ed ora con il Museo del Violino, unico al mondo. Questo è il nostro marchio che ci rende unici”.

Questo evento è importante fondamentale per la liuteria di Cremona ma anche  per tutta la liuteria italiana. Facciamo di tutto per mantenerlo e svulupparlo nella maniera più seria possibile. E' l'invito che l'ANLAI rivolge a TUTTI i liutai e alla ISTITUZIONI che devono  vigilare  per una " buone e seria" liuteria. 

Mondomusica, 
spazi gratuiti 
al “padiglione Cremona”

17 agosto, 2012   //  L'ANLAI SI E' SEMPRE BATTUTA A SOSTEGNO DEI LIUTAI SERI

mondomusica-anlai-lettera

 

 

Caro Direttore

la ringraziamo sentitamente come CD ANLAI per aver pubblicato correttamente ed  integralmente (unico organo di stampa locale) il nostro comunicato dell’11 agosto (con il titolo “Mondomusica, perché non un padiglione Cremona?)” e per aver pubblicato anche la lunga lettera di accompagnamento del nostro presidente prof Gualtiero Nicolini.

Gli altri organi di stampa locali si sono limitati invece solo alla pubblicazione della lettera di accompagnamento o hanno sintetizzato il nostro comunicato evitando alcune parti importanti non rendendo appieno il senso del nostro intervento.

Se ce lo consente, ci preme, quindi, sintetizzando al massimo, evidenziare correttamente le nostre proposte e chiarire le motivazioni in modo che siano comprensibili anche a coloro cui magari è sfuggita la notizia (visto il periodo festivo) o l’hanno letta in maniera distorta e che potrebbero essere interessati a partecipare modificando il loro atteggiamento.

Il comunicato non è più in evidenza, infatti,  neppure su  “Cremona Oggi” per ovvie ragioni di  spazio.

Tralasciando quindi ora la cronistoria e le nostre proposte per Mondomusica a Cremona e limitandoci a quelle per New York, vorremmo ribadire semplicemente le nostre proposte  e le motivazioni:

- Poiché  l’Ente Fiera ha  già  collocato circa il 50% dello spazio disponibile  ad espositori di 11 paesi e di 14 stati americani ( stando alle notizie ufficiali)  e non potrà certo quindi decidere di annullare la manifestazione,

- Poiché  la scarsa o inadeguata presenza di Cremona e della liuteria italiana sarebbe molto negativa  e la manifestazione diverrebbe una passerella per le liuteria di altri paesi con il sostegno e i finanziamenti “nostri”

l’unica possibilità obtorto collo a nostro parere è quella di cercare soluzioni che indichiamo in:

1) Spazi gratuiti al “padiglione  Cremona” dove tutti i liutai cremonesi siano invitati ad esporre le loro opere gratuitamente; possibilità di condizioni vantaggiose anche per liutai italiani e per un “padiglione Italia” su una superficie di almeno il 30% degli spazi espositivi ed anche maggiore in modo che la liuteria italiana sia presente adeguatamente;

2) Aiuti della CCIAA di Cremona anche al di là dei 100 mila euro stanziati per favorire la effettiva  presenza a New York dei liutai e non solo delle loro opere;

3) Organizzazione di manifestazioni di alto livello nelle giornate espositive, accanto a quelle già programmate, coinvolgendo anche il meglio di quanto Cremona può offrire e non solo in modo da recuperare tutte le istituzioni locali (Fondazione Stradivari,  Fondazione Stauffer, associazioni culturali e di categoria ricercando ovviamente  in tutti i modi la loro collaborazione)

La ringraziamo sentitamente

Anlai
(Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana

PROPOSTA ANLAI

11AUG2012
 

 

Mondomusica a New York, perchè non si pensa 
ad un padiglione “Cremona” recuperando 
i nostri liutai? La proposta dell’Anlai

11 agosto, 2012   // 0 Commenti

violino

 

 

Mondomusica a Cremona e il “gemello” americano tornano a far discutere. L’Anlai torna alla carica con una proposta: “il recupero” dei liutai e della tradizione cremonese in un padiglione “Cremona”, visto che ancora il 30% degli spazi è rimasto vuoto?. La proposta in una lettera del professor Nicolni, presidente Anlai, e del Consiglio direttivo dell’associazione.

Caro Direttore, non sarò  certo io a “contestare”  la presenza di Cremona o dell’Italia o di suoi rappresentanti o di  opere di maestri liutai italiani  (antiche e/o moderne ) all’estero come veicolo di “ propaganda” e di diffusione del messaggio di “ supremazia” delle scuole liutarie italiane e cremonese in particolare.  Anzi ! Il sottoscritto,  negli anni settanta,  è stato un “antesignano”  di queste missioni all’estero con le prime presenze  personali in Svizzera ( Convegno  Esta a Zurigo ), in Germania a Fussen, in Ungheria a Budapest,  Miskolc e a Esztergom,  in Russia  a Mosca  e quindi negli anni successivi con la Scuola di Liuteria in  Polonia a Poznan,  in Germania, a Monaco e ad Amburgo, e più tardi con il preside Renzi e sempre la Scuola di Liuteria al di là dell’oceano in  Cina a Pechino, a Singapore, a Cuba a L’ Avana, in Messico a Città del Messico e a Xalapa  ecc.

Come ALI ho organizzato  quindi nel 2002 la “spedizione”  a Puebla,  ancora in Messico, e con l’ Acisa in  precedenza  nel 2000 in Cina a Pechino. Inoltre  nei progetti Anlai c’è la possibilità di una grande presenza liutaria italiana in Brasile oltre che in Bulgaria in tempi abbastanza ravvicinati.

Tutto ciò premesso, l’Anlai non ritiene assurdo organizzare una grande presenza della liuteria italiana e cremonese negli Stati Uniti  anche se sarebbe stato più utile organizzare una analoga manifestazione in “paesi emergenti”)  ma che sarebbe davvero un grave errore se Mondomusica a New York servisse solo da passerella per la liuteria non italiana e se la manifestazione servisse  per attirare  un grande pubblico specializzato dove la liuteria italiana non è rappresentata o lo è non adeguatamente.

Al di là quindi delle polemiche e degli errori compiuti sino ad ora, è necessario trovare un rimedio  perché la manifestazione si realizzi nella maniera meno traumatica possibile, vista l’impossibilità di annullare impegni già assunti, tentando di trasformare l’attuale situazione di conflittualità in una collaborazione fattiva.

In questo contesto la posizione dell’Anlai che è espressa nell’allegato comunicato nella speranza che finalmente si ascoltino, e  non solo nella situazione contingente,  gli operatori del settore specie quelli seri che lavorano coscienziosamente (e non infangano l’immagine di Cremona e della liuteria con i loro comportamenti scorretti) e che dovrebbero essere i soli a meritare i cospicui investimenti  disponibili per il settore.

Distinti saluti

Prof Gualtiero Nicolini Presidente Anlai

Ed ecco il comunicato dell’Anlai

Con un comunicato del 25 giugno  u.s. “ Se i liutai nostrani decidono di boicottare Mondomusica” , ( dopo che in un precedente  intervento del 30 marzo u.s.  l’associazione aveva fatto presente le difficoltà, a suo parere, del “Consorzio Liutai e Archettai  Antonio Stradivari”, invitando  i responsabili della liuteria cremonese …” a non nascondere la testa sotto la sabbia “ ) l’ ANLAI sottolineava  e “per prima” alcuni problemi  riscontrati nel settore liutario di Cremona derivati  in particolare dalla assurda decisione presa dai dirigenti dell’Ente Fiera di  vietare l’ utilizzo degli stand da parte di più liutai e per la  “trasferta di New York” che molti cremonesi (liutai professionisti e ditte qualificate del settore)  contestavano perché ritenuta  “dannosa” per i loro interessi.

L’intendimento dell’ANLAI  non era quello di dar voce alle polemiche  ma, come  era stato anche scritto a chiare lettere,  quello di tentare di risolvere i problemi.

Il nostro appello è rimasto inascoltato e forse c’era ancora la possibilità di trovare soluzioni

In questi ultimi tempi  abbiamo visto  altri  interventi  ed in particolare la lettera  di Dimitri Musafia, che riteniamo molto positiva, con la  richiesta di  “mettersi intorno a un tavolo “, ma anche  la presa di posizione  del presidente della Fondazione Stradivari sen. Paolo Bodini, non certo personaggio di secondo piano, che ha lamentato il fatto di non essere stato neppure consultato in alcune scelte dell’Ente Fiera, malgrado quanto previsto dagli Statuti, e la risposta non certo conciliante del Presidente  della Fiera che terminava il suo intervento con la ”minaccia “ neppure tanto velata di  possibili “ tagli ai finanziamenti” per la Fondazione.

Successivamente è giunta  la presa di posizione della CNA  che, contestando  la scelta di Mondomusica  a New  York,  sottolineava  che il suo rappresentante in seno al CD avrebbe sollevato perplessità al momento della discussione ( a nostro parere invece di esprimere  perplessità forse avrebbe fatto  meglio  ad opporsi !) .

A questo punto ci si deve porre una  domanda : “Ma allora se ” tutti “  sono “contrari” ..chi ha voluto questa manifestazione negli Usa e perché ?”.

Ma evitiamo ulteriori polemiche.

Le contestazioni  del comunicato della CNA proseguivano  con la sottolineatura del  mancato coinvolgimento del mondo liutario cremonese a cominciare dalle associazioni,  dalla Fondazione Stradivari, della Scuola di Liuteria ( che forse sarebbe  bene magari lasciar stare in questo particolare  momento ).

Di recente anche  l’Ali  si è unita al coro con un intervento della sua presidente sullo stesso  tono o quasi  aggiungendo alla lista dei “non coinvolti”  anche la Fondazione Stauffer ed  i famosi musicisti  dei suoi corsi specialistici.

Tutto ciò premesso,  pensiamo sia  chiaro a tutti  che

-   Mondomusica  2012 non vedrà la presenza di molti liutai che, come l’Anlai aveva anticipato,  saranno presenti invece in vari “ negozi”  o ambienti della città esponendo le  loro opere e che organizzeranno  anche una serie  di manifestazioni (  a Fuorifiera ) .

Non sarebbe quindi opportuno che -  se non quest’anno visto i tempi tecnici –   almeno per il prossimo anno la decisione del divieto di utilizzo di uno stand per più liutai sia riveduta… e corretta e che la Fiera riveda almeno anche alcune delle altre sue scelte “ punitive“ ? Esempio entrata da …“Cremona Pianoforte”?

Ma c’è di più  l’Ente Fiera, la CCIAA e gli altri enti cremonesi  se vogliono davvero recuperare  i molti liutai che hanno creduto e “investito”  nel  “vecchio salone commerciale”  e che lo considerano invece adesso   “un calderone con dentro qualsiasi cosa possa attirare ‘grandi numeri’ (‘dopati’ per bene, se andiamo a ‘fare le pulci’ ai ‘numeri’ di ingressi ed espositori) come afferma in una recente lettera una delle liutaie  devono impegnarsi rivedendo le loro politiche “commerciali” per far  tornare Mondomusica una VETRINA  della migliore produzione locale e quindi mettendo al centro la liuteria di Cremona riservando ai liutai  i posti migliori e le condizioni migliori e bandendo espositori e  manufatti di nessuna qualità.

Solo questa è la via d’uscita non solo per la liuteria e i liutai ma per la città.

Sulla salvaguardia della produzione e sulla deontologia dei liutai ritorneremo con altri interventi

Per quanto riguarda invece “Mondomusica a New York”  la situazione è  ancor più  complicata e ormai “ compromessa”  ed anche l’invito al Sindaco di un recente intervento del PD di farsi promotore di soluzioni ci appare estremamente problematico  perché il Comune è ufficialmente uno dei partner privilegiati ( insieme alla  Fondazione Pro Canale, al Conservatorio di Milano ed al Quartetto Verdi ) di Mondomusica a NewYork avendo sicuramente promesso  i suoi gioielli e addirittura  alcuni cimeli stradivariani ( dono Fiorini è opportuno ricordarlo visto che non ci  è giunta  ancora  alcuna risposta alla richiesta pro Fiorini da noi formulata ), a meno che tutto non sia stato una “ montatura” per ottenere “ spazi maggiori”.

E’ in questa situazione sempre più agguerrita e complicata che l’Anlai  ritiene comunque  di   voler avanzare  una proposta  che  potrebbe essere almeno una  base  di  discussione.

Visto che ormai non si può più ritornare indietro e rivedere una decisione ormai assunta  anche se  osteggiata da tanti liutai,  da ditte del settore,  da associazioni e da Fondazioni  a Cremona;

visto  che 14 Stati americani hanno  dato la loro adesione  e che il 50% dell’area disponibile è già stata occupata da loro e da espositori di 11 paesi………

1) perché  almeno il 30%  dell’area  che è  ancora libera  ( e magari anche una porzione maggiore ) non viene messa  a disposizione GRATUITAMENTE delle ditte liutarie italiane e  cremonesi  in particolare, ad  associazioni, fondazioni,  scuole ecc  per portare davvero Cremona e l’Italia negli Stati Uniti e promuovere DAVVERO la liuteria cremonese e italiana ?

2) Perché  la CCIAA di Cremona  non mette a disposizione  i 100 mila euro promessi  non singolarmente ( 2500 euro a testa ) ai pochi liutai interessati   ma unitariamente per  portare direttamente LA LIUTERIA CREMONESE  a New York  e magari stanziare ulteriori fondi  per favorire  così la presenza del maggior numero di liutai cremonesi – e non solo delle loro opere -  evitando in tal modo  un possibile  clamoroso “fiasco”?

 

Perché non pensare quindi ad una grandissimo  PADIGLIONE CREMONA  dove  siano presenti molti  liutai cremonesi invitati ad esporre la loro produzione  senza spese da affrontare  ( consorzio e non consorzio  e con  precise regole di correttezza)  e con  l’aiuto economico anche per la loro effettiva presenza a New York    lasciando la possibilità che anche altri liutai italiani ottengano dalle loro CCIAA possibili aiuti e vi sia quindi   anche per loro la possibilità di spazi gratuiti  o a costi “ competitivi” in un PADIGLIONE ITALIA  ?

Ciò potrebbe  far diventare allora davvero Mondomusica a New York un momento di confronto poichè  la  proposta così formulata potrebbe essere accolta   da parte di un certo  numero di liutai e di ditte del settore

Se si insiste invece  con il muro contro muro c’è il rischio che il Salone americano diventi   solo una passerella per liutai non cremonesi e non italiani o con  un loro numero molto limitato e che quindi possa risultare davvero addirittura controproducente per la nostra liuteria

3) Perché, inoltre,  accanto alle iniziative già programmate,  non  pensarne altre che valorizzino davvero la musica  ( con musicisti di grande spessore per le loro masterclass  e con grandi  concerti )  e l’arte e  la liuteria ( magari  coinvolgendo anche   altre scuole italiane  ma  anche il meglio delle nostre forze locali  ) ?

Al punto in cui siamo -  con  l’obbligo  ormai di  realizzare questa manifestazione per gli impegni  presi – anche  se non si raggiungeranno  i  “guadagni” sperati,  queste proposte potrebbero  essere o un male minore o la parziale soluzione dei problemi e la  manifestazione  almeno un po’  UTILE  alla LIUTERIA ITALIANA

CD ANLAI

© RIPRODUZI

 

Anlai in assemblea

26JUL2012
 

 

Anlai in assemblea: 
tra eventi futuri 
e Mondomusica

26 luglio, 2012   

anali-in-assemblea

 

 

L’assemblea degli iscritti dell’Anlai si è riunita di recente per l’approvazione del bilancio, per l’elezione del nuovo assetto organizzativo e per assumere alcune decisioni.

Approvato il bilancio consuntivo 2011 e il preventivo 2012 all’unanimità dei presenti, l’assemblea ha eletto il nuovo CDN rinnovando il mandato al presidente prof Gualtiero Nicolini, al vice presidente avv Luigi Dati di Bologna e al tesoriere p.i. Antonio Sivalli Sono stati quindi eletti membri del CDN anche il Primo Maresciallo Luogotenente Salvatore cav. Dugo di Cremona e il dott Antonio Saladino di Palermo.

Dopo lunga discussione, è stato deciso di organizzare manifestazioni liutarie a Cremona e a Pisogne nel prossimo settembre in concomitanza con la presentazione dei cataloghi dei concorsi di liuteria ANLAI “ Omaggio a Uto Ughi e Roby Lakatos “ e “ Omaggio a Cristiano Rossi”.

A Pisogne sarà organizzata un’esposizione di 12 quartetti di famosi liutai italiani ed una mostra dedicata a Mario Maggi il grande collezionista, restauratore e liutaio cremonese.

L’assemblea ha quindi dato mandato al presidente e al CDN di continuare i contatti per l’organizzazione di un incontro in Bulgaria nel giugno del prossimo anno e di un altro incontro molto importante della liuteria italiana in Brasile per l’ottobre del 2013.

Relativamente alle prossime edizioni dei concorsi nazionali ed internazionali di liuteria è stato quindi deciso che il 7° Concorso nazionale si svolgerà nel maggio 2013 mentre il 4° Concorso internazionale per strumenti antichizzati e copie di strumenti antichi si effettuerà a Pisogne nel settembre del 2013.

L’assemblea ha preso atto poi positivamente della pubblicazione del comunicato relativo a Mondomusica su vari quotidiani ed anche della risposta (anche se indiretta) pervenuta da parte dei dirigenti della Fiera di Cremona, rammaricandosi invece per il silenzio del Consorzio Liutai e Archettai e della Camera di Commercio di Cremona, per un precedente intervento e del Comune di Cremona in riferimento alla proposta di intitolare una strada o una piazza a Giuseppe Fiorini, il liutaio che regalò alla città i Cimeli Stradivariani.

Dopo aver sottolineato che l’associazione, per statuto e per volontà dei soci, si batte in favore della Liuteria Italiana e che intende sollevare problemi non certo a scopo denigratorio, ma con intenti costruttivi, l’assemblea dei soci ha ribadito di non poter non rimarcare alcune inesattezze e dimenticanze nelle dichiarazioni del Vice presidente della Fiera di Cremona evidenziando che i visitatori di Musikmesse sono stati nell’ultima edizione 110.000 (contro i 20.000 di Parigi e i 14.000 di Cremona) e che la già citata manifestazione tedesca ha avuto almeno il triplo dei 334 espositori di Mondomusica . Non si è quindi voluto far menzione dell’incalcolabile numero di espositori e visitatori di Music China di Shangai, perché la Cina non è comparabile con l’Europa e tanto meno con una cittadina come Cremona.

E’ stato quindi sottolineato che è importante mettere in rilievo la notizia che il 54% degli espositori di Mondomusica nel 2012 saranno stranieri, ma che lo è meno se si considera che molti liutai italiani e cremonesi avrebbero deciso – stando alle loro dichiarazioni – di non partecipare alla prossima edizione e che sarà addirittura organizzato un FUORI FIERA FESTIVAL il che potrebbe avere anche un preciso significato. Ci si è posta quindi la domanda se in Fiera viene fatta una vera “selezione”.

L’assemblea degli iscritti Anlai ha quindi evidenziato di considerare legittimo affittare uno stand ad un solo espositore; legittimo e anche giusto, quando chi espone è una grande ditta, ma che potrebbe essere considerata una decisione punitiva nei confronti dei molti liutai in crisi per l’attuale situazione economica . Non parrebbe infatti così disdicevole secondo l’Anlai permettere a due o tre professionisti molti dei quali, come giustamente dovrebbe essere, costruiscono i loro strumenti ad arco da soli, non fanno i commercianti e ….non barano, di dividersi le spese di uno stand presentando le loro opere insieme! Oltretutto ciò consentirebbe una maggiore –e, in genere, assai qualificata – presenza “locale” in Fiera. Anche perché dire che gli stand a Cremona costano molto meno che a Francoforte, Parigi, Shangai o New York è un’affermazione vera ma si dimentica la possibilità, per i liutai che non vogliono affrontare una forte spesa, di optare per uno stand dell’ICE (Istituto per il Commercio Estero) a prezzi vantaggiosi. In ogni caso, se diversi liutai e ditte cremonesi hanno deciso (e la cosa non é confutata, se si parla di un 80% di conferme rispetto allo scorso anno ) di non presenziare a Mondomusica l’Anlai ritiene che ci sia pure una ragione e pertanto auspica che la decisione assunta dagli organi dirigenti della Fiera possa essere modificata.

Quanto alla difesa tout-court della Camera di Commercio , da parte del vice-direttore della Fiera di Cremona , non pare all’ANLAI sottoscrivibile, in quanto chi gestisce i fondi pubblici (anche di unacerta rilevanza!) destinati al settore sarebbe opportuno che aiutasse tutta la categoria dei liutai iscritti alla CCIA di Cremona. e non solo gli iscritti al Consorzio (che, a parere dell’ANLAI , non è in grado di tutelare la produzione secondo il metodo classico e, a ben vedere, neppure quella dei suoi associati)

Appurato infatti che il Consorzio si è dato delle nuove regole di controllo per la produzione, il che è un primo passo importante, sarebbe indispensabile davvero però che potesse essere in grado di controllare anche la notevole produzione dei suoi soci al di fuori di quella “garantita” .

Riservandosi quindi di riprendere questo argomento, come pure quello riguardante Giuseppe Fiorini, l’assemblea ha espresso l’auspicio di potere sempre trovare interlocutori interessati a discutere seriamente e serenamente in merito alla liuteria cremonese e italiana e di quei liutai che, operando correttamente, dovrebbero essere i più tutelati

 

onsorzio

03JUL2012
 

 

L' Anlai dalla parte dei liutai: 
«I responsabili della liuteria cremonese 
non nascondano la testa sotto la sabbia»

30 marzo, 2012   

anlai-con-i-liutai

 

 

In una lunga e dura lettera l’Anlai interviene in merito alla situazione della liuteria cremonese, dopo che alcuni liutai hanno espresso attraverso gli organi di stampa un certo disappunto sull’attività del Consorzio Liutai e sul concetto di “eccellenza”. In particolare, il 10 marzo, avevano aperto pubblicamente le polemiche i liutai Davide Sora e Annamaria Menta (leggi l’articolo) sostenendo che la liuteria cremonese fosse rappresentata da “chi non è nemmeno in grado di garantire comportamenti professionali dei propri associati”. Si erano aggiunti il 23 marzo Aldo Brugnini e Eva Maria Beck (leggi la lettera) dicendosi infastiditi “dal fatto che qualcun altro (il Consorzio) non si faccia problemi e non solo insista (nonostante numerosi rilievi in sede associativa/Confartigianato) a volersi definire eccellenza”. Ora, l’intervento dell’Anlai (Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana): “C’è da chiedersi: questi articoli hanno davvero tutti i torti? Una parte dei liutai cremonesi non contribuisce a confermare nei fatti alcune carenze di nostri prodotti? Una parte di liutai “seri” non ha forse la stessa convinzione? A noi pare di sì”.

Ecco la lettera riportata integralmente

Jean Baptiste Vuillaume fu certamente il nemico più acerrimo della liuteria italiana anche se  era stato tra i “migliori” falsari proprio dei più grandi liutai classici ed era riuscito ad ottenere dagli sprovveduti eredi a prezzi irrisori la collezione Tarisio  con tanti inestimabili capolavori riuscendo ad arricchirsi a dismisura

Si affannò a sentenziare la fine della liuteria italiana e   solo grazie a Giuseppe Fiorini (il liutaio che Cremona dovrebbe davvero ringraziare e cui dovrebbe finalmente  “pagare”  il debito di infinita riconoscenza) il metodo stradivariano che era stato surclassato dalla forma esterna poté  tornare ad essere di nuovo apprezzato e risorgere.

Quasi ogni anno comunque  si assiste su riviste specializzate ad un attacco ricorrente alla liuteria italiana e a Cremona in particolare da vari paesi  europei Germania,  Francia, Inghilterra ma anche dagli Usa. Ci si scandalizza da più parti sulla situazione attuale cremonese, si grida  allo scandalo mentre da parte dei “nostri “ si cerca di  minimizzare e si sottolinea il fatto che questi articoli sarebbero solo frutto dell’invidia di coloro che non possono contare sulla nostra tradizione e sulle nostre capacità.

Tutto vero (o perlomeno vero in gran parte). Non possiamo certo dire però che altri paesi non abbiano fatto passi da gigante spesso anche grazie al nostro contributo (quanti liutai bravi sono stati formati a Cremona ad esempio).  Non possiamo  certo dire, nell’era della globalizzazione, che non esistano in vari paesi  europei ma anche  negli Usa e perché no anche in Cina, Giappone, Corea grandi e stimati liutai i cui strumenti suonano benissimo. Non possiamo dire comunque anche di essere sempre nel giusto e di non meritare almeno in parte queste critiche.

Diventa quindi ogni anno sempre più difficile sostenere il primato della liuteria italiana e cremonese in particolare specie se non si è in grado di gestire l’attività liutaria in maniera coerente, corretta e condivisa.

Queste le logiche premesse per una situazione che continua a determinare, accanto ad  iniziative di rilievo e di grande spessore,  altre “incapacità“ e comportamenti contraddittori se non negativi.

Mi pare inutile elencare i tanti lati positivi; Cremona può contare sulla presenza di una collezione di strumenti di grandissimo valore: Amati, Stradivari, Guarneri, ecc in via di “allargamento costante” che portano in città visitatori di ogni parte del mondo i quali  possono ammirare anche i cimeli stradivariani (dono sempre del grande Fiorini ). Magari sarebbe opportuno che questi strumenti fossero suonati sempre da persone di talento e di grande capacità per farne apprezzare le loro grandi qualità A breve si inaugurerà il Museo del Violino in cui molti ripongono grandi speranze. La Triennale degli Strumenti ad arco è considerato giustamente un concorso internazionale tra i più famosi. Ogni anno Mondomusica richiama visitatori, musicisti e commercianti da tutto il mondo anche se non mancano critiche anche su tutti questi settori.

Ma gli “attacchi” giungono soprattutto sulla qualità della produzione attuale cremonese. C’è da chiedersi: questi articoli hanno davvero tutti i torti? Una parte dei liutai cremonesi non contribuisce a confermare nei fatti alcune carenze di nostri prodotti? Una parte di liutai “seri” non ha forse la stessa convinzione? A noi pare di sì.

Per prima cosa a Cremona esistono tantissime botteghe di liuteria  Nessun territorio al mondo ha una concentrazione di liutai come Cremona. Potrebbe essere sicuramente un elemento positivo  se non si considera il fatto che la grandissima presenza e le difficoltà di concorrenza determinano di per sé molti contrasti ma c’è da aggiungere che  chiunque  avendo disponibilità economiche può aprire bottega a Cremona  indipendentemente dal titolo di studio posseduto, da dove lo ha conseguito, dal  suo metodo esecutivo. Può  dedicarsi anche la restauro oltre che alla costruzione e al commercio. Potrebbe costruire strumenti “pessimi” ma essendo eseguiti a Cremona  può ovviamente legittimamente  inserire la scritta nel cartiglio “ fecit in Cremonae” e sappiamo che questa dicitura spesso consente che lo strumento  aumenti di valore.  Non per niente questo  accade anche per strumenti neppure  costruiti a Cremona e che riportano anche nomi di liutai neppure mai esistiti! Vogliamo solo far presente invece che in molti paesi, in  Germania ad esempio,  prima di aprire bottega e potersi definire  Gegenbauer (maestro liutaio) si deve superare un severo esame e questo da tempi immemorabili.

Da noi no;  ci sono liutai appena diplomati che iniziano a lavorare a Cremona come professionisti, italiani e stranieri che provengono da altre scuole italiane (Parma Milano) ma anche estere e a volte non hanno  neppure frequentato una scuola di liuteria. Ultimamente hanno aperto bottega anche i così tanto vituperati cinesi. Basta iscriversi alla Camera di Commercio (e non si parla in questo caso dei tanti abusivi altro grande problema che operano in città) e trovare una bottega magari in centro storico. Ci sono a Cremona liutai bravissimi capaci corretti ma accanto a loro altri meno bravi, meno capaci, meno corretti.

Secondo alcuni la nostra Scuola di Liuteria (ora liceo musicale) con “annessa maturità”, avrebbe troppe poche ore di laboratorio ed alcuni insegnanti non sempre all’altezza della situazione. Malgrado i tanti tentativi per modificare la situazione  e malgrado il fatto  che magari Cremona meriterebbe una selezione molto più rigorosa e una preparazione più adeguata si continua a non cambiare. Il discorso ci porterebbe molto lontano ma è concepibile ad esempio che ogni anno si sfornino proprio a Cremona una trentina e forse più di nuovi liutai di ogni parte del mondo?

Ciascuno opera come crede opportuno e tutti in nome della liuteria classica ma ci sono anche liutai che hanno contratti con commercianti giapponesi, coreani  per la fornitura di un certo numero di strumenti all’anno, e ciò non  comporta certo ricerca ed  impegni sovrumani, altri che, cosa molto più grave, assemblano e vendono strumenti magari importati dalla Cina o dai paesi dell’est  inserendovi la propria etichetta, altri ancora che  si limitano a verniciare alla “ cremonese” strumenti destinati alla Cina  e potremmo continuare citando liutai che fanno i loro commerci acquistando a poco prezzo  strumenti di allievi o di giovani “ affamati”,  altri che avrebbero  sul libro paga schiere di specie di schiavetti coreani e potremmo continuare anche sino al “grande” liutaio beccato in Cina, malgrado fosse in vista ufficiale,  ad acquistare strumenti in bianco,  da portarsi a Cremona e che non è stato neppure “ sanzionato “ o di chi rappresenta la liuteria cremonese ma che non avrebbe mai costruito neppure  un violino.

Queste cose sono note a tutti a Cremona ma pare che  nessuno si scandalizzai e cerchi di porvi riparo;  ma se si opera così come si può difendere il “marchio Cremona” e la “eccellenza” della liuteria cremonese se sono i primi i “cremonesi” a fingere di non vedere e un certo numero di liutai “ cremonesi” ad operare in questo modo senza essere contestati?

Accanto a questi personaggi ce ne sono però molti altri seri, professionali, bravissimi coscienziosi, impegnati….. ma chi difende loro, il loro buon nome e il loro lavoro?

Ed ecco quindi  il Consorzio che gode di sostegni economici notevoli e che è nato nel 1996  e che intende (o intendeva) operare per la difesa della classicità e dell’eccellenza. Vi aderiscono oggi una sessantina di liutai (e mi pare che malgrado la validità di alcuni di loro) non sono certo una percentuale elevata rispetto al numero di quelli che operano in città e provincia.

Sintomatico il fatto che non vi abbiano mai aderito liutai come Morassi e Bissolotti ma anche “giovani “ meno “noti” di loro ma certamente molto quotati in campo internazionale. Ancora più grave però che altri vi abbiano aderito e che se ne siano poi andati.

Forse allora ci sarebbe da chiedersi se c’è qualcosa che non va.

Tutti abbiamo letto due lettere molto pesanti nei giorni scorsi. Sono importanti anche perché scritte da quattro liutai serissimi, vincitori anche  di prestigiosi concorsi internazionali (la triennale ad esempio) a dimostrazione della validità del loro lavoro!

Contenevano accuse molto gravi e che hanno fatto  scalpore ma quello che ci preme invece sottolineare è la “mancata vera reazione” di coloro che  dovrebbero davvero aiutare la liuteria e la sua eccellenza e la città di Cremona

Chi viene contestato minimizza e si consola del fatto che questi liutai  non facciano  parte del Consorzio;  si afferma anche che le dimissioni di un certo numero di liutai dal Consorzio sarebbero un fatto fisiologico e che……. sarebbe  impossibile la nascita …..di un altro Consorzio. Ma era questa forse la materia del contendere ?

I liutai nelle loro lettere dicono ben altro. Ad esempio che  “La liuteria cremonese  è rappresentata da chi non è nemmeno in grado di garantire comportamenti professionali dei propri associati” e non sarebbe neppure in grado di impedire atti di concorrenza sleale.

Ma si contesta anche l’eccellenza della produzione reclamizzata dal consorzio il cui negozio in centro sembra più che altro un bazar di suovenirs con altre affermazioni pesantissime che dovrebbero far riflettere.

Si dice ad esempio  testualmente “ questi signori hanno operato in modo che si arrivasse a identificare la liuteria cremonese con il consorzio stesso. Ora, a completamento dell’operazione, la ‘novità’ del ‘bollino qualità’ che non si nega a nessuno”. E aggiungono riferendosi sempre ai responsabili del Consorzio “Basta non toccare argomenti tabù e come d’incanto ogni problema o conflitto svanisce?“

Perché  poi definire ‘anacronistica e di difficile realizzazione’  l’eventuale nascita di altro consorzio o associazione? Chi e in che modo potrebbe impedirlo?

Forse la frase andrebbe intesa che i loro appoggi politici potrebbero impedire  finanziamenti pubblici  ai “nuovi”? Questo sarà certamente vero ma è un modo questo per salvare la liuteria cremonese? Non lo crediamo proprio.

E  i liutai nelle loro lettere  insistono “La liuteria, così come l’arte, la storia, l’urbanistica della nostra città, da cultura (bene di tutti e a favore di tutti) sono state trasformate in ‘marketing territoriale’, oltre tutto da persone che niente (o poco) sapevano (sanno) di storia, arte e cultura in genere. I liutai sono stati di fatto esautorati ed esclusi da qualsiasi scelta e/o decisione che li riguardasse da vicino, dal concorso triennale, alla fiera fino al museo del violino“

Non sarebbe l’ora quindi di affrontare seriamente il problema liutario cremonese nel suo complesso invece di far orecchie da mercante e di mantenere atteggiamenti di arroganza e di ostracismo visto che si accusa chi detiene le leve del potere di incapacità o peggio ancora di assoluta mancanza di cultura (perlomeno liutaria) e visto che tra poco nascerà un Museo del Violino per la cui realizzazione e gestione i liutai (così come le associazione liutarie che li rappresentano) non sono stati mai neppure  interpellati?

Purtroppo probabilmente malgrado questi appelli e queste violente contestazioni  i responsabili della liuteria cremonese nasconderanno ancora la testa nella sabbia facendo finta che i problemi sollevati non esistono e con ostentata sicurezza  continueranno ad affermare  che la liuteria cremonese manterrà per sempre il suo primato nel mondo. ?

Speriamo solo allora che non si accorgeranno di aver sbagliato tutto quando forse sarà davvero troppo tardi.

 

CDN ANLAI

 

Boicottare

25JUN2012
 

 

 Se i liutai 
decidono di ‘boicottare’ 
Mondomusica

25 giugno, 2012   

mondomusica-lettere

 

 

Che succede a Mondomusica? Pare che siano molti i liutai di Cremona (e non solo di Cremona per la verità) che avrebbero deciso quest’anno di  ”boicottare ” la più grande manifestazione in campo musicale che la città organizza alla fine di settembre. Le ragioni? Varie: comunque, in una parola, l’”insensibilità” a loro dire, degli organi dirigenti della Fiera e degli enti cremonesi nei confronti della categoria che maggiormente dovrebbe dare lustro a Cremona e per alcune decisioni secondo loro molto opinabili.

Cominciamo da quella che anche a nostro parere sembra la più assurda. Se un liutaio prenota uno stand e paga regolarmente l’affitto (anche una cifra notevole per la verità) perché gli deve essere vietato di ospitare nel suo stand un altro liutaio o un espositore del settore liutario? Ci pare proprio una visione penalizzante.

Risultato: molti liutai non andranno a Mondomusica e la città brulicherà di botteghe e spazi espositivi affittati in centro, oltretutto a prezzi molto contenuti vista la situazione attuale di negozi sfitti, che saranno occupati da liutai cremonesi e non cremonesi che inviteranno i loro clienti e i tanti visitatori ad andare a trovarli lì.

Organizzeranno anche concerti, conferenze feste ecc…bel risultato vero ?

C’è anche chi ha affittato la casa di Stradivari (una decina di liutai che non vogliono patrocinio di nessun ente o alcuna “etichetta”). C’è addirittura chi (la Ditta Scaramuzza per non far nomi) ha prenotato spazi pubblicitari addirittura su  “Strad” e sullo stesso giornale di Mondomusica per avvertire i suoi clienti e i possibili visitatori che non avrà lo stand nella sede della prestigiosa manifestazione ma che li attenderà nel proprio negozio.

Morassi e la Lac sono anni che non hanno più stand in Fiera e anche l’ALI ha seguito l’esempio.

C’è chi contesta lo spazio destinato ai pianoforti, per la verità un padiglione che lo scorso anno era molto poco frequentato ma che tutti i visitatori erano obbligati comunque ad attraversare per raggiungere lo spazio espositivo dei liutai e gli stand degli accessori liutari. C’è chi contesta l’apertura di Mondomusica agli USA sostenendo che la manifestazione cremonese ha già perso molta della sua importanza dopo la nascita della Fiera di Schianghai e che ora altra importanza perderà con il salone di New York.

C’è chi fa presente che una ventina di Camere di Commercio stanno intervenendo a favore di espositori delle loro zone mentre quella di Cremona sarebbe tutta indirizzata a sostenere in particolare il “suo“ “Consorzio Liutai e Archettai” malgrado le grandi polemiche dei mesi scorsi e l’abbandono di un buon numero di aderenti. C’è infine chi contesta lo scarso controllo sulla qualità della produzione cinese o indiana esposta in fiera nelle edizioni precedenti  e sulla effettiva regolarità (o mancanza totale) delle ricevute di questi espositori. Rincarando la dose  qualcuno afferma: “Alcuni anni fa c’era persino chi vendeva ricci  teste  fondi e tavole, prodotti semilavorati a macchina. E a Cremona in Fiera! E’ accettabile questo?“

Come si evince quindi tutta una serie di polemiche, di contestazioni, di accuse; alcune sicuramente meritevoli di attenzione altre forse anche pretestuose.

Concludendo: di certo quest’anno non sarà un’edizione “normale” di Mondomusica e mentre i dirigenti della Fiera imperturbabili sembrano voler tirar dritto per la loro strada malgrado il momento di grave crisi in cui versiamo e quando sarebbe più opportuno che tutti i cremonesi fossero uniti, un numero sempre maggiore di liutai nostrani, che  pare non si senta più rappresentato dagli enti della sua città, reagisce forse anche nella maniera più sbagliata. Ma come dar loro torto? Non ci pare di aver visto, infatti, il più pallido tentativo di recupero da parte di nessuno di coloro che avrebbe il potere (e a nostro parere anche il dovere) di farlo o almeno di tentarlo.

Un’ultima annotazione. L’Anlai era stata invitata a mettere a disposizione uno storico palazzo del centro ai molti “contestatori”. Non ci è parso corretto e abbiamo ovviamente rifiutato ma ci pare anche corretto far presente che senza una visione unitaria non si potrà più andare di certo positivamente da nessuna parte.

CDN Anlai

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

L’Anlai dalla parte dei liutai: 
«I responsabili della liuteria cremonese 
non nascondano la testa sotto la sabbia»

30 marzo, 2012   // 

anlai-con-i-liutai

 

 

In una lunga e dura lettera l’Anlai interviene in merito alla situazione della liuteria cremonese, dopo che alcuni liutai hanno espresso attraverso gli organi di stampa un certo disappunto sull’attività del Consorzio Liutai e sul concetto di “eccellenza”. In particolare, il 10 marzo, avevano aperto pubblicamente le polemiche i liutai Davide Sora e Annamaria Menta (leggi l’articolo) sostenendo che la liuteria cremonese fosse rappresentata da “chi non è nemmeno in grado di garantire comportamenti professionali dei propri associati”. Si erano aggiunti il 23 marzo Aldo Brugnini e Eva Maria Beck (leggi la lettera) dicendosi infastiditi “dal fatto che qualcun altro (il Consorzio) non si faccia problemi e non solo insista (nonostante numerosi rilievi in sede associativa/Confartigianato) a volersi definire eccellenza”. Ora, l’intervento dell’Anlai (Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana): “C’è da chiedersi: questi articoli hanno davvero tutti i torti? Una parte dei liutai cremonesi non contribuisce a confermare nei fatti alcune carenze di nostri prodotti? Una parte di liutai “seri” non ha forse la stessa convinzione? A noi pare di sì”.

Ecco la lettera riportata integralmente

Jean Baptiste Vuillaume fu certamente il nemico più acerrimo della liuteria italiana anche se  era stato tra i “migliori” falsari proprio dei più grandi liutai classici ed era riuscito ad ottenere dagli sprovveduti eredi a prezzi irrisori la collezione Tarisio  con tanti inestimabili capolavori riuscendo ad arricchirsi a dismisura

Si affannò a sentenziare la fine della liuteria italiana e   solo grazie a Giuseppe Fiorini (il liutaio che Cremona dovrebbe davvero ringraziare e cui dovrebbe finalmente  “pagare”  il debito di infinita riconoscenza) il metodo stradivariano che era stato surclassato dalla forma esterna poté  tornare ad essere di nuovo apprezzato e risorgere.

Quasi ogni anno comunque  si assiste su riviste specializzate ad un attacco ricorrente alla liuteria italiana e a Cremona in particolare da vari paesi  europei Germania,  Francia, Inghilterra ma anche dagli Usa. Ci si scandalizza da più parti sulla situazione attuale cremonese, si grida  allo scandalo mentre da parte dei “nostri “ si cerca di  minimizzare e si sottolinea il fatto che questi articoli sarebbero solo frutto dell’invidia di coloro che non possono contare sulla nostra tradizione e sulle nostre capacità.

Tutto vero (o perlomeno vero in gran parte). Non possiamo certo dire però che altri paesi non abbiano fatto passi da gigante spesso anche grazie al nostro contributo (quanti liutai bravi sono stati formati a Cremona ad esempio).  Non possiamo  certo dire, nell’era della globalizzazione, che non esistano in vari paesi  europei ma anche  negli Usa e perché no anche in Cina, Giappone, Corea grandi e stimati liutai i cui strumenti suonano benissimo. Non possiamo dire comunque anche di essere sempre nel giusto e di non meritare almeno in parte queste critiche.

Diventa quindi ogni anno sempre più difficile sostenere il primato della liuteria italiana e cremonese in particolare specie se non si è in grado di gestire l’attività liutaria in maniera coerente, corretta e condivisa.

Queste le logiche premesse per una situazione che continua a determinare, accanto ad  iniziative di rilievo e di grande spessore,  altre “incapacità“ e comportamenti contraddittori se non negativi.

Mi pare inutile elencare i tanti lati positivi; Cremona può contare sulla presenza di una collezione di strumenti di grandissimo valore: Amati, Stradivari, Guarneri, ecc in via di “allargamento costante” che portano in città visitatori di ogni parte del mondo i quali  possono ammirare anche i cimeli stradivariani (dono sempre del grande Fiorini ). Magari sarebbe opportuno che questi strumenti fossero suonati sempre da persone di talento e di grande capacità per farne apprezzare le loro grandi qualità A breve si inaugurerà il Museo del Violino in cui molti ripongono grandi speranze. La Triennale degli Strumenti ad arco è considerato giustamente un concorso internazionale tra i più famosi. Ogni anno Mondomusica richiama visitatori, musicisti e commercianti da tutto il mondo anche se non mancano critiche anche su tutti questi settori.

Ma gli “attacchi” giungono soprattutto sulla qualità della produzione attuale cremonese. C’è da chiedersi: questi articoli hanno davvero tutti i torti? Una parte dei liutai cremonesi non contribuisce a confermare nei fatti alcune carenze di nostri prodotti? Una parte di liutai “seri” non ha forse la stessa convinzione? A noi pare di sì.

Per prima cosa a Cremona esistono tantissime botteghe di liuteria  Nessun territorio al mondo ha una concentrazione di liutai come Cremona. Potrebbe essere sicuramente un elemento positivo  se non si considera il fatto che la grandissima presenza e le difficoltà di concorrenza determinano di per sé molti contrasti ma c’è da aggiungere che  chiunque  avendo disponibilità economiche può aprire bottega a Cremona  indipendentemente dal titolo di studio posseduto, da dove lo ha conseguito, dal  suo metodo esecutivo. Può  dedicarsi anche la restauro oltre che alla costruzione e al commercio. Potrebbe costruire strumenti “pessimi” ma essendo eseguiti a Cremona  può ovviamente legittimamente  inserire la scritta nel cartiglio “ fecit in Cremonae” e sappiamo che questa dicitura spesso consente che lo strumento  aumenti di valore.  Non per niente questo  accade anche per strumenti neppure  costruiti a Cremona e che riportano anche nomi di liutai neppure mai esistiti! Vogliamo solo far presente invece che in molti paesi, in  Germania ad esempio,  prima di aprire bottega e potersi definire  Gegenbauer (maestro liutaio) si deve superare un severo esame e questo da tempi immemorabili.

Da noi no;  ci sono liutai appena diplomati che iniziano a lavorare a Cremona come professionisti, italiani e stranieri che provengono da altre scuole italiane (Parma Milano) ma anche estere e a volte non hanno  neppure frequentato una scuola di liuteria. Ultimamente hanno aperto bottega anche i così tanto vituperati cinesi. Basta iscriversi alla Camera di Commercio (e non si parla in questo caso dei tanti abusivi altro grande problema che operano in città) e trovare una bottega magari in centro storico. Ci sono a Cremona liutai bravissimi capaci corretti ma accanto a loro altri meno bravi, meno capaci, meno corretti.

Secondo alcuni la nostra Scuola di Liuteria (ora liceo musicale) con “annessa maturità”, avrebbe troppe poche ore di laboratorio ed alcuni insegnanti non sempre all’altezza della situazione. Malgrado i tanti tentativi per modificare la situazione  e malgrado il fatto  che magari Cremona meriterebbe una selezione molto più rigorosa e una preparazione più adeguata si continua a non cambiare. Il discorso ci porterebbe molto lontano ma è concepibile ad esempio che ogni anno si sfornino proprio a Cremona una trentina e forse più di nuovi liutai di ogni parte del mondo?

Ciascuno opera come crede opportuno e tutti in nome della liuteria classica ma ci sono anche liutai che hanno contratti con commercianti giapponesi, coreani  per la fornitura di un certo numero di strumenti all’anno, e ciò non  comporta certo ricerca ed  impegni sovrumani, altri che, cosa molto più grave, assemblano e vendono strumenti magari importati dalla Cina o dai paesi dell’est  inserendovi la propria etichetta, altri ancora che  si limitano a verniciare alla “ cremonese” strumenti destinati alla Cina  e potremmo continuare citando liutai che fanno i loro commerci acquistando a poco prezzo  strumenti di allievi o di giovani “ affamati”,  altri che avrebbero  sul libro paga schiere di specie di schiavetti coreani e potremmo continuare anche sino al “grande” liutaio beccato in Cina, malgrado fosse in vista ufficiale,  ad acquistare strumenti in bianco,  da portarsi a Cremona e che non è stato neppure “ sanzionato “ o di chi rappresenta la liuteria cremonese ma che non avrebbe mai costruito neppure  un violino.

Queste cose sono note a tutti a Cremona ma pare che  nessuno si scandalizzai e cerchi di porvi riparo;  ma se si opera così come si può difendere il “marchio Cremona” e la “eccellenza” della liuteria cremonese se sono i primi i “cremonesi” a fingere di non vedere e un certo numero di liutai “ cremonesi” ad operare in questo modo senza essere contestati?

Accanto a questi personaggi ce ne sono però molti altri seri, professionali, bravissimi coscienziosi, impegnati….. ma chi difende loro, il loro buon nome e il loro lavoro?

Ed ecco quindi  il Consorzio che gode di sostegni economici notevoli e che è nato nel 1996  e che intende (o intendeva) operare per la difesa della classicità e dell’eccellenza. Vi aderiscono oggi una sessantina di liutai (e mi pare che malgrado la validità di alcuni di loro) non sono certo una percentuale elevata rispetto al numero di quelli che operano in città e provincia.

Sintomatico il fatto che non vi abbiano mai aderito liutai come Morassi e Bissolotti ma anche “giovani “ meno “noti” di loro ma certamente molto quotati in campo internazionale. Ancora più grave però che altri vi abbiano aderito e che se ne siano poi andati.

Forse allora ci sarebbe da chiedersi se c’è qualcosa che non va.

Tutti abbiamo letto due lettere molto pesanti nei giorni scorsi. Sono importanti anche perché scritte da quattro liutai serissimi, vincitori anche  di prestigiosi concorsi internazionali (la triennale ad esempio) a dimostrazione della validità del loro lavoro!

Contenevano accuse molto gravi e che hanno fatto  scalpore ma quello che ci preme invece sottolineare è la “mancata vera reazione” di coloro che  dovrebbero davvero aiutare la liuteria e la sua eccellenza e la città di Cremona

Chi viene contestato minimizza e si consola del fatto che questi liutai  non facciano  parte del Consorzio;  si afferma anche che le dimissioni di un certo numero di liutai dal Consorzio sarebbero un fatto fisiologico e che……. sarebbe  impossibile la nascita …..di un altro Consorzio. Ma era questa forse la materia del contendere ?

I liutai nelle loro lettere dicono ben altro. Ad esempio che  “La liuteria cremonese  è rappresentata da chi non è nemmeno in grado di garantire comportamenti professionali dei propri associati” e non sarebbe neppure in grado di impedire atti di concorrenza sleale.

Ma si contesta anche l’eccellenza della produzione reclamizzata dal consorzio il cui negozio in centro sembra più che altro un bazar di suovenirs con altre affermazioni pesantissime che dovrebbero far riflettere.

Si dice ad esempio  testualmente “ questi signori hanno operato in modo che si arrivasse a identificare la liuteria cremonese con il consorzio stesso. Ora, a completamento dell’operazione, la ‘novità’ del ‘bollino qualità’ che non si nega a nessuno”. E aggiungono riferendosi sempre ai responsabili del Consorzio “Basta non toccare argomenti tabù e come d’incanto ogni problema o conflitto svanisce?“

Perché  poi definire ‘anacronistica e di difficile realizzazione’  l’eventuale nascita di altro consorzio o associazione? Chi e in che modo potrebbe impedirlo?

Forse la frase andrebbe intesa che i loro appoggi politici potrebbero impedire  finanziamenti pubblici  ai “nuovi”? Questo sarà certamente vero ma è un modo questo per salvare la liuteria cremonese? Non lo crediamo proprio.

E  i liutai nelle loro lettere  insistono “La liuteria, così come l’arte, la storia, l’urbanistica della nostra città, da cultura (bene di tutti e a favore di tutti) sono state trasformate in ‘marketing territoriale’, oltre tutto da persone che niente (o poco) sapevano (sanno) di storia, arte e cultura in genere. I liutai sono stati di fatto esautorati ed esclusi da qualsiasi scelta e/o decisione che li riguardasse da vicino, dal concorso triennale, alla fiera fino al museo del violino“

Non sarebbe l’ora quindi di affrontare seriamente il problema liutario cremonese nel suo complesso invece di far orecchie da mercante e di mantenere atteggiamenti di arroganza e di ostracismo visto che si accusa chi detiene le leve del potere di incapacità o peggio ancora di assoluta mancanza di cultura (perlomeno liutaria) e visto che tra poco nascerà un Museo del Violino per la cui realizzazione e gestione i liutai (così come le associazione liutarie che li rappresentano) non sono stati mai neppure  interpellati?

Purtroppo probabilmente malgrado questi appelli e queste violente contestazioni  i responsabili della liuteria cremonese nasconderanno ancora la testa nella sabbia facendo finta che i problemi sollevati non esistono e con ostentata sicurezza  continueranno ad affermare  che la liuteria cremonese manterrà per sempre il suo primato nel mondo. ?

Speriamo solo allora che non si accorgeranno di aver sbagliato tutto quando forse sarà davvero troppo tardi.

 

CDN ANLAI