IL NOSTRO IMPEGNO

IL NOSTRO IMPEGNO

 

IL NOSTRO IMPEGNO

LA TUTELA DELL’ECCELLENZA ITALIANA

LE NOSTRE CAMPAGNE STAMPA

 

Il nostro impegno: la tutela dell’eccellenza italiana

 

Nel panorama internazionale della liuteria, la tradizione italiana è sicuramente fra le migliori ma tuttavia, occorre impegnarsi a fondo, sia per valorizzare la sua unicità, sia per creare strumenti di salvaguardia da una commercializzazione selvaggia e senza scrupoli.

 

Purtroppo, accanto all’attività seria di alcuni liutai, esiste una produzione parallela di strumenti non conformi né ai criteri artigianali del modello stradivari, nè ai regolamenti necessari per ottenere la certificazione di eccellenza; un fenomeno in gran parte dovuto alla mancanza di un Collegio peritale nazionale incaricato di fare verifiche nonchè di sanzionare illeciti ed abusi.

 

Oggi, molti strumenti vengono venduti e firmati dai liutai affermati pur essendo stati acquistati dagli stessi in altre botteghe, anche all’estero, o fabbricati da giovani allievi e collaboratori.

 

Il danno prodotto ai maestri eticamente rispettosi degli insegnamenti e delle regole della buona liuteria è rilevante ma ancor più dannosa è l’immagine che il nostro artigianato sta subendo nel mondo, ormai perfettamente consapevole di questa truffa non ancora perseguibile giuridicamente.

 

A.N.L.A.I si impegna a promuovere azioni di tutela dell’eccellenza italiana, selezionando fra i maestri liutai coloro che nella loro produzione osservano, scrupolosamente, le linee indicate dalla tradizione artigiana di riferimento e che si attengono ad essa, privilegiando i valori dell’etica e della qualità.

 

A.N.L.A.I  promuove campagne di informazione finalizzate all’approvazione di un regolamento unico che protegga l’artigianato del  violino DOC dalle imitazioni e dai falsi d’autore. Vuole richiamare l’attenzione di tutti i professionisti sulla necessità di elaborare un progetto di controllo serio e rigoroso,  che parta dall’autenticazione del legno alle fasi di lavorazione, sia per la produzione cremonese doc, sia per quella di altre scuole lombarde ( Milano, Brescia ) certificato da esperti

A.N.L.A.I sostiene  fortemente la nascita di un Collegio Peritale Nazionale sia per la valutazione di strumenti, sia per la certificazione controllata da un organo superiore e non più da singoli maestri. 

I              

Uno dei nostri impegni è sempre stato quello di essere vicini a chi ha bisogno  Come abbiamo aiutato i ragazzi de L'Aquila del Conservatorio  colpiti dal terremoto  con la consegna di strumenti raccolti in tutta Italia così abbiamo deciso di aiutare i ragazzi dell'Orchestra Giovanile Falcone e Borsellino della Fondazione " la città invisibile"  di Biancavilla (CT) grazie alle donazioni di strumenti di molti liutai che aderiscono alla nostra associazione  Ecco ora un riconoscimento ufficiale e meritato  agli amici Alfia Milazzo e Liborio Scaccianoce dalla stampa nazionale  IO DONNA del Corriere della Sera 

DONNE CONTRO LA MAFIA

Alfia Milazzo: salviamo i bambini con musica e poesia

Con la sua fondazione "La città invisibile" raccoglie i ragazzi dai quartieri di Catania ad alto tasso di malavita, insegna loro uno strumento e organizza concerti. Sono migliaia i ragazzi coinvolti e "strappati" al rischio della manovalanza mafiosa. "Ma dateci una sede", chiede ora Alfia alle istituzioni

di Annamaria D'Alessandro - 22 gennaio 2014

Alfia Milazzo con alcuni dei suoi Alfia Milazzo con alcuni dei suoi "concertisti"

“Sono tornata in Sicilia cinque anni fa, dopo aver studiato e lavorato a Milano. E l'ho trovata molto peggio di come l'avevo lasciata”. Alfia Milazzo, 46 anni, laurea in Filosofia e un passato all'Eni, parla da Biancavilla, in provincia di Catania, dove di mafia si muore, nei giri di vendette o per gli sgarbi. Eppure, “la mafia non è solo il nodo criminale che spara, spaccia e chiede il pizzo, è molto più forte nella cultura del favore, delle clientele politiche” che toglie tutti i diritti, primo fra tutti quello di esprimersi. “È come se gli abitanti dei quartieri catanesi più duri, San Cristoforo regno di Nitto Santapaola, Librino, Zia Lisa, come ad Adrano, Biancavilla, Santa Maria di Licodia, non avessero voce. Fanno solo quello che viene loro ordinato, non osano ribellarsi e se qualcuno ci prova si sente rispondere che, tanto, non cambierà mai nulla.I bambini, per esempio, vagano per le strade, non hanno centri dove giocare, attività organizzate. La maggior parte degli insegnanti loro destinati non vedono l'ora di essere trasferiti, quindi anche la scuola, almeno quella pubblica, non riesce a trasmettere pocoIn questa desolazione Alfia ha creato la Fondazione "La Città invisibile": “Una struttura per gli invisibili, i bambini che i poteri forti hanno tutto l'interesse a tenere senza cultura e senza “voce”. In modo che, nel prossimo futuro, non potranno che essere nuova manovalanza mafiosa”. 

Strumenti e lezioni gratis
La Fondazione usa musica e poesia per insegnare il rispetto delle regole. Chiama maestri venezuelani che seguono “il Sistema” di José Abreu
, metodo che, in quasi 40 anni, ha coinvolto nel paese latinoamericano 350mila giovani. Vengono create 3 orchestre infantili e giovanili, con 470 bambini e ragazzi, 5mila giovani. Gli strumenti sono gratis, “all'inizio erano oggetti cinesi economici, oggi vengono da una liuteria di Cremona, grazie a una collaborazione con Analai (associazione nazionale liuteria artistica)” spiega Alfia. “Le lezioni, una o due volte alla settimana, sono gratis, perché i maestri sono volontari e si accontentano di un alloggio. Il problema sono le strutture: attualmente siamo ospiti in parrocchie delle periferie, in luoghi spesso non abbastanza ampi per importanti prove d'orchestra, con la presenza di un centinaio di piccoli musicisti. Inoltre i bambini spesso non hanno famiglie pronte ad accompagnarli. Siamo noi volontari a scarrozzarli da una parte all'altra della città, sia per le prove che per i concerti. Abbiamo chiesto una sede e un pulmino, ci sarebbero fra i beni confiscati alla mafia. Ma pastoie burocratiche e preferenze continuano a penalizzare gli Invisibili”, denuncia la presidente. 

Poesie per aprire la mente
Durante incontri formativi pre-musica di quella che si chiamascuola di musica e di vita Falcone e Borsellino, Alfia legge anche dei piccoli brani di poesia: “Per essere liberi, dalla mafia come da ogni forma di condizionamento bisogna conoscere più parole possibili” spiega a platee di piccoli, sempre attentissimi. “Lo diceva don Milani: ogni parola non imparata oggi è un calcio che si riceverà domani. Don Puglisi è stato ucciso perché tentava di educare i giovani con la cultura. La mafia odia chi insegna a parlare bene perché insegna anche a pensare. E gode della povertà di linguaggio. Invece la poesia arricchisce il vocabolario di chi la legge.A scuola noi bambini ci sentiamo come foglietti bianchi, che nessuno usa per scrivere. Persone come Giuseppe Fava, invece, quei foglietti li riempivano di parole vere. Perciò suonerò più forte per lui” si sente rispondere da bimbi come Maria (nome di fantasia), 11 anni al quartiere San Cristoforo, un passato di violenze e maltrattamenti, la voglia di ritrovarsi grazie al suo strumento. Nella convinzioni poco più di un anno la Città Invisibile ha aderito al progetto Buon Libro e regalato oltre 500 volumi. Nella foto, la piccola violinista, Rachele, prima del concerto in occasione del 21esimo anniversario della strage di via D'Amelio, mostra la foto di una delle vittime e "recita" il suo pensiero scritto ad hoc. 

Ma adesso ci vuole una sede
Negli ultimi 3 mesi l'orchestra ha tenuto 13 concerti, l'estate scorsa, nell'anniversario della morte di Borsellino, ha suonato a Palermo, presso l'albero intitolato al giudice. L'8 marzo animeranno la consegna del premio Bianca di Navarra, che la Fondazione per le donne siciliane consegnerà a Rossella Lucà, giovane di Gela, per una ricerca sul cancro al seno
. Oltre alle tre orchestre esistenti, c'è un nucleo di fiati a Siracusa e si lavora per aprire una sezione a Palermo. 
Ma il progetto è sempre a rischio, senza una sede idonea. “Non siamo solo una scuola, dobbiamo avere una porta sempre aperta perché arrivano minori con problemi di tutti i generi”. Alfia Milazzo si appella, come ha sempre fatto, a istituzioni e privati sensibili: “Sentire bimbi di quartieri poverissimi suonare Mozart, Beethoven, Vivaldi a livelli professionali o sentirli discutere di libri di grandi pensatori è un miracolo che noi vediamo ogni giorno. Gli invisibili hanno un talento che chiede solo di poter emergere per arricchire tutti. Se la mafia avrà meno uomini e donne disposte a delinquere lo si dovrà al loro nuovo livello etico e culturale. E la cultura costa meno delle carceri e rende di più”.

 

Non è la prima volta che Cremona è "sconvolta " da problemi che riguardano la liuteria e da scorrettezze di qualcuno ( vedi un clamoroso articolo di Strad ) poi si cerca di mettere la sordina e di far finta di nulla sperando che il clamore si acquieti e si possa continuare tutto come prima e come diceva una nota canzone " Come prima, più di prima ......"

Il caso - Da 2 anni nel cassetto la proposta per un nuovo marchio di qualità. Serve una certificazione di alto profilo per il made in Cremona
mondopadano.it
 
 
 

Un’ora di intervista per poche righe che dicono poco o nulla ..ma va bene lo stesso. Ci sono altre interviste unite alla mia del Consorzio del Comune del Mdv . Ora FINALMENTE tutti SANNO e anche se continuano in parte a minimizzare pare che TUTTI VOGLIANO RISOLVERE IL PROBLEMA.
BENE SI ACCOMODINO MA MINIMIZZARE NON E’ PARTIRE COL PIEDE GIUSTO.
Comunque già dimostrare di accettare l’esistenza del problema e dichiarare di volerlo risolvere è un primo passo. Purtroppo i cremonesi ci hanno abituato a tante belle promesse rimaste troppo spesso sulla carta . FORSE PER INCAPACITA ' ? Vedremo.
Quello che ci preoccupa è chi si affanna a dire sottolineare e ribadire “ abbiamo fatto tantissimo” ( e nessuno glielo contesta) dimostrando di capire poco del problema di cui si sta discutendo come di tante altre cose purtroppo della città
Quindi come faremo ? O meglio come faranno perché figuriamoci se delegheranno neppure in parte .
Ci penserà il Museo del Violino ? A che titolo ?
Bene auguri ma magari con chi di violini non ne ha mai costruito uno ? ( è solo una battuta non arrabbiatevi )
Se davvero riuscissero davvero a risolvere il problema saremo i primi a sottoscrivere e a congratularci
Speriamo che si rifacciano comunque almeno in parte alle nostre idee e alle nostre proposte non perché con modestia riteniamo che siano le uniche realmente possibili ma perché con altre strade abbiamo paura che non si vada da nessuna parte e che tra un po’ saremo ancora a discutere de.. i violini in bianco

 

Forse non tutti sanno ( ma i liutai sì) che il legno ha una specie di codice a barre naturale formato dagli anelli .della crescita . Basterebbe far stampare anche un altro codice sul legno ( vedi nella foto ) che andrebbe mantenuto anche dopo aver segato il contorno in modo da poter avere sempre la prova di aver utilizzato quel legno. Le foto o meglio le riprese televisive delle varie fasi della lavorazione possono dare la conferma della costruzione di uno strumento completamente in modo artigianale e dalle stesse mani d'artista QUINDI cari cremonesi .... Volere è potere