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Mostra di chitarre classiche a Sermoneta Il 27 e 28 maggio p.v. al Castello di Sermoneta si terrà grazie all'Anlai, al Comune di Sermoneta e alla locale Scuola di Liuteria tenuta dal m' Pietro Melia, nonché al m' Francesco Taranto , famoso musicista e grande collezionista una mostra ed un simposio sulla chitarra classica dal titolo " I capolavori della chitarra : da Guadagnini e Torres ai grandi liutai del novecento " Saranno presenti anche numerosi musicisti che si esibiranno in importanti concerti per evidenziare le diversità acustiche degli strumenti in mostra Il ragazzo italiano che ha inventato un super violino in seta di ragno CREMONA - Uno studente italiano che ha inventato un violino fatto di seta di ragno ha vinto il premio per lo studente internazionale più innovativo di Londra organizzato da London & Partners, la società di promozione ufficiale della capitale. Si tratta di Luca Alessandrini, un trentenne di Urbino che si è laureato in Italia ed ha conseguito un doppiomaster all’Imperial College di Londra. Il giovane ha battuto centinaia di concorrenti provenienti da 49 Paesi con la sua creazione, uno strumento musicale composto da seta di ragno e resina. Quando viene suonato, la seta fa vibrare la cassa emettendo un suono chepuò esseremodificato variando in modo esatto la fusione dei due materiali. La combinazione della seta e della resina infatti produce un unico tono che può venir alterato modificando le quantità dei due componenti originali. Un grande contributo è venuto ad Alessandrini dall'Anlai di Cremona, dai maestri liutai cremonesi in particolare Elisabetta Giordano, Massimo Ardoli, Davide Sora, Federico Fiora, ma anche Giorgio Scolari, Massimo Negroni, l'Academia Cremonensis oltre ai membri del direttivo Anlai Salvatore Dugo, Roberto Villa e ovviamente il presidente Gualtiero Nicolini. Luca Alessandrini davanti all’Imperial College di Londra con il suo super violino in seta Il violino costruito in seta di ragno è l'invenzione che ha portato Luca Alessandrini, un trentenne italiano, a vincere un concorso tra un centinaio di studenti universitari di diciassette paesi diversi, ricevendo un premio dal sindaco di Londra Sadiq Khan, che ammonta a diecimila sterline. Oggi grazie alla notizia apparsa sul Corriere ho ricevuto telefonate da Rai 2 Radio vaticana Sole 24 ore varie tv locali e nei giorni scorsi anche da Rai 3 Atlante. Sono felice per Luca e tramitre lui ringrazio gli amici Cesare Gualazzini, Salvatore Dugo, Elisabetta Giordano, Davide Sora, Massimo Ardoli, Federico Fiora, Massimo Negroni, Academia Cremonensis, Massimo Lucchi che unitamente all'Anlai hanno dato il loro contributo ed aiuto per i due prototipi con i quali Luca ha ottenuto il Master e quindi il grande riconoscimento Dai mobili ai violini Alessandrini ha cominciato a pensare al suo violino avveniristico meno di un anno fa, quando gli è stato assegnato l’incarico finale del master che stava seguendo a Londra. «Avevo sei mesi per un progetto che mettesse insieme biomateriali e nuovi sviluppi nel settore dell’acustica – racconta -. Visto che amo la musica e ho anche fatto qualche concerto, ho pensato subito al violino. E’ lo strumento più iconico, il più difficile da suonare, non ha subito mutamenti da 400 anni e ha alle spalle una cultura enorme. Trasformarlo mi è sembrato una provocazione in grado di stimolarmi», spiega ridendo. Per lui, cresciuto in una famiglia di mobilieri e abituato ad aver contatti con designer e creativi sin da bambino, le sfide sono il sale della vita. Per questo dopo aver lavorato in azienda per un po’, ha deciso di cambiare vita. «Mi sono iscritto a un master biennale del Royal College of Art e dell’Imperial College su innovazione, ingegneria e design – racconta - . Si tratta di un corso che ha una sola classe, con 38 allievi provenienti da tutto il mondo. Insieme abbiamo lavorato full time, senza sabati e domeniche, su progetti e ricerche rivoluzionari». Sei mesi prima del diploma, conseguito a giugno, è iniziata la rivoluzione del violino. I ragni australiani di Oxford «Prima di arrivare alla seta ho provato un sacco di materiali - ricapitola Alessandrini -. Ho coltivato batteri, sperimentato le bioresine, messo alla prova iuta e bambù; poi ho capito che per sfidare la fibra di carbonio, usata da vent’anni con successo, dovevo scegliere un materiale naturale di analoga qualità e mi è venuta in mente la seta». Il primo prototipo del suo violino è stato costruito con strati di seta donati dall’azienda Taroni di Como, legati con la bioresina, mentre per il secondo è stata aggiunta la seta di ragno, ottenuta grazie a una collaborazione con l’Università di Oxford, che nel dipartimento di zoologia ha un allevamento di ragni australiani che producono per le loro ragnatele un materiale cinque volte più resistente dell’acciaio ma molto più elastico. Alessandrini lo ha utilizzato per alcuni punti chiave del suo secondo prototipo, come ad esempio l’area sotto il ponticello. Approvato dai liutai di Cremona «A testare lo strumento sono stati i liutai di Cremona, grazie al sostegno che mi ha dato Gualtiero Nicolini, il presidente dell’associazione che li riunisce, – spiega il creativo - . Temevo che sarebbero stati scettici, invece hanno accolto con entusiasmo il progetto». Il violino fatto di seta tradizionale e di seta di ragno, del resto, ammalia anche i musicisti più esperti. Peter Sheppard Skaerved ha voluto provarlo alla Royal Music Academy, eseguendo lo stesso brano con questo strumento e con un prezioso Stradivari. «Non si è sentito di decretare il vincitore della sfida – spiega Alessandrini – ma ha sottolineato come il mio sia interessantissimo per la sua ricchezza armonica». Tanto che alcuni compositori, insieme a lui, stanno pensando a una partitura Un riconoscimento che entusiasma Alessandrini e lo spinge a guardare avanti. Chiuso il master, vinto il premio, il nuovo obiettivo sono altri materiali per l’acustica realizzati usando la seta, dalle casse del basso fino agli speaker dei computer. «Ho fondato una start up e sto lavorano su diversi progetti – conclude - . Nel giro di qualche mese lancerò una campagna di crowdfunding per diffondere questi nuovi materiali innovativi e rispettosi della Natura». Le loro potenzialità sono moltissime, tanto che, per evitare brutte sorprese, il giovane progettista ha già deciso di brevettare le applicazioni tecnologiche della sua scoperta.

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L'immagine può contenere: una o più persone e spazio all'aperto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 NOSTRI CONCORSI

CONCORSO INTERNAZIONALE DI SESTO FIORENTINO  1/28 Maggio 2017

 

 

Grande affermazione a Roma al *Concorso Internazionale di Santa Cecilia* della liuteria cinese con la vittoria nella sezione Violini moderni di *Yu Huidong*, vincitore anche del recentissimo Concorso Internazionale di Pechino, ma anche della liuteria cremonese con la conquista di due Medaglie d'oro nella Viola e nel Violoncello da parte di *Marcello Villa*.
Lo svedese *Jens Johansson* si è aggiudicato la vittoria nella sezione Violini antichizzati mentre nella sezione contrabbassi la Medaglia d'oro è stata attribuita al milanese *Roberto Muzio*.
Un servizio dedicato alla manifestazione uscirà sul numero di novembre-dicembre di ARCHI magazine

 

 

 

 

 

DA " IL VASCELLO CREMONA "

Una notizia che dovrebbe far drizzare le orecchie sotto il Torrazzo

Santa Cecilia Roma - ANLAI diventano concorrenti della Triennale cremonese degli strumenti ad arco? Massiccia presenza internazi

 

Santa Cecilia Roma - ANLAI diventano concorrenti della Triennale cremonese degli strumenti ad arco? Massiccia presenza internazionale ai concorsi

foto Antonio Leoni ©

Le nazioni presenti ai concorsi di liuteria contemporanea che si terranno nei primi giorni di ottobre a Roma sono Brasile, Colombia, Canada, Stati Uniti oltre a vari paesi asiatici (in particolare Cina, Giappone e Corea del Sud ) ed a numerose nazioni europee ( Francia, Germania, Inghilterra,Spagna, Svezia,Ungheria, Bulgaria, Russia, Polonia ecc.)

Dopo 50 anni il Conservatorio di musica di Santa Cecilia e l'ANLAI, ( Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana), in collaborazione anche con l'Accademia di Santa Cecilia e con il Museo degli Strumenti musicali, sono riusciti a far rinascere un concorso liutario riservato ai liutai professionisti che riguarderà gli strumenti moderni ma anche quelli antichizzati denominato Concorso di Santa Cecilia e che si rifà alle grandi tradizioni del passato ed alla manifestazione liutaria tenutasi nella capitale già negli anni venti coinvolgendo nelle sue varie edizioni i più importanti liutai italiani di fine ottocento e del primo novecento .

La giuria internazionale che valuterà le opere in gara vede la presenza di liutai italiani di grande fama come i maestri Renato Scrollavezza e Carlo Vettori e di grandi liutai stranieri quali il cinese Zhen Quan, il portoghese Antonio Capela e la giapponese Ikuko Suzuki Banda ed infine il grande esperto di strumenti antichizzati il m° Florian Leonhard .

In contemporanea si sottolinea anche una folta presenza di liutai non professionisti che si disputeranno la vittoria nel concorso di liuteria 1° Premio Città di Roma che sarà anch'esso ospitato presso il Conservatorio di via dei Greci e che riguarderà sia strumenti moderni che antichizzati. In entrambi i concorsi saranno valutati separatamente violini, viole, violoncelli e contrabbassi anche da parte di musicisti dell'Accademia di Santa Cecilia anch'essi membri di giuria cui spetterà il compito di valutare la sonorità. Le premiazioni si terranno il 9 ottobre alle ore 15 mentre il giorno precedente alla stessa ora saranno effettuate le prove acustiche pubbliche per gli strumenti finalisti. La mostra delle opere vincitrici ed ammesse ai concorsi resterà aperta sino al 22 ottobre . Da sottolineare infine che nei giorni 7, 8 e 9 ottobre si terrà sempre al Conservatorio si Santa Cecilia una mostra mercato di strumenti musicali ad arco e a pizzico, di accessori, di legname e di pubblicazioni liutarie ecc che richiamerà anch’essa sicuramente molti visitatori internazionali

 

 
Mercoledì 21 Settembre 2016
 
 
21 settembre 2016COMMENTA

Successo per il concorso liuteria Anlai, 20 nazioni e centinaia di opere in gara

Si sta rivelando uno straordinario successo il concorso di liuteria Anlai, costretto a emigrare a Roma per il diniego del Comune di Cremona a concedere i tradizionali spazi all'associazione nel timore che la stessa faccia ombra alla Triennale liutaria.
anlai
 
 

Si sta rivelando uno straordinario successo il concorso di liuteria Anlai, costretto a emigrare a Roma per il diniego del Comune di Cremona a concedere i tradizionali spazi all’associazione nel timore che la stessa faccia ombra alla Triennale liutaria. Le nazioni presenti alla manifestazione romana sono Brasile, Colombia, Canada, Stati Uniti oltre che diversi Paesi asiatici (tra cui Giappone e Corea del Sud) e a numerose nazioni europee (Francia, Germania, Gran Bretagna, Svezia, Ungheria, Bulgaria, Polonia e Russia). Dopo 50 anni il Conservatorio di musica Santa Cecilia e l’Anlai (Associazione Naizonale Liuteria Artistica Italiana), in collaborazione con l’Accademia Santa Cecilia e con il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, sono riusciti a far effettuare un concorso liutario riservato ai liutai professionisti nella capitale che riguarda sia strumenti moderni che antichizzati denominato “Concorso di Santa Cecilia”. La giuria internazionale delle opere in gara vede la presenza di liutai italiani di grande fama come Renato Scrollavezza, Carlo Vettorui e di grandi liutai stranieri come il cinese Zhen Quan, il portoghese Antonio Capela o il giapponese Ikuko Suzuki Banda o il grande esperto di strumenti antichizzati Florian Leonhard. Contemporaneamente vi sarà anche una folta presenza di liutai non professionisti che si disputeranno la vittoria nel concorso di liuteria 1° Premio Città di Roma. I musicisti dell’Accademia di Santa Cecilia ne valuteranno la sonorità.

 

PRECISAZIONE 

Se è vero che l'Anlai ha dovuto migrare a Milano per il suo concorso nazionale per il " rifiuto" di Cremona nulla questo ha a che vedere con il Concorso internazionale di Santa Cecilia. L'Anlai ha infatti voluto " sacrificare" il suo concorso internazionale di Pisogne giunto alla 7° edizione per accogliere l'invito di realizzare con il Conservatorio di musica di Santa Cecilia e con l'Accademia di Santa Cecilia e il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali la " rinascita" del Concorso di Santa Cecilia 2016 un concorso liutario nato negli anni venti e rinato poi più tardi grazie all'ANLAI di allora sino al 1956 . Questo per la precisione.Grazie

 

 

MALTA VIOLIN MAKING COMPETITION™

Malta International Violin Making Competition™ 2017

Malta | Violin Making Competition | 2017

Malta | Violin Making Competition™ | 2017

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Un'altra conquista Anlai 

 

Vibrating qualities of spiders' silk exploited in prototype violin

A violin made from a composite material that includes spiders' silk, which enables its acoustics to be customised, has been developed at Imperial.

Spiders’ silk is strong and elastic. When a creature is caught in a web and is struggling to get free the web resonates or vibrates, sending the spider a message that it needs to swiftly scuttle across the web and make a meal out of its prey.

Now, Luca Alessandrini, a postgraduate from the Dyson School of Design Engineering at Imperial, has developed a composite material and made a prototype violin, which exploits the resonating properties of spiders’ silk.  He impregnated the violin’s top side with three strands of golden silk, spun by an Australian Golden Orb Spider.


Luca Alessandrini and his composite violin

When played, the spiders’ silk vibrates the violin’s composite casing, which is emitted as sound. In the musical world this phenomenon is called propagation velocity. Instrument makers spend their entire lives experimenting with different types of wood and alternative materials such as carbon fibre to exploit this phenomenon in order to improve or vary the acoustic properties of instruments.

The composite material also consists of silk and a binding agent. The different fibres combined with the method of mixing them together enables Alessandrini to engineer the propagation velocity in his composite material. The advantage of this is that the acoustics of any musical instruments could be customised, depending on the sound that is required.


Golden strands of spiders' silk
impregnated in the casing

This approach to making composite material with customisable acoustics could also be applied to the manufacturing process of other products such as speakers, amplifiers and headphones.

Alessandrini said: “The amazing properties of spider’s silk mean that it serves many purposes. It’s a home, a net for catching food and a means of communicating - via vibrations - when prey is ready to be pounced on and devoured. Spiders’ silk has only previously been exploited as string in bows for instruments, but I’ve discovered that the amazing resonating property of spiders’ silk has massive potential uses in instruments themselves.”

Alessandrini developed his prototype violin in conjunction with the Associazione Nazionale Liutai Artistici Italiani, one of the world’s most influential violin making associations. Its founder, Gualtiero Nicolini, put him in contact with 20 of the world’s leading violin makers and musical instrument repairers called luthiers in the City of Cremona, Italy. Home to more than 400 instrument makers, Cremona is the birthplace of Antonio Stradivari (1644 – 1737), creator of the world-famous Stradivarius violin.

Alessandrini has also showcased the violin to Peter Sheppard Skaerved, a Grammy nominated violinist and Viotti Lecturer at the Royal Academy of Music in London.

Sheppard Skaerved said: “I have been working with great violinists my entire career and I have been in discussions with makers and players about the limited capabilities of other manmade materials such as carbon fibre. These have not seemed to offer the organic subtleties of wood. My encounter with the prototype instrument developed by Luca has filled me with excitement. This approach offers a tremendous opportunity to move forward instrument making, using new materials in a way I have long hoped.”

The Golden Orb spiders’ silk was sourced from Professor Fritz Vollrath, from the Department of Zoology at Oxford University. One of the main reasons for choosing this silk is that it is one of the strongest in the world.

The technology was patented in June 2016. The next steps will see Alessandrini using more sophisticated technologies and modelling processes in the manufacturing process. He is also establishing a start-up business and is looking for partners. He predicts the technology will be in the marketplace by approximately 2017.

Alessandrini is a postgraduate who is doing a Masters course in Innovation Design Engineering, which is run jointly by Dyson School of Design Engineering at Imperial College London and the Royal College of Art. The violin will go on exhibit at the Imperial Final Show 2016, 6 July 2016; ShowRCA, 26 June to 3 July and the Royal Society Summer Science Exhibition, 4 July to 10 July 2016.

 

 

 

 

 

Paquita, l'ultima chitarra di Cesare Gualazzini, un trionfo al Castello Sforzesco

di Sandro Rizzi

MILANO - Nella Sala Panoramica del Castello Sforzesco di Milano è stata presentata domenica l'ultima chitarra di Cesare Gualazzini, avvocato-liutaio cremonese: l'ha chiamata Paquita, come la moglie, sua musa e angelo custode.
"Ho impiegato sei mesi a costruirla,- dice il liutaio - la chitarra è ancora 'opaca' per non toglierle sonorità in vista del concerto, la vernicerò al più presto. L'ho affidata al Maestro Francesco Taranto, musicista di grande fama e sensibilità non soltanto esecutore ma anche compositore".
Tanti applausi per Francesco Taranto e per Cesare Gualazzini. ma soprattutto allo strumento di "incredibile sonorità", a detta del musicista e del pubblico.
Nella foto Cesare Gualazzini e Francesco Taranto con "Paquita".

 

 

 

ALTRA GRANDISSIMA MANIFESTAZIONE ANLAI

Preg.mo señor embajador

Cremona 15.6.2016
ANLAI (Asociación Nacional de Luthería Artistica Italiana), con sede en Cremona, es una organización sin fines de lucro, cuyo objetivo es la promoción cultural, que opera en los ámbitos de la luthería y de la música.
ANLAI prevee llevar a cabo una muestra representiva de la luthería de los paeses latinoaméricaos, por lo tanto, tiene el placer de extenderles la presente invitación para participar en la muestra de Luthería latinoamericana (en fase de preparación) “La Liuteria Latino-americana in Mostra in Italia”.
Para esta muestra contamos con la participación de diversos organismos dedicados a la luthería y maestros latinoaméricanos, algunos de ellos establecidos en Italia, otros en Latinoamérica. Solicitamos entonces trabajos audivisuales que den razón del trabajo realizado por los participantes (presentación, instrumentos -sea construidos, reparados y/o restaurados-, etapas de construcción, materiales, formación, clientes, etc) e idealmente, de ser posible, algunos instrumentos que deberían hacernos llegar. Pedimos de igual manera que las producciones audiovisuales sean narradas o subtituladas en Italiano, se apreciaría también en Inglés (si posible). Se prevee una primera muestra que podrá realizarse muy probablemente en el Castillo Sforzesco de Milán del 4 al 24 de marzo de 2017. Se contempla realizarla también en uno de los espacios institucionales de la cuidad de Cremona al igual que en otra ciudad del centro-sur de Italia.
A lo largo de su historia ANLAI ha realizado muestras musicales, conferencias y apoyo a actividades cuya finalidad es el fortalecimiento de la luthería (formación específica en el área e investigación), colaborando de esta manera con organizaciones afines en el espacio latinoaméricano. En el presente año se han llevado a cabo actividades en diversas ciudades Italianas, siendo la más reciente de ellas el X Concurso Nacional de Luthería ANLAI, cuya premiación y exposición de los instrumentos participantes (del 14 al 29 de mayo de 2016), en el Castillo Sforzesco de Milán, gracias a trabajo conjunto con la Fundación Antonio Carlo Monzino y su proyecto “Le Mani Sapienti”. Igualmente somos responsables del Concurso Internacional de Luthería Santa Cecilia 2016, a realizarse en Roma del 3 al 22 de octubre del presente año en el Conservatorio Santa Cecilia.

De esta manera con organizaciones afines en el espacio latinoaméricano. En el presente año se han llevado a cabo actividades en diversas ciudades Italianas, siendo la más reciente de ellas el X Concurso Nacional de Luthería ANLAI, cuya premiación y exposición de los instrumentos participantes (del 14 al 29 de mayo de 2016), en el Castillo Sforzesco de Milán, gracias a trabajo conjunto con la Fundación Antonio Carlo Monzino y su proyecto “Le Mani Sapienti”. Igualmente somos responsables del Concurso Internacional de Luthería Santa Cecilia 2016, a realizarse en Roma del 3 al 22 de octubre del presente año en el Conservatorio Santa Cecilia.
De la misma manera apoyamos proyectos investigativos como aquel de Luca Alessandrini, estudiante de maestría Innovation Design Engineering Programme, de doble diplomación en el Imperial College y el Royal College of Art de Londres, quien realiza investigaciones sobre nuevos materiales orgánicos y sus potenciales aplicaciones, por lo cual experimenta con ellos en el campo de la construcción de instrumentos musicales y su respuesta acústica. Al igual que con el colombiano Carlos Alberto Ducón Niño, estudiante de maestría de la Universidad París Descartes (París 5) – Grupo Sorbona, quien se interesa por la formación en Luthería y las posibilidades para su fortalecimiento desde su especialidad, la cooperación internacional. Este último realiza actualmente su práctica profesional en nuestra asociación y colabora en la preparación y contactos para hacer posible esta muestra.
Il Presidente           Il Segretario          stagista ANLAI-Università Parigi
Gualtiero Nicolini   Roberto Villa           Carlos Alberto Ducón Niño

 

 

 

 

 I RISULTATI UFFICIALI

Il cremonese Marcello Villa si è aggiudicato due medaglie d'oro ( violino e violoncello ) nel X° Concorso nazionale di liuteria ANLAI  che si è svolto  al Castello Sforzesco di Milano sotto la presidenza di Zakhar Bron e che ha visto  le opere ammesse e vincitrici in mostra sino al 29 maggio nelle Sale Panoramiche   visitate da oltre 11 mila visitatori

Nelle sezione viole sempre per la categoria dei liutai professionisti la vittoria è stata assegnata dalla Giuria internazionale ad Andrea Lissoni di Lissone che si è aggiudicato anche il terzo premio nella sezione violini

Le medaglie d’argento sono state vinte  dal coreano Shin il Dong (violino ),  da  Fabrizio Orippi di Cremona  per la viola e da Francesco Piasentini di Ponte San Nicolo  (Padova)  per il violoncello. Terzi premi infine per  Rodiana Edreva  ( Bulgaria) per il Violino e per   Gino Sfarra de L’Aquila per il violoncello . A Edo Sartori di Vicenza e ancora a  Gino Sfarra sono stati assegnati anche i Premi ANLAI

 

Nella  categoria Giovani  liutai  la giuria internazionale ha premiato il cinese Wang Hao  e il coreano Jim  Wook Hong ( due medaglie d'oro al cinese ed una d'oro ed una d'argento al coreano ) .

Il cinese Zhou  Zhie si è aggiudicato una medaglia d'argento nella sezione violoncello e il Premio Capela mentre il premio per l'acustica e' stato assegnato al sud coreano Jun Ga Wang che ha ottenuto anche il terzo premio nella sezione viola 

Secondo premio  ( sezione violino ) e Premio per la miglior vernice alla giapponese  Akiko Yashida , Terzo premio infine   ( sezione violoncello ) al venezuelano Marcelo Obodia Nicollerat 

 

Nel concorso libero ( liutai non professionisti )  affermazione con medaglia d’oro e d’argento del cinese Chen Xiang Wei nel violino. Primo premio a  Marcelo Cavanna nato a Buenos  Aires da genitori italo argentini e da anni residente  a Cremona, per la viola .

 Cavanna  ha ottenuto con il suo strumento  il punteggio più alto in assoluto sia per la costruzione che per l’acustica e  si è aggiudicato  quindi  anche  il Premio ANLAI  per il miglior strumento presentato  

Altra medaglia d’oro Primo premio alla coreana Yoo Eunbyul nel violoncello  Medaglie di argento  alla palermitana Antonella Calderone ( Viola  )  e all’argentino Martin Gabbani  ( cello ) e medaglia di bronzo al colombiano Dario Forero ( viola ) e alla giapponese Mika Orippi  ( violino ) mentre al giapponese Nemoto Kazume e' stato assegnato il Premio Personalità 

 

Alla competizione hanno partecipato 150  opere provenienti da 12 nazioni : Argentina, Bulgaria, Cina, Colombia, Corea del Sud , Francia, Giappone, Italia, Russia, Taiwan , Ungheria, Venezuela. 

Nel loro intervento i maestri liutai membri della giuria Racz Pal e Joacquin Capela hanno sottolineato la validità delle opere in particolare dei giovani .   

 

 

 

 

LA. CLASSE NON È'  ACQUA

Qualcuno forse aveva pensato che negando non solo il patrocinio ma anche una location al concorso Anlai malgrado fosse in programma la sua decima edizione il Cdn della nostra assoccasione  potesse trovarsi in grave difficoltà e magari decidesse di essere costretta a rinunciare. In effetti la notizia inaspettata e inattesa dopo che il sindaco Perri aveva concesso Santa Maria della Pietà per l'ottava edizione e il nuovo sindaco per la nona edizione il palazzo Comunale ha messo nel panico gli organizzatori anche perché c'era davvero pochissimo tempo disponibile. Ma neppure una settimana dopo alla fase critica e' subentrata quella propositiva e nel giro di un paio di mesi il Cdn Anlai ha concluso un accordo per la mostra nazionale al Castello Sforzesco di Milano un altro accordo per la rinascita del concorso internazionale di Santa Cecilia ora divenuto internazionale grazie alla collaborazione con le più prestigiose istituzioni musicali romane, ha ottenuto il patrocinio della Regione Lombardia per le iniziative importanti e potremmo aggiungere molto di piu visto ad esempio lo stage di un laureando dell' università di Parigi ricevuto da Scuola di Liuteria , da università di musicologia , da Fondazione Monzino ecc e non invece ricevuto ancora dal Museo del Violino e Comune. Sono infatti in programma tante altre iniziative

 

 

 

 

 

 

 

 Uno si impegna per anni a fare ricerche e pubblica varie edizioni di " Liutai italiani di ieri e di oggi " sino a pubblicare il " compendio" Liutai in Italia Violin Makers in Italy " poi da Taiwan spunta questo libro che non so cosa dica ( è scritto in cinese vedremo ) ma moltissime foto ed etichette sono uguali a quelle che sono pubblicate sul mio libro. Vedremo cosa potremo fare .......

 

 

 

 ROMA 10 marzo 2016 - CONSERVATORIO SANTA CECILIA
Presentato il CONCORSO INTERNAZIONALE di LIUTERIA SANTA CECILIA
Alla presenza dei Presidenti di Accademia Nazionale di santa Cecilia, ANLAI Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana, Conservatorio di Santa Cecilia, della Sovraintendente del Museo degli Strumenti Musicale di S. Croce di Gerusalemme e del Direttore del Conservatorio di Santa Cecilia è stato presentato il Concorso di Santa Cecilia che rinnoverà le antiche tradizioni liutarie romane.

 

 

Trascinato in una polemica inutile da una persona cui ho voluto rispondere sperando potesse capire almeno il senso di un mio intervento costruttivo credo opportuno dare alcuni chiarimenti specifici anche perché il presidente e il vice presidente del Consorzio liutai Antonio Stradivari sono oltre che amici di vecchia data, persone serie e corrette. 
Forse qualcuno ha dimenticato che alla nascita del consorzio unitario si giunse anche grazie all'Ali quando il sottoscritto era presidente. 
D'altronde, mentre ancora una volta dopo l'uragano seguito alla pubblicazione delle foto del magazzino di strumenti in bianco in centro città di Cremona, in tanti cercano di mettere la sordina, come è capitato altre volte, e di minimizzare sperando che tutto si dimentichi e che tutto continui come prima , io continuo invece a sostenere che questo grave problema va affrontato seriamente e risolto e a ribadire che il consorzio è in effetti l'unico ente cremonese che "certifica " che uno strumento è stato fatto " a mano " da un liutaio aderente anche grazie alla documentazione relativa ad un certo numero di foto in fase di costruzione. È un fatto importante anche se sostengo anche che le foto dovrebbero essere di più e che i controlli dovrebbero essere più severi ma sono punti su cui si potrebbe discutere e trovare di sicuro soluzioni. Quello che però invece non si vuole capire è che certificando solo alcuni strumenti (quelli che il liutaio aderente chiede di certificare sottoponendosi alle norme stabilite essendo libero poi di produrre anche altri strumenti che non siano certificati ) non si può risolvere il problema della intera produzione annuale di ogni liutaio aderente e che questo lascia dubbi soprattutto se ci troviamo di fronte in alcuni casi ad una produzione di un numero notevole di strumenti ogni anno. 
È certamente comprensibile oggi che ogni singolo liutaio chieda di certificare un numero limitato di suoi strumenti anche perché la certificazione ha un costo ma per alcuni potrebbe essere un alibi per poter vendere strumenti fatti anche da altri ( ad esempio eseguiti con l'aiuto di allievi) oppure addirittura i famosi strumenti cinesi, bulgari o rumeni o fatti fare in Germania come qualcuno correttamente ha affermato di avere in bottega anche se in questo caso non sono firmati dal maestro liutaio. 
Quindi il consorzio a mio parere potrebbe essere l' ente cremonese che garantisce la produzione seria e corretta ma dovrebbe essere gratuito ma soprattutto dovrebbe essere in grado di coinvolgere tutta la produzione dei liutaio che vuole aderire alla liuteria di eccellenza e quindi anche essere messo in condizione di poter svolgere rigidi e seri controlli . A questo punto è perché no ? si potrebbe anche pensare di richiedere che possa essere riconosciuto dall'Unesco

 

Un’ora di intervista per poche righe che dicono poco o nulla ..ma va bene lo stesso. Ci sono altre interviste unite alla mia del Consorzio del Comune del Mdv . Ora FINALMENTE tutti SANNO e anche se continuano in parte a minimizzare pare che TUTTI VOGLIANO RISOLVERE IL PROBLEMA.
BENE SI ACCOMODINO MA MINIMIZZARE NON E’ PARTIRE COL PIEDE GIUSTO.
Comunque già dimostrare di accettare l’esistenza del problema e dichiarare di volerlo risolvere è un primo passo. Purtroppo i cremonesi ci hanno abituato a tante belle promesse rimaste troppo spesso sulla carta . FORSE PER INCAPACITA ' ? Vedremo.
Quello che ci preoccupa è chi si affanna a dire sottolineare e ribadire “ abbiamo fatto tantissimo” ( e nessuno glielo contesta) dimostrando di capire poco del problema di cui si sta discutendo come di tante altre cose purtroppo della città
Quindi come faremo ? O meglio come faranno perché figuriamoci se delegheranno neppure in parte . 
Ci penserà il Museo del Violino ? A che titolo ? 
Bene auguri ma magari con chi di violini non ne ha mai costruito uno ? ( è solo una battuta non arrabbiatevi )
Se davvero riuscissero davvero a risolvere il problema saremo i primi a sottoscrivere e a congratularci
Speriamo che si rifacciano comunque almeno in parte alle nostre idee e alle nostre proposte non perché con modestia riteniamo che siano le uniche realmente possibili ma perché con altre strade abbiamo paura che non si vada da nessuna parte e che tra un po’ saremo ancora a discutere de.. i violini in bianco

 

 

 

 

Liuteria, servono 
controlli seri da parte 
di commissione esterna

Lettera scritta da Gualtiero Nicolini - presidente Anlai

Caro direttore,

da tempo l’Anlai denunciava  inascoltata il fatto che alcuni liutai acquistavano strumenti in bianco e che Cremona stava rischiando di compromettere la sua immagine se non addirittura il riconoscimento dell’Unesco. Ricordo una mia intervista a Mondo Padano cui segui un enorme scalpore e altre interviste in cui una serie di maestri liutai con sdegno respingevano quella che definivano un’illazione.

Partecipai anche ad una trasmissione in Tv unitamente a molti esponenti di associazioni e istituzioni del settore durante la quale tutti dichiararono che il fenomeno o era inesistente o circoscritto a qualche “giovane” liutaio ribadendo in pratica che… l’Anlai gettava fango senza motivo.

Abbiamo continuato comunque a ribadire la nostra posizione invitando gli enti cremonesi a porre in atto azioni di controllo e di tutela della qualità degli strumenti ad arco perché Cremona deve la sua fama agli strumenti classici del passato e alla attuale produzione di alta qualità perché, lo abbiamo detto e lo ribadiamo, ci sono molti seri  liutai a Cremona che lavorano seriamente e che proprio per questo andrebbero tutelati.

Ebbene oggi sul giornale locale è apparso un articolo in cui  non solo si ammette che da tre o quattro anni la città è invasa da strumenti cinesi, rumeni, bulgari, da strumenti assemblati e via di seguito, ma c’è chi dichiara candidamente (ma almeno ha il coraggio di dirlo) che ha una triplice produzione nella sua bottega tra cui appunto quella di strumenti acquistati “intagliati all’estero  principalmente in Germania…”.

Certamente è sempre meglio di chi acquista in bianco e poi non si vergogna di inserire la sua etichetta! Ma non è questo il punto così come il problema della qualità non si risolve con l’autocertificazione. Se qualcuno ha avuto il coraggio di firmare violini cinesi figuriamoci se  si ferma di fronte ad una auto certificazione!

Ribadiamo ancora una volta la nostra proposta lineare  ci devono essere i controlli da parte di una commissione seria ed esterna che possa certificare una produzione di qualità. E’ vero che qualche liutaio può rifiutarsi di aderire o di sottoporre la sua produzione al controllo ma poi non si può lamentare mentre coloro che aderiscono e accettano sarebbero tutelati e potrebbero garantire una produzione di qualità. Questa è a nostro avviso l’unica seria via da percorrere nella speranza che ormai non sia davvero troppo tardi.

 

 

 Caro sindaco 

Con grande sincerità ma anche con grande tristezza Le scrivo questa lettera aperta 
Credo che nessuno possa mettere in dubbio che il sottoscritto dopo essere capitato per caso a Cremona in giovanissima età ed essere approdato altrettanto per caso ad insegnare alla scuola di liuteria abbia voluto spendere gran parte della sua vita per la liuteria 
Questa splendida malattia incurabile come mi piace chiamarla, la liuteria appunto, mi ha coinvolto a tal punto da farmi scrivere moltissimi libri in particolare di storia della liuteria , sui liutai, sulla costruzione del violino, ma anche un romanzo su Guarneri del Gesu ecc che oggi senza falsa modestia, molti conoscono a livello internazionale.
Non ho fatto soldi in questo campo anzi ho indicato la strada ad altri, alcuni dei quali con pubblicazioni di rilievo ma anche notevolmente sovvenzionate, li hanno potuti fare, ma non sono né invidioso né arrabbiato per questo , anzi, mi creda, sono felice che anche il settore delle pubblicazioni liutarie abbia potuto essere determinante per lo sviluppo della liuteria e della conoscenza di Cremona. 
Ho avuto quasi un migliaio di allievi di tutto il mondo nella scuola, che ora sono liutai e molti dei quali continuano ad essere amici, ho fatto molti viaggi in vari continenti e sono stato presidente di associazioni liutarie quali, Ali, Acisa e quindi Anlai e tutto questo è comunque un fatto per me estremamente positivo. 
Mi sono dedicato in particolare ai concorsi specie per i giovani e ne ho organizzati una trentina nel corso di circa quarant'anni; ho organizzato anche convegni, mostre, alcune molto importanti, e anche in questo settore non mi sono arricchito anzi ho quasi sempre chiuso i conti in rosso, ma è stato comunque bellissimo.
Lei sa benissimo che il Comune di Cremona non ha mai sborsato una lira o un euro in mio favore o in favore delle associazioni che ho presieduto e nessuno potrà quindi dire che abbiamo fatto tutto questo per interesse personale. 
Concludo questa mia lunga premessa sottolineando che nessuno potrà mai dire anche che non abbia sempre agito, magari sbagliando certamente è possibile, secondo quelli che ho ritenuto gli interessi della liuteria italiana e cremonese in particolare e ricordo per brevità in particolare solo le mie continue battaglie per la formazione ( Scuola di Liuteria) e per la qualità della produzione liutaria cremonese.

Venendo al motivo di questa mia lettera,volevo semplicemente ricordarLe che l' Anlai, che ha sempre ritenuto molto importante l'organizzazione dei concorsi nazionali specie per i giovani, che possono in tali occasioni avere esperienze importanti e determinanti per il loro futuro, dopo tanti anni trascorsi lontano da Cremona perché l'ostracismo arriva da lontano, ( 18 anni a Baveno , 7 a Pisogne ed 1 al Castello del Seprio ) malgrado la presenza di grandi maestri liutai in giuria e personaggi illustri come presidenti, da Rostropovich a Ugo Ughi , a Zakahr Bron e potrei continuare a lungo, era riuscita finalmente grazie all'ex sindaco Perri a poter organizzare a Cremona nel 2014 un concorso nazionale ; l'anno successivo nel 2015 anche Lei sembrò entusiasta nel concedere addirittura il palazzo comunale per questa manifestazione che, ne converrà, ha ottenuto un grande successo .
Con grande meraviglia abbiamo quindi appreso che quest'anno, ( e per la decima edizione del concorso ) non ci sarebbero stati concessi ne' il patrocinio ne' la collaborazione del Comune e di conseguenza anche che non avremmo potuto contare su nessuna location comunale. Probabilmente c'era chi aveva posto il veto alla nostra manifestazione ! E Lei si era giustamente adeguato. La cosa per noi però è inaccettabile e riteniamo non abbia giustificazioni ma il problema è risultato ancora più grave perché lo stessa cosa è accaduta per quasi tutti i progetti che l'anlai ha proposto ritenendoli validi e idonei per una affermazione della liuteria cremonese a Cremona Partecipata. 
Otto su dieci progetti infatti non hanno potuto avere il patrocinio e la collaborazione del Comune perché bocciati dalla commissione e sempre con motivazioni a nostro avviso assurde e sebbene quasi tutti non sarebbero costati un euro al Comune. 
Lei caro Sindaco ci ha chiaramente detto e mi scusi se sintetizzo : " Non ci interessa un convegno sulle vernici in liuteria perché noi abbiamo i laboratori universitari, non ci interessa una importante manifestazione sulle chitarre classiche perché noi puntiamo sul violino, non ci interessa il concorso nazionale di liuteria perché noi puntiamo sulla triennale, così come non ci interessano quasi tutti gli altri vostri progetti e pertanto anche se non ci chiedete fondi noi non vi concediamo gli spazi ove poterli organizzare; al massimo sarà la governance che potrà decidere diversamente al riguardo perché le cose in questo settore così importante ...... si fanno tutti insieme ". 
Solo per chiarezza Le sottolineo che i nostri progetti bocciati dalla commissione non sono mai stati portati in discussione nella governance ed erano quindi ......bocciati senza appello.
Con una chiusura così totale e con delle motivazioni così assurde ritiene che davvero fosse poi possibile e giusta una nostra collaborazione ? 
E cosa avremmo dovuto fare secondo Lei ? Rinunciare ai nostri progetti perché non graditi ? 
Abbiamo invece iniziato a realizzarli in città in spazi presi in affitto o ottenuti da altri enti cui sta a cuore la cultura liutaria perche li ritenevamo validi ed il successo di pubblico e di critica ci ha dato ragione e quando, per ragioni di spazio e di visibilità, ci siamo resi conto che la città di Cremona non ci poteva ospitare se non in location di privati e a cifre esorbitanti, ce ne siamo andati ( vedi a Milano al Castello Sforzesco dove siamo stati accolti a braccia aperte da Comune e fondazioni ). 
Non so se Lei sia contento; a noi invece dispiace e riteniamo sinceramente che Lei e i suoi amici abbiate sbagliato di brutto per la città e per la liuteria. Ma certamente è una opinione opinabile. 
Le stesse cose possiamo dire per il concorso internazionale che da anni organizzavamo a Pisogne e che certamente ( non abbiamo dubbi) sarebbe interessato a Lei ancor meno del concorso nazionale visto che Cremona vuole puntare tutto sulla triennale ed anche qui sui costi di questa manifestazione e sulle modalità di esecuzione ci sarebbero tante cose da dire da parte nostra ma non è questa la sede e certamente non ci compete. 
Ci è stato richiesto invece di trasferire il nostro concorso a Roma; abbiamo accettato e abbiamo dato la nostra disponibilità a collaborare per far rinascere anche il prestigioso concorso di Santa Cecilia dopo 70'anni di silenzio una manifestazione che riteniamo utile per l'Italia e la liuteria italiana. Anche in questo caso molto probabilmente abbiamo opinioni diverse, ma viva la differenza,

Per concludere questo lungo e articolato intervento,veniamo da ultimo a quello che a nostro parere è il problema più grave per Cremona e per il quale, non potrà negarlo, mi batto purtroppo inutilmente da tanti anni: la qualità della produzione liutaria cremonese ora riconosciuta come patrimonio unesco.

Non mi potrà dire che non ha seguito alcuni dei miei interventi, letto dei miei articoli, ascoltato delle mie trasmissioni televisive , visto o letto delle mie interviste , 
Come sa, quindi, malgrado il mio impegno, sembra che tutto sia stato sino ad ora inutile perché tutti a Cremona hanno sempre cercato di minimizzare quanto andavo dicendo sui pericoli della diffusione di violini non all'altezza della fama di Cremona e del riconoscimento unesco , sulla mancanza di regole e di controlli e su ciò che questo avrebbe potuto comportare.

Anche ora quindi che giornali e TV nazionali parlano in maniera scandalistica di quanto scoperchiato sembra che questi fatti non vi abbiano scosso più di tanto. Infatti affermare che la laurea in restauro di 5 privilegiati il cui corso comincerà il prossimo anno, che i passi positivi compiuti dai laboratori universitari e che le tante belle iniziative che si stanno facendo a Cremona siano a favore dei liutai e della qualità ha certamente un senso ma dimostra ancora una volta che siete fuori dalla realtà e che purtroppo non siete in grado di affrontare ancora il problema del controllo e della certificazione che è il problema fondamentale per la liuteria di eccellenza perché nessun passo è stato mai fatto in concreto in questo senso. 
Non le sembra che con queste affermazioni siamo ancora una volta un po' fuori tema ? Non pensa che le grandi e costose trasferte per reclamizzare Cremona non rischino di naufragare se non si risolve urgentemente proprio il problema dei controlli e se non si inizia seriamente la lotta ai violini contraffatti ? A noi pare così ma forse ancora una volta sbagliamo

Ricordando da ultimo che anche la nostra richiesta ( ora anche suffragata dalle centinaia di firme di cremonesi richieste), oltre alle tante altre di non cremonesi, per una via o piazza adeguata a Giuseppe Fiorini, mai ringraziato in vita e neppure dopo 150 anni da Cremona per il suo grande dono nel campo della liuteria non è ancora stata minimamente presa in considerazione, Le diciamo che non esiste più davvero la possibilità di una qualsiasi forma di collaborazione.

Siamo stati sinceramente disponibili a dare tutto il nostro apporto disinteressato e a mettere a disposizione la nostra esperienza ma è evidente che ciò non v interessa e che sono ritenute inutili e forse anche dannose,
Pertanto togliamo il disturbo e vi lasciamo lavorare in santa pace. 
Auguriamo a Lei dal più profondo del cuore Buona fortuna per quello che potrà fare nel periodo del suo mandato nel settore della liuteria e speriamo di sbagliarci nell'interesse di Cremona e della liuteria riguardo alle nostre perplessità, ma ci consenta, date tutte queste premesse , almeno........il beneficio del dubbio

Distinti saluti

Gualtiero Nicolini presidente Anlai

 
 

Un'altra  "battaglia"  ANLAI vinta ! 

 

Di recente l'Anlai aveva preso posizione contro il Comune di Aversa per lo stato di degrado in cui versava la casa di Cimarosa 

Ecco la notizia 

AVERSA. Restauro della Casa di Cimarosa, in giunta adottati gli atti di indirizzo per l’affidamento degli incarichi esterni


In gioco ci sono la direzione dei lavori, il coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione e l’incarico di collaudo tecnico amministrativo

Cimarosa

 
 

 

AVERSA - Si è tenuta questa mattina una seduta di giunta a cui hanno preso parte tutti gli assessori della giunta presieduta dal sindaco Giuseppe Sagliocco. Nel corso della riunione sono stati adottati alcuni provvedimenti che consentono il prosieguo di alcune opere inserite nel programma Piu Europa.

In particolare si è provveduto all’adeguamento del Piano delle attività di assistenza tecnica relativamente ai lavori dei recupero e riqualificazione del Parco Urbano Salvino Pozzi ( ex campo profughi). Per ciò che concerne i lavori di completamento statico, recupero e restauro di Casa Cimarosa, invece, sono stati adottati atti di indirizzo per consentire al dirigente l’affidamento di incarichi esterni concernenti la direzione dei lavori, il coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione e l’incarico di collaudo tecnico amministrativo. Sempre nell’ambito del Piu Europa, è stato approvato uno schema addendum alla convenzione sottoscritta con la Seconda Università degli Studi di Napoli il 29 maggio 2012 per il restauro, ristrutturazione ed adeguamento funzionale della Real Casa dell’Annunziata e per i lavori di adeguamento funzionale e ripristino dei locali dell’ex presidenza e laboratorio di idraulica della facoltà di Ingegneria.

 

 

 

 

 

 

CONGRATULAZIONI DOTT GIO BATTA MORASSI 

 

 

 

 

Dopo anni di denunce  e di richieste non accolte e non ascoltate LA SCUOLA ,  IL MARCHIO, IL COLLEGIO PERITALE, LA SALVAGUARDIA DELLA LIUTERIA VERA SERIA ED ONESTA... forse le nostre battaglie non sono state vane ?

 

 

 

 

I violini prefabbricati

 

 

 

   su "MONDO PADANO" 

LA LIUTERIA DELLA VERGONA  

 

 Da anni sosteniamo che l' unica possibilità seria e' il violino DOC certificato in tutte le fasi di costruzione da un organismo "esterno" , che può essere anche la CCIAA o il Consorzio ma con procedure serie e indiscutibili e di tutta la produzione di ogni liutaio professionista non di qualche strumento e gli altri......." Liberi " da ogni certificazione. Da anni come anlai combattiamo inascoltati contro i "furetti" o meglio i disonesti che infangano il nome di Cremona e la liuteria italiana arricchendosi alle spalle dei liutai seri e coscienziosi .Ma servirà' ? O come per la scuola di liuteria domani sarà ancora non un altro giorno ma ....un di' come sempre ?

 

 

Non intendiamo aggiungere molto alle prese di posizione assunte nel corso degli anni e che richiamiamo solo sinteticamente nel caso si faccia strada la volontà  di affrontare seriamente e serenamente alcuni problemi liutari :

-         la formazione  ( e quindi la Scuola di liuteria di Cremona ) ;

-          il collegio peritale  ( e quindi la valutazione corretta degli strumenti  ad arco antichi in considerazione anche del fatto che il patrimonio strumentale storico è stato ormai quasi completamente alienato all'estero malgrado la rigida legislazione esistente) ;

-          il  restauro  ( ed anche in questo caso i problemi  del rispetto delle normative vigenti ),  ed infine ovviamente

-         i controlli di qualità della produzione  ( il che significa anche il superamento di alcuni livelli standard, ma soprattutto  il riconoscimento  del " fatto a Cremona " e  del  " fatto a mano  " in tutte le fasi di produzione e da un unico autore, colui che firma l'opera ).  

 

Visto  il clamore suscitato a livello nazionale  ed internazionale dall'articolo di Mondo Padano e proprio  in considerazione del riconoscimento dell'Unesco, crediamo che sarebbe opportuno  che alcuni  enti  locali si  assumano  la responsabilità di  garantire non solo l'utilizzo di materie prime idonee ma anche tutte le varie fasi costruttive di ogni opera certificata. 

E’ evidente ( non ci nascondiamo dietro un dito o proclami di facciata ) che esistono grossi problemi e difficoltà ma è  impensabile  credere  che bastino 8 foto e dei controlli  non rigorosi ed eseguiti  solo su alcuni strumenti tra quelli di cui  si richiede il marchio e che la garanzia non debba essere  invece estesa a tutta la produzione di ogni liutaio “ certificato “  .

Solo in tal caso gli enti locali  potrebbero infatti correttamente assumersi  la responsabilità di dichiarare  e di garantire  ........   una  “produzione locale e garantita”.  

 

Non è opportuno entrare nei dettagli e  presentare  nostre concrete proposte ( d’altronde da troppo tempo inascoltate ) e non pretendiamo comunque di avere la migliore soluzione.  Pensiamo  però che  sarebbe giusto-  e lo diciamo ancora una volta-  che si cerchino e si trovino  delle soluzioni  e  che vengano attuate  al più presto  per il nome di Cremona nel mondo e perché  il rischio che si corre ormai coinvolge tutti.  

 

CDN Anlai

 

 

dalla parte dell'orchstra Falcone e Borsellino di Catania

Il Consiglio Direttivo dell’ANLAI si è riunito in Cremona   per l’assemblea annuale convocata in considerazione della prossima apertura di Mondomusica e della rassegna  “Liutai italiani del XXI secolo  che si tiene  al Museo del Violino.

Al termine della  discussione dei vari punti all’odg,    sentita la relazione del Presidente prof. Gualtiero Nicolini  relativa alle problematiche della Fondazione La città Invisibile  di Biancavilla di Catania  da anni  seguita dall’ANLAI ed appresa  in particolare  la notizia della situazione in cui versa l’Orchestra  giovanile Falcone e Borsellino  che risulta  da tempo priva di una sede malgrado il numero notevole di giovani componenti che vengono preparati con il metodo Abreu  cui molti liutai e iscritti dell’associazione hanno  con gioia e partecipazione donato strumenti da loro costruiti o acquistati ha  espresso il più profondo  rammarico e  la più vibrata  protesta  nei confronti dell’amministrazione comunale di Catania che dimostra non solo grande insensibilità ma anche assoluta mancanza di  lungimiranza e notevoli  limiti  non rendendosi conto sia dell’importanza della musica per i giovani sia  della fondamentali  opportunità  che grazie alla musica, alla aggregazione e all’esperienze positive possono consentire il  recupero di alcuni giovani che  vivono in ambienti  disagiati.

Il CDN ANLAI si augura che in tempi brevi si possano trovare soluzioni idonee. Assicura  comunque il  completo appoggio alla Fondazione e all’orchestra giovanile  e  dichiara formalmente che sino a quando  non sarà reperita  in maniera soddisfacente  una sede adeguata continuerà in ogni modo a rimarcare a livello nazionale ed anche  internazionale l’assurdo e inspiegabile  comportamento delle istituzioni locali  catanesi

 

 

 A SAN PIETROBURGO  OTTOBRE  2014 L' anlai

  al Museo della Musica 

 

qUESTO ILO CONCERTO DI GIUGNO

 

Tre grandi mostre Anlai in Santa Maria della Pietà per Cremona Liutaria. Dagli strumenti del concorso nazionale all'estetica dell'arte dell'intagliatore Giorgio Piacentini, definito "l'erede del Bertesi

 

CREMONA - Sono state inaugurate martedì a Cremona in Santa Maria della Pietà dai dirigenti ANLAI ( Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana)  tre mostre di grande rilevanza che consentiranno di portare a Cremona anche in occasione della Notte dei Musei un numero notevole di appassionai  liutai, musicisti e visitatori in genere .

Circa un centinaio di violini e di viole, opere ammesse all’8° Concorso Nazionale di Liuteria per strumenti ad arco, sono esposte nella prima parte del grande salone già lazzaretto e vecchio ospedale di Cremona  che in passato ha accolto varie edizioni delle  Triennali Internazionali di strumenti ad arco,  unitamente ad opere ispirate alla musica del grande pittore Donato Frisia.

La giuria internazionale presieduta dal maestro Antonio Capela, già presidente dell’associazione liutai portoghesi, e da Danilo Rossi , prima viola solista de La  Scala ha selezionalo di recente più di cento  strumenti  iscritti al Concorso di maestri liutai professionisti,  del concorso libero ( liutai non iscritti alla rispettive Camere di Commercio ) e di giovani studenti delle Scuole di Liuteria italiane o diplomati da non più di due anni e  ha decretato i vincitori nelle varie categorie dopo la affollata prova acustica pubblica. 

Ora le opere provenienti da una ventina di paesi, in quanto possono partecipare  al concorso anche gli stranieri residenti in Italia e gli stranieri iscritti nelle scuole di liuteria italiane ( provenienti quindi da Argentina, Albania,  Bulgaria, Malesia, Venezuela, Usa,  ecc ecc  oltre ovviamente ai paesi del terzo mondo Cina, Taiwan, Corea del Sud e Giappone che hanno  ottenuto notevoli consensi., sono in bella mostra.  

Successo anche comunque  per i giovani diplomati della Scuola Civica di Milano cui è andato il Premio Cremona 2014  e  che hanno ottenuto anche una medaglia d’oro e dei  liutai professionisti cremonesi che si sono aggiudicati una medaglia d’oro, due medaglie d’argento ed  il premio per l’acustica.  L’Anlai  che ha potuto organizzare per la prima volta  un concorso interamente a Cremona  si appresta ira  a realizzare un nuovo importante appuntamento: l’organizzazione  del  5° Concorso internazionale per strumenti antichizzati che si svolgerà alla fine di settembre a Lovere e Pisogne e vedrà la partecipazione in giuria dei più importanti maestri liutai internazionali  dal tedesco  Florian Leonhard, al cinese Zhen Quan, il ceco Jan Spidlen, al portoghese Joaquin  Capela e all’armeno Ashot vartanian Asparukovic oltre al cremonese  Roberto Collini . In giuria per l’occasione anche la violinista  svizzera Maristella Patuzzi che si esibirà a Lovere con uno degli Stradivari più belli del primo periodo e i maestri d’orchestra  Stefano Marcon e Massimo Incarbone

Per tornare alle  esposizioni  liutarie di questi giorni in Santa Maria della Pietà a Cremona  altra mostra irripetibile “L’estetica dell’arte” una serie di opere di Giorgio Piacentini definito “l’erede del Bertesi” che con la sua arte dell’intaglio ci dona opere  fantastiche , monumenti  d’arte tra cui ad esempio anche  il violino e la viola intagliati:  unica viola al mondo in grado anche di essere suonata  e con la quale sono stati tenuti anche dei concerti  importanti.

E’ una occasione da non perdere. Infine l’Anlai espone nella mostra pubblicizzata anche dal Touring Club Italia “Strumenti e Musica dal Mondo“ una sessantina di strumenti della grande collezione Maggi di enorme interesse.

Dai mandolini dei Vinaccia e da una sere di  carillons e organetti  tra cui spicca la scatola sonante di Mozart al violino bastone, al melofono uno strumento che si suona schiacciando i piccoli tasti sul manico e  aspirando un particolare mantice di cui esistono solo otto esemplari oggi nel mondo, a strumenti africani in avorio, strumenti della cultura popolare ucraina, indiana, croata , cinese ecc raccolti in anni di ricerche e di restauri  quindi ricostruzioni di strumenti rarissimi ottenuti seguendo le indicazioni  di disegni selezionati nei principali musei musicali di varie parti del mondo.
 
Di particolare rilevanza infine l’ultima mostra presente ancora negli spazi espositivi di Santa Maria della pietà “ I gatti di Gatti”  opere di un collezionista milanese che ha messo a disposizione centinaia e centinaia di   quadri e  sculture ma anche  oggettistica varia raffiguranti i felini  denominata  “ Due secoli di  gatti nell’arte da Goya a Mimmo Paladino” una esperienza originale e nel contempo affascinante  organizzata dal Lions ed ancora dall’Anlai  come service per una associazione di volontariato per la Sclerosi Multipla  ( Associazione per la Sclerosi Multipla Onlus Cremona ). Esperienza e appuntamenti veramente da non perdere. Le mostre sono aperte a ingresso libero sino al 29 maggio dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 17,00 alle 19.00  ( chiuso il lunedì per turno  di riposo )
 

 

 

 

 

 Il “Cannone” non .. suona più 

lo strumento principe del “Violinista del Diavolo” in un “ sarcofago” di cristallo

 Foto: Il “Cannone” non .. suona più lo strumento principe del “Violinisita del Diavolo” in un “ sarcofago” di cristallo di Gualtiero Nicolini Alcuni anni fa, quando stavo dando alle stampe il mio romanzo su Giuseppe
 Guarneri del Gesù " Gli arcani dell'anima", chiesi all'amico Carlo Vettori, uno dei liutai italiani più validi, di scrivere, per quella che poi fu la prima edizione del libro, una appendice tecnica incentrata sulle opere più
 importanti del grande liutaio “ maledetto “ cremonese. Ne uscì uno studio di grande interesse in particolare sulla mostra di New York del 1994 nella quale erano stati esposti i suoi principali strumenti. Analizzando le note di Vettori emerge
 in maniera indiscussa ( d’altronde analogo giudizio è stato espresso anche da personaggi quali Peter Biddulph, Roger Hargrave, Stewart Pollens ) che “ il Cannone” è indubbiamente lo strumento migliore del Guarneri e che rappresentava
 il culmine della sua splendida carriera. Un po’ più largo rispetto agli strumenti precedenti, più bombato e con spessori più alti era in grado quindi di dare il suono voluto dal suo costruttore e datogli poi anche da Niccolò
 Paganini. Tutti sappiamo che proprio due giorni fa è uscito il film “ Il violinista del diavolo” di Bernard Rose nel quale il personaggio di Paganini è interpretato da David Garret il violinista tedesco statunitense ( è la
 prima volta che il personaggio di un musicista è interpretato in un film da un musicista ) che si dimostrerà sicuramente proprio per questo in grado di rendere giustizia alle evoluzioni musicali che resero famoso Paganini in un opera che otterrà
 di sicuro un successo notevole. A margine di questa notizia un’altra non meno particolare proprio perché il Garret si è recato ieri a Genova per rendere omaggio al “ Cannone” , al suo costruttore e al donatore che resta una
 delle figure più affascinanti della storia della musica ( Paganini lo ha donato infatti al Comune di Genova con regolare atto notarile in data 27 maggio 1837 ). In questa occasione forse perché pressato da giornalisti, fotoreporter, operatori
 Tv, al celebre musicista di oggi ed ora anche attore è stato concesso solamente e con mille precauzioni di prendere in mano il cimelio, di rigirarlo più volte, di ammirarlo per pochi minuti ma non di suonarlo! E questo in ottemperanza alle disposizioni
 rigidissime del Comune che in pratica relegano lo strumento ermeticamente chiuso in una teca del Palazzo Doria Tirsi. E vero che il manico, corto e poco inclinato si sta consumando e che nessun restauratore lo ha più toccato dal 1937 (dopo Cesare Candi)
 e che anche i bordi superiori del fondo necessiterebbero di indispensabili interventi minimi Lo strumento merita quindi giustamente di grande cura e nel caso anche di un utilizzo attento; andrebbe concesso al massimo solo a pochi musicisti e di grande spessore
 perché va salvaguardata l'originalità dell’opera e ……..la “presenza” di Paganini che ha impresso indubbiamente su di essa la sua grandissima personalità e non solo. Ad esempio egli posizionava il pollice
 sinistro sulla base del manico come punto di appoggio per raggiungere con le dita qualsiasi punto della tastiera e ciò è evidente e ben visibile così come lo strumento presenta anche una abrasione di parte della vernice in corrispondenza
 del mento in quanto ancora Paganini non ha mai usato la mentoniera. Ma nel passato si arrivava all’ “assurdo” di concedere lo strumento per due anni al vincitore del “Premio Paganini” e questo era certamente un grave errore, così
 come sulla carta una delibera del comune di Genova del 2003 prevede la possibilità ( e dico prevede perché non mi pare sia stata abrogata) di prestito e di uso temporaneo dello strumento che è stato suonato dai più celebri musicisti
 e che era noto per l’intensità, la sonorità, la potenza in particolare per le sue note acute e che si distingueva anche per la sua “aggressività”. Da un po’ di tempo solerti impiegati e responsabili funzionari particolarmente
 sensibili si sono impegnati per salvaguardare l’ opera.. forse fin troppo zelantemente- Mentre ad esempio i cimeli della Collezione del Comune ora nel Museo del Violino secondo alcuni viaggiano troppo e girano il mondo pur con mille garanzie ( accompagnatore
 emerito, scorte armate, viaggio in prima classe ecc ) il “Cannone” è ora praticamente sepolto nella sua “ cripta” di cristallo e non viene più suonato o rarissimamente anche dal conservatore contrariamente a quanto previsto
 comunemente per gli strumenti ad arco che secondo alcuni dovrebbero essere suonati quotidianamente. Uno studio dell’Università di Firenze commissionato dal Comune di Genova ha giustamente infatti evidenziato le difficoltà e i pericoli per
 lo strumento sottolineandone la originalità e la vernice intatta dell’epoca . Ma “est modus in rebus ”. Giusti tutti gli accorgimenti a nostro parere per tutelare l’opera ed evitare magari gli eccessi delle gestioni precedenti,
 ma appunto proprio ora che lo strumento sta per ottenere il massimo dell’ interesse grazie alla pellicola di successo si eviti per favore di “ ucciderlo” in un altro modo nel suo sarcofago di cristallo.

 

di Gualtiero Nicolini 

Il Cannone di Paganini in un sarcofago di cristallo

di Gualtiero Nicolini. Presidente ANLAI

Alcuni anni fa, quando stavo dando alle stampe il mio romanzo su Giuseppe Guarneri del Gesù " Gli arcani dell'anima", chiesi all'amico Carlo Vettori, uno dei liutai italiani più validi, di scrivere, per quella che poi fu la prima edizione del libro, una appendice tecnica incentrata sulle opere più importanti del grande liutaio “ maledetto “ cremonese.

Ne uscì uno studio di grande interesse in particolare sulla mostra di New York del 1994 nella quale erano stati esposti i suoi principali strumenti. Analizzando le note di Vettori emerge in maniera indiscussa ( d’altronde analogo giudizio è stato espresso anche da personaggi quali Peter Biddulph, Roger Hargrave, Stewart Pollens) che “ il Cannone” è indubbiamente lo strumento migliore del Guarneri e che rappresentava il culmine della sua splendida carriera.

Un po’ più largo rispetto agli strumenti precedenti, più bombato e con spessori più alti era in grado quindi di dare il suono voluto dal suo costruttore e datogli poi anche da Niccolò Paganini. Tutti sappiamo che proprio due giorni fa è uscito il film “ Il violinista del diavolo” di Bernard Rose nel quale il personaggio di Paganini è interpretato da David Garret il violinista tedesco statunitense ( è la prima volta che il personaggio di un musicista è interpretato in un film da un musicista) che si dimostrerà sicuramente proprio per questo in grado di rendere giustizia alle evoluzioni musicali che resero famoso Paganini in un opera che otterrà di sicuro un successo notevole.

A margine di questa notizia un’altra non meno particolare proprio perché il Garret si è recato nei giorni scorsi a Genova per rendere omaggio al “ Cannone”, al suo costruttore e al donatore che resta una delle figure più affascinanti della storia della musica ( Paganini lo ha donato infatti al Comune di Genova con regolare atto notarile in data 27 maggio 1837 ).

In questa occasione forse perché pressato da giornalisti, fotoreporter, operatori Tv, al celebre musicista di oggi ed ora anche attore è stato concesso solamente e con mille precauzioni di prendere in mano il cimelio, di rigirarlo più volte, di ammirarlo per pochi minuti ma non di suonarlo! E questo in ottemperanza alle disposizioni rigidissime del Comune che in pratica relegano lo strumento ermeticamente chiuso in una teca del Palazzo Doria Tirsi.

E' vero che il manico, corto e poco inclinato si sta consumando e che nessun restauratore lo ha più toccato dal 1937 (dopo Cesare Candi) e che anche i bordi superiori del fondo necessiterebbero di indispensabili interventi minimi Lo strumento merita quindi giustamente di grande cura e nel caso anche di un utilizzo attento; andrebbe concesso al massimo solo a pochi musicisti e di grande spessore perché va salvaguardata l'originalità dell’opera e … la “presenza” di Paganini che ha impresso indubbiamente su di essa la sua grandissima personalità e non solo.

Ad esempio egli posizionava il pollice sinistro sulla base del manico come punto di appoggio per raggiungere con le dita qualsiasi punto della tastiera e ciò è evidente e ben visibile, così come lo strumento presenta anche una abrasione di parte della vernice in corrispondenza del mento in quanto ancora Paganini non ha mai usato la mentoniera.

Ma nel passato si arrivava all’ “assurdo” di concedere lo strumento per due anni al vincitore del “Premio Paganini” e questo era certamente un grave errore, così come sulla carta una delibera del comune di Genova del 2003 prevede la possibilità ( e dico prevede perché non mi pare sia stata abrogata) di prestito e di uso temporaneo dello strumento che è stato suonato dai più celebri musicisti e che era noto per l’intensità, la sonorità, la potenza in particolare per le sue note acute e che si distingueva anche per la sua “aggressività”.

Da un po’ di tempo solerti impiegati e responsabili funzionari particolarmente sensibili si sono impegnati per salvaguardare l’ opera.. forse fin troppo zelantemente- Mentre ad esempio i cimeli della Collezione del Comune di Cremona ora nel Museo del Violino secondo alcuni viaggiano troppo e girano il mondo pur con mille garanzie ( accompagnatore emerito, scorte armate, viaggio in prima classe ecc), il “Cannone” è ora praticamente sepolto nella sua “ cripta” di cristallo e non viene più suonato o rarissimamente anche dal conservatore contrariamente a quanto previsto comunemente per gli strumenti ad arco che secondo alcuni dovrebbero essere suonati quotidianamente.

Uno studio dell’Università di Firenze commissionato dal Comune di Genova ha giustamente infatti evidenziato le difficoltà e i pericoli per lo strumento sottolineandone la originalità e la vernice intatta dell’epoca. Ma “est modus in rebus ”. Giusti tutti gli accorgimenti a nostro parere per tutelare l’opera ed evitare magari gli eccessi delle gestioni precedenti, ma appunto proprio ora che lo strumento sta per ottenere il massimo dell’ interesse grazie alla pellicola di successo, si eviti per favore di “ ucciderlo” in un altro modo nel suo sarcofago di cristallo

 

 

 

 

 

 

 

APPROVATI I  NUOVI REGOLAMENTI DEI CONCORSI ANLAI 2014 

 

 

 

 MAGGIO 2014    8° CONCORSO NAZIONALE STRUMENTI AD ARCO - CREMONA ROMA

SETTEMBRE 2014      4° CONCORSO INTERNAZIONALE STRUMENTI ANTICHIZZATI DI PISOGNE ( Cremona- Lovere

CONCERTI DEL VENERDI' ANLAI

iniziata la registrazione dei nostri  concerti 

 

 

 

Notevole successo dell'orchestra dell'Accademia La Certosa diretta dal m° Paolo Fumei che si è esibita ieri nella chiesa di Brancere accompagnando in alcuni brani di Vivaldi e di Mozart la splendida voce del soprano Dominika Zamara una delle artiste più promettenti nel panorama lirico europeo che ha aperto I CONCERTI DEL VENERDI' DELL'ANLAI che andranno anche in onda in TV su Cremona 1 
Ottime le interpretazioni dei musicisti dell'orchestra e in particolare del primo violino Michele Lot.
E' seguito il concerto per organo e viola in cui si sono esibiti il m° Alessandro Lupo Pasini e il violista Wim Janssen che hanno anch'essi ottenuto grande successo con un repertorio classico religioso

 

 

RITROVATO IL VIOLINO POGGI

RUBATO ANNI FA' A ROBERTO REGAZZI

ne siamo lieti !!!

 

 

I carabinieri ritrovano violino da 200mila euro

 

 

 

                     BISIGNANO

           UN BORGO LIUTARIO

                 CHE VIVE 

 

 

 

 

Bisignano osservato speciale? Sì, per la sua eccellenza: la liuteria. Il presidente Gualtiero Nicolini dell’Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana ha visitato, per la prima volta, la città dei liutai. Nicolini, massimo esperto di liuteria italiana e internazionale, ha voluto testimoniare il suo interesse concreto per il progetto “Bisignano, risuona la storia di un borgo che vive”. “Questo progetto di promozione merita tutto il mio sostegno e la collaborazione dell’associazione - ha spiegato Nicolini, durante un incontro con il presidente della Fondazione Carical, Mario Bozzo - perché può dare finalmente un futuro all’antica tradizione liutaia bisignanese. Una lunga storia, incarnata dai maestri Nicola e Vincenzo De Bonis,  che rischia l’estinzione e che quindi deve essere conservata e  tramandata nel segno della continuità. Una volta avviato il progetto, non può e non deve fermarsi”.  L’Amministrazione comunale di Bisignano persegue con determinazione la realizzazione di questa iniziativa, coordinata dall’Associazione Trait d’Union, che prevede l’apertura del Museo della liuteria, la nascita della nuova Scuola di Alta Formazione di Liuteria, la realizzazione del Festival internazionale della chitarra battente e degli strumenti a corda e la riqualificazione del borgo storico.

Al progetto hanno già aderito importanti istituzioni: la Fondazione Carical, la BCC Mediocrati, la Provincia di Cosenza e la Camera di Commercio di Cosenza. Con la visita di Gualtiero Nicolini e la sua autorevole esperienza (in particolare sulla Scuola di Liuteria di Cremona),  il progetto “Bisignano, il borgo che vive” conquista un’importante riconoscimento e rinnovata forza per proseguire nella sua complessa realizzazione.

Tra i primi obiettivi del progetto l’apertura del Museo della liuteria, sul quale il presidente dell’ANLAI ha espresso apprezzamento per la struttura e la posizione, indicando quali sono oggi le prerogative di un museo: partecipazione e innovazione. Entusiasta anche il parere sulla Scuola di liuteria, chiusa da circa 8 anni, è una struttura molto grande e ben attrezzata che Nicolini auspica diventi una sorta di Accademia di alta formazione per studenti provenienti da tutto il mondo “perché - ha ribadito il presidente - solo un carattere internazionale potrà dare richiamo e fama alla scuola. Gli studenti, come succede all’estero, devono essere culturalmente all’altezza, laureati o con una buona istruzione. E devono venire a Bisignano per imparare con maestri liutai di fama internazionale che hanno voglia di studiare e sperimentare il metodo De Bonis. Un metodo che non è stato ancora divulgato e che meriterebbe una pubblicazione”.

Tappa all’insegna della bellezza, la visita alla nuova bottega di Rosalba De Bonis, erede della dinastia di liutai De Bonis, che ha mostrato al presidente Nicolini stupendi strumenti realizzati da Vincenzo: violini, chitarre classiche e battenti, mandolini. “Sono tutti magnifici!” ha commentato il presidente, accompagnato da un membro del consiglio direttivo ANLAI, Roberto Villa, che ha dedicato agli strumenti un vero servizio fotografico. Un pezzo è stato giudicato con particolare attenzione da Nicolini: la prima chitarra classica realizzata da Rosalba che realizza già ottime chitarre battenti. “L’Associazione certifica le produzioni di qualità, filmando il processo di produzione dello strumento – ha spiegato Nicolini – dalla scelta del legno fino all’ultimo passaggio. Questo è l’unico modo per garantire e accertare la qualità. Credo che Rosalba De Bonis abbia le carte in regola per partecipare alla nostra certificazione.”

Il tour bisignanese è stato seguito dall’assessore alla Cultura, Damiano Grispo, che ha mostrato al presidente tutte le potenzialità turistiche e culturali della città: il Museo Diocesano, le numerose chiese e la Riforma dedicata a Sant’Umile che, dopo il restauro, sarà restituita ai fedeli e al pubblico.

Bisignano chiama, l’Italia risponde. “Mi impegnerò per la realizzazione di numerosi appuntamenti musicali e culturali prima dei grandi eventi di apertura del Museo e della Scuola – ha sostenuto Nicolini – adesso che ho imparato la strada. Sarò qui molto più spesso. Grazie Bisignano.”.

 

 

 

 

 Francesca Alonzo

 

 

 BASTA NON SCHERZIAMO PIU' 

 

 

 

Preg.mo Sig Presidente Corte di giustizia dell’Unione Europea
Palais de la Cour de Justice
Boulevard Konrad Adenauer
Kirchberg L-2925 Luxembourg
Luxembourg

Preg.mo Sig Presidente Giorgio Napolitano 
Piazza del Quirinale, 0018

Preg.mo Sig Presidente Corte dei Conti
Viale Giuseppe Mazzini, n. 105
00195 Roma - Italia

Preg.mo Sig Presidente Senato della Repubblica
Piazza Madama, 00186 Roma
Preg.mo Sig Presidente Camera dei deputati
Piazza Montecitorio 00186 - Roma


Cremona 3.1.2014 

Riportiamo l’ articolo dell’Espresso per rimarcare la nostra indignazione e l’auspicio che possano essere rilevate nella legge di stabilità inadempienze dal punto di vista legale e legislativo e chiediamo pertanto l’annullamento o nuove disposizioni di legge correttive degli emendamenti approvati 
Distinti saluti 
CDN Anlai 

Dire che siamo indignati, è dire poco: è un'indecenza”. Marco Parri, direttore generale della fondazione Orchestra della Toscana, una delle più prestigiose in Italia, testimonia la rabbia che sembra pervadere, in questi giorni, tutto il comparto della musica classica.
E d'altro canto, la vicenda è di quelle che dimostrano come alcuni dei princìpi sanciti dai padri costituenti – l'uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge (articolo 3), o il dovere di imparzialità della pubblica amministrazione (articolo 97) - nel Belpaese contino ancora poco o nulla rispetto alla regola aurea canonizzata dal vecchio George Orwell: “Tutti gli animali sono uguali. Ma alcuni sono più uguali degli altri”.
Questi i fatti. Con due distinti emendamenti alla legge di stabilità approvata lo scorso 27 dicembre, il parlamento ha devoluto un contributo straordinario a favore di altrettante orchestre: 300 mila euro, per I virtuosi italiani di Verona; e 1 milione di euro per l'Orchestra del Mediterraneo presso il San Carlo, che per inciso non esiste ancora (dovrebbe essere costituita nei prossimi mesi con un bando rivolto ai “giovani musicisti del bacino del Mediterraneo”).
A guardarla con gli occhi del profano, l'iniziativa potrebbe apparire addirittura meritevole, visto che si parla sempre dell'esigenza di sostenere maggiormente la cultura. In realtà, per scoprire le magagne, basta andare appena sotto la superficie.
In primo luogo, una considerazione preliminare. La legge di stabilità serve a regolare la vita economica del Paese: è lo strumento di attuazione degli obiettivi programmatici, non certo il bilancio di un piccolo Comune, con cui si assegnano finanziamenti straordinari a bande musicali o sagre di paese.Inoltre, come evidenziano molti autorevoli rappresentanti del settore che abbiamo interpellato, aggirando le leggi vigenti, si crea una situazione di privilegio che penalizza i diritti di altre orchestre, mortificando il merito e la trasparenza.
Da circa 20 anni, infatti - e cioè da quando è stato istituito il Fus (Fondo unico per lo spettacolo), per “fornire sostegno finanziario a enti, istituzioni, associazioni, organismi e imprese operanti in cinema, musica, danza, teatro, circo e spettacolo viaggiante” - ogni contributo viene erogato dal ministero esclusivamente previa valutazione dei progetti da parte di un'apposita commissione consultiva, che giudica sulla base di parametri oggettivi.
Criteri che, a seguito delle polemiche degli anni scorsi sulla gestione clientelare dei fondi, a partire dal 2007 (decreto Rutelli), si sono fatti sempre più stringenti e selettivi.
E nel caso di specie, i contributi destinati a I virtuosi italiani e all'Orchestra del Mediterraneo non scaturiscono da alcuna valutazione tecnica di un progetto: rappresentano un riconoscimento dovuto alla “benevolenza” di singoli parlamentari.
In particolare, a perorare la causa dell'orchestra veronese sarebbe stata la senatrice di Forza Italia, Cinzia Bonfrisco (anche se la firma sull'emendamento è del deputato del Nuovo Centro Destra, Antonio Leone). Mentre, a dar credito alle voci di corridoio, per il milione di euro a favore di quella del Mediterraneo, si sarebbe speso direttamente il ministro della Difesa Mario Mauro, amico personale della soprintendente del San Carlo, Rosanna Purchia (che ha lavorato per trent’anni al Piccolo di Milano).
Ed oltretutto, la copertura finanziaria non è avvenuta con risorse aggiuntive: bensì, tagliando al Fus i soldi necessari."Prima dell'approvazione della legge di stabilità – racconta Parri – abbiamo provato a spiegare, attraverso la mediazione di qualche deputato amico, che si trattava di uno schiaffo dato a tutte le altre orchestre italiane, che rispettano le norme vigenti e che hanno regolarmente partecipato al bando. Ci hanno risposto che, essendo stata posta la questione di fiducia, non si poteva fare più nulla. Certo, mi piacerebbe sapere cosa ne pensa il ministro Bray, considerato che la vicenda vanifica tutti i suoi sforzi, concretizzati col cosiddetto 'decreto Valore', per porre fine ad un utilizzo del Fus improntato alla logica della sovvenzione, vincolando i finanziamenti alle reali esigenze produttive. Alla base di tutto dovrebbe esserci il valore effettivo degli artisti, non le logiche clientelari. Ma sarebbe interessante anche capire in che modo saranno utilizzati i fondi destinati all'orchestra del San Carlo, sulla quale non si possiede alcun elemento di valutazione: anche perché nella maggior parte dei casi la creazione di nuove orchestre serve solo a finanziare contratti integrativi”.Paolo Maluberti, presidente delle Ico (Istituzioni concertistico-orchestrali), ricorda che “da anni il Fus è oggetto di continui tagli. E quest'anno – sottolinea - alle Ico sono stati sottratti ulteriori 500 mila euro. Ma, paradossalmente, si spendono 1 milione e 300 mila per finanziare extra-budget un'orchestra privata ed un'altra che non esiste ”. Per Franco Petracchi, uno dei più grandi musicisti italiani viventi (accademico di Santa Cecilia, caposcuola del contrabbasso, cofondatore con Accardo, Giuranna e Filippini dell'Accademia per archi "Walter Stauffer"), il problema è alla radice: “Il settore vive una fase difficilissima. Anche orchestre e kermesse che possono vantare una storia e un prestigio consolidati da anni, e universalmente riconosciuti, rischiano di scomparire per le difficoltà finanziarie. Si sa già, ad esempio, che quest'anno chiuderà i battenti l'attività concertistica Chigiana: resteranno solo i corsi. E forse anche il Maggio Musicale Fiorentino, che probabilmente, se si fosse visto riconosciuto il milione di euro concesso all'orchestra del Mediterraneo, sarebbe riuscito a salvarsi. In questa situazione già drammatica, è evidente che la politica dovrebbe evitare le ingerenze indebite, che ci riportano a 40 anni indietro”.
Ma è davvero così? Accadevano cose del genere nella Prima Repubblica? Abbiamo provato a chiederlo a un esperto come Paolo Cirino Pomicino: “Ma scherza? Ai miei tempi non s'è mai visto nulla di simile: un contributo a un'associazione o ad una manifestazione stanziato direttamente in Finanziaria, come spesa corrente. Certo, poteva capitare di dover sostenere un progetto, un'iniziativa: ma lo si faceva in conto capitale, stanziando i fondi nel bilancio del ministero di riferimento, che poi provvedeva a girarli a chi di dovere. Mi domando perché abbiano commesso un errore così marchiano: forse non si fidano del ministero?”.
In realtà, la ragione è più semplice: in base ai criteri stabiliti dalla normativa vigente, le due orchestre di cui sopra non avrebbero potuto beneficiare del sostegno ministeriale. Non solo, infatti, “nessun soggetto può essere ammesso a contributo se non ha svolto almeno tre anni di attività nel settore musicale”. Ma una delle precondizioni dell'ammissibilità dei progetti è rappresentata dall'avere entrate proprie “non inferiori al 50 per cento del contributo richiesto”. In pratica, come si diceva, si finanzia solo chi è in grado di stare davvero sul mercato. 
Ma Pomicino va oltre: “Quello della 'legge mancia', cioè dell'obolo concesso a fine anno ai singoli parlamentari, che poi lo gestiscono a piacimento, è un malcostume introdotto da Tremonti. L'ho scoperto quando sono rientrato in parlamento, nel 2006. Ma oltre ad essere eticamente discutibile, un vero segno di degrado, è economicamente insostenibile coi tempi che corrono. E credo che la responsabilità di quanto avvenuto vada attribuita anche e soprattutto ai presidenti delle commissioni Bilancio delle due Camere, che avrebbero dovuto garantire un filtro alle proposte insensate: così, almeno, accadeva ai miei tempi”.
02 gennaio 2014

 

 

 

 

 Qualche considerazione sulla presentazione a Milano di “Mondomusica” New York, salone degli strumenti musicali promosso dall’Ente Fiera Cremona. Saranno presenti il Sindaco di Cremona Oreste Perri, il Presidente della Provincia Massimo Salini, il Presidente della Camera di Commercio Giandomenico Auricchio, nonché Presidente del Consorzio Liutai A. Stradivari ed il Presidente del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.

All’evento non parteciperanno invece gli esponenti di altre Istituzioni di prestigio sia cremonesi che italiane e le associazioni liutarie.

Si apprende anche che al Salone di New York, dal 15-17 marzo 2013, esporranno in uno stand collettivo i liutai del Consorzio A. Stradivari di Cremona, altri 5 stand saranno occupati da liutai di Cremona aderenti al Consorzio mentre la presenza di liutai italiani che non operano a Cremona sarà molto esigua.

Le nostre previsioni si sono pertanto avverate e a New York si verificherà l’assenza di molti esponenti della buona liuteria cremonese, quella degna di essere esportata e che a nostro avviso si doveva far conoscere al meglio delle sue qualità e della sua unicità, anche in terra statunitense, dove la Cina si sta insediando con un artigianato di profilo inferiore ma a prezzi concorrenziali e dove saranno presenti invece molti paesi nostri “ concorrenti” in una passerella da noi creata grazie anche ad eventi di prestigio e agli strumenti e ai cimeli Stradivariani .

Vogliamo ricordare che negli ultimi mesi, l’ A.N.L.A.I aveva avanzato la proposta di un contributo consistente per i liutai cremonesi in modo che fossero invogliati a partecipare ed aveva auspicato un colloquio serio e costruttivo; New York avrebbe potuto essere l’occasione per compattare il mondo della liuteria smorzando le polemiche.

Insistiamo quindi nell’affermare che, a nostro parere, l’esiguo numero delle adesioni al Salone di New York è la conferma di un imperdonabile errore e lascia l’amaro in bocca a chi avrebbe potuto rappresentare altrettanto degnamente “ l’arte di saper fare il liutaio” nel mondo.

In un momento in cui il riconoscimento dell’UNESCO e la consacrazione di un Museo del Violino offrono nuovi orizzonti sul mercato internazionale, non vi è stata la sensibilità sufficiente per dare a chi non ha accesso ai finanziamenti pubblici la possibilità di essere presente e sentirsi parte di una realtà artigianale forte ed è questo un altro episodio che non va certo a ristabilire l’armonia e la collaborazione fra i diversi protagonisti del mondo liutario ed a favore del mercato artigianale di qualità.

Ci poniamo anche una domanda : perché le forze politiche impegnate proprio in questo momento di campagna elettorale non hanno nulla da dire al riguardo?

L’esecutivo ANLAI
Prof. Gualtiero Nicolini
Presidente A.N.L.A.I. (Associazione nazionale liuteria artistica italiana)

In data  11 febbraio alle ore 12,00 circa ai  mestri liutai  cremonesi è giunta la seguente e mail    da parte di Mondomusica a New York che offre opportunità di contributi così formulata:

 

  " Ho il piacere di informarla che la REGIONE LOMBARDIA ha predisposto un bando per la concessione di contributi per la partecipazione a Mondomusica a New York 15-17 Marzo 2013 " si affretti!i posti ancora disponibili per partecipare sono pochissimi! "

 

ALCUNE CONSIDERAZIONI ANLAI 

1) Meglio tardi che mai  2) A Milano alla Conferenza stampa era stato dichiarato che  i posti erano  tutti esauriti  3) Se i nostri appelli ANLAI e le nostre critiche  fossero entrambi serviti  a riuscire a presentare a New York la nostra liuteria al meglio  non potremmo che esserne felici  4) Ma se si fosse voluto veramente trovare  soluzioni " accettabili"  sarebbe stato molto meglio  muoversi  prima e con spirito veramente costruttivo.

ESECUTIVO ANLAI 


 

Mondomusica 
a New York è un evento 
per pochi

8 febbraio, 2013    

 

 

 

Gualtiero Nicolini (Anlai) rivela la clamorosa occasione persa da Cremona in Cina

da QUADERNICORSARI • 5 FEBBRAIO 2013 • PRINT-FRIENDLY

 

 

 

 

 

In margine all’intervento del Presidente della Fondazione Stradivari Bodini che ha affermato giustamente che nei prossimi anni 200 milioni di cinesi visiteranno l’Europa dei quali almeno 20 mila dovrebbero venire in Italia aggiungendo che però ci vuole marketing, desidero fare una piccola precisazione : solo qualche anno fa l’ANLAI ( il sottoscritto personalmente ) propose al Comune di Cremona il gemellaggio con la città di Suzhou definita la Venezia cinese (allora ancora ” a misura d’uomo ” mentre ora ha raggiunto vari milioni di abitanti ) grazie alla disponibilità del regista cinese vincitore di due Oscar Gu Rong che era venuto in città sperando di poter realizzare un film su Guarneri del Gesù ( era interessato al mio libro ” Gli arcani dell’anima” ).

Dopo qualche scambio di lettere e di inviti non raccolti la cosa è decaduta anche perché, come ho detto, nel frattempo, come tutte le città cinesi, anche Suzhou si è notevolmente sviluppata.
Ripensandoci adesso : che grande occasione perduta per la città ( e per l’Italia) ! Una delle tante purtroppo !

Gualtiero Nicolini Presidente ANLAI

 

 

 

 

 


RELAZIONE DEL PRESIDENTE ANLAI AL  CONVEGNO DI COSENZA  14 Novembre 2013 

BISIGNANO RISUONA LA STORIA DI UN BORGO CHE VIVE 

Comune di Bisignano - Provincia di Cosenza -Fondazione Carical-CCIAA Cosenza-  BCC Mediocrati 

Laliuteria è sicuramente un settore di nicchia,  come si suol dire,  specie in Italia dove la musica,  che è stata un elemento  importantissimo  nel passato,  è relegata ora dai nostri governanti e  ormai da tempo,   in  una situazione pietosa.

Mi riferisco allo studio della   musica nelle scuole che  è praticamente inesistente, mi riferisco alle leggi sui conservatori che sono  le più assurde, mi riferisco alla legislazione sui teatri, sulle orchestre, sui concorsi per l’accesso all’insegnamento e potrei continuare sottolineando anche esempi delle tantissime lacune, delle incongruenze, degli intoppi burocratici, delle  incapacità, delle  incompetenze legislative ….ma ve le risparmio.

Piange il cuore vedere quando siamo all’estero in quasi tutti i paesi europei giovani che  girano per le città con in mano o a tracolla strumenti musicali, cosa che non vediamo quasi mai qui  in Italia ;  al massimo  possiamo vedere qualche giovane con la chitarra ed è già  comunque qualcosa.

Piange il cuore vedere  sempre all’estero  i teatri pieni di giovani che assistono ai concerti, alle opere,  ai balletti ed invece qui da noi  nei teatri  .. quasi nessun giovane

Qui semmai li vediamo anche in folle oceaniche  attratti da “Amici”  e  dalle selezioni di “ X  factor”   ed  anche  nei  concerti musica leggera ed è  già , ripeto, comunque qualcosa.  

Ma non voglio divagare volevo solo sottolineare  che in un sistema di questo tipo a livello nazionale,  viste queste  premesse ed il disinteresse dei nostri governanti per la musica in generale, malgrado il  gloriosissimo passato,  la liuteria non può essere in Italia un fenomeno di massa.  

Eppure musica significa linguaggio universale, significa armonia,  comprensione, collaborazione.  A questo proposito desidero fare  un esempio concreto:  ho organizzato per alcuni anni con la Disma,  l’associazione che raggruppa  importatori ed esportatori di strumenti musicali,   un concorso nelle scuole.

Seguivo solamente  il settore delle ricerche.  mentre altri si interessavano   dei piccoli complessi  scolastici che venivano invitati ad  esibirsi  e ad effettuare  delle registrazioni  per  la loro partecipazione  al concorso.

Il mio compito era  quindi riferito solo alle  ricerche che dovevano  vertere su di un argomento  musicale,  su  un autore classico ad esempio,  o  su  uno strumento musicale,  sulle tradizioni musicali ecc

Unica clausola richiesta era ovviamente quella che  le  ricerche dovevano  essere interdisciplinari.  

L’invito  arrivava quindi dalla Disma a tutte le scuole d’ Italia  con manifesti, locandine, pieghevoli, materiale divulgativo  ecc eec  e… questi eranopoi  i risultati:   il 99.9 % degli istituti  ... non aderiva.

1)   perché le segreterie  cestinavano subito l’invito appena arrivato

2)   perché,  se l’invito  arrivava  ai direttori didattici,  quasi tutti lo fermavano

3)    perché, se la proposta  arrivava al Collegio docenti,  se già non era stato fermato dal Consiglio di Istituto, in genere quasi tutti  lo bocciavano  

4)   Risultato finale  era appunto che  partecipava al concorso  l’1 per mille delle scuole :   si e no  un centinaio di  classi  in totale in  tutta ITALIA .

Il motivo ? La paura di dover lavorare troppo ? La paura di  confrontarsi? Il timore di perdere  qualche ora che poteva essere dedicata ad altre materie ?

Eppure quando arrivavamo alle premiazioni a Rimini i docenti di quelle pochissime classi che avevano deciso di partecipare  ci dicevano entusiasti che l’esperienza era stata molto positiva, che quella ricerca interdisciplinare aveva coinvolto veramente  tutti i loro allievi,  anche coloro che sempre si erano  dimostrati  in passato i  più svogliati e refrattari allo studio  e disinteressati ad ogni stimolo,   che si erano invece in questa occasione  impegnati seriamente accanto agli altri allievi della classe sulla ricerca,  sullo  strumento musicale  e magari avevano costruito insieme  uno violino di carta o un flauto con una canna di bambù ….faccio solo degli esempi.

 

 

 

La classe ne aveva  guadagnato in  disciplina,   in  collaborazione,  nell’ interesse anche per le altre materie.  Si era  riusciti ad amalgamare tra loro i giovani, a suscitare  in loro l’ interesse per lo studio in genere  ad instaurare un clima di  collaborazione tra di loro che andava oltre le ore di lezione  E questo in ogni classe che aveva partecipato al concorso.

Scusate la premessa forse troppo lunga ma, stando così le cose non è certo possibile pretendere  che  liuteria possa essere nel nostro paese qualcosa di più di un piccolo mondo  molto ristretto.

 
Ma la liuteria  interessa innanzi tutto i nostri musicisti quelli del settore  cioè chi suona e  chi studia  gli strumenti ad arco, a  pizzico,  a plettro. 

Interessa   i  collezionisti;   parlo soprattutto ovviamente e  specialmente  per gli strumenti  ad arco che hanno raggiunto quotazioni astronomiche. Uno Stradivari,  un Guarneri del Gesù o uno strumento degli altri  Guarneri,   di  Ruggeri  o Bergonzi  per citare qualche nome, hanno oggi quotazioni  impensabili nelle aste di Christie’s di New York o  dei Sotheby di Londra  ( è di questi giorni l’asta  del  violino del Titanic che è stato battuto a un milione di euro )  ma notevoli valori  sono stati raggiunti  anche per gli autori  dell’ ottocento come  un  Pressenda o  un Rocca ad esempio per dire  due  nomi qualsiasi ed  anche  per liutai del primo novecento e  addirittura anche per la liuteria moderna e contemporanea le quotazioni sono oggi molto alte.

Le opere liutarie  hanno avuto  infatti in questi anni una rivalutazione elevatissima  e sono considerate  uno dei beni rifugio  più interessanti.

Addirittura banche  e fondazioni hanno acquistato  strumenti di grandi liutai del passato e i grafici di rendimento degli ultimi 20 anni mettono appunto gli strumenti musicali tra i primi posti come maggiore utile investimento.

La liuteria  quindi interessa il commercio con l’estero  La vendita all’estero  dei nostri prodotti   ha come  aspetto negativo il depauperamento del nostro patrimonio artistico  in quanto malgrado  esistano seri vincoli all’esportazione di opere d’arte  quasi  tutti  i commercianti  - sia italiani che stranieri   - non  li rispettano e/o  sanno come aggirarli. Ma, restando comunque nel campo degli strumenti  moderni  e contemporanei,  la vendita all’estero è un  importante aiuto alla bilancia commerciale  del nostro paese.

La liuteria infine interessa il turismo

 A questo proposito ho apprezzato e condiviso la relazione e lo studio  della dott.ssa Francesca Alonzo  che è alla base di questo convegno.

 Vorrei dare  solo alcuni dati a riferiti a Cremona in quest’ultimo periodo;  

grazie alla inaugurazione del  Museo del violino  in un solo mese sono giunti appositamente  in città 8 mila visitatori e le casse  dell’ente hanno registrato un’ entrata di 130 mila euro (per la verità se ne sono spesi in 4 mesi un milione e 400 mila   ma questa è un’altra storia anche perché bisognava mettere  la struttura a regime  e vedremo inoltre come poter risolvere il problema della manutenzione  di questo palazzo e delle collezioni)

Voglio solo sottolineare che 8 mila persone e 130 mila euro di entrate sono cifre di un certo valore ed un fattore molto positivo che devono far riflettere anche altre realtà.

Altro argomento interessante   che vorrei evidenziare  relativo alla liuteria sono i Concorsi anch’essi molto importanti  per far conoscere le località ove si svolgono e incrementare il turismo.

Come Anlai,  senza falsa modestia, posso dire che siamo l’unica  associazione che li organizzano in alcuni settori  e una delle poche  in altri  . 

Nel campo degli strumenti ad arco in Italia infatti vi è un solo concorso  importantissimo che è la Triennale  degli strumenti ad Arco di Cremona che ha però dei costi elevatissimi.  Richiama ogni tre anni  circa 6oo liutai da tutto il mondo,   ha una giuria strepitosa  in ogni edizione ma appunto  costosissima e a volte anche molto interessata.

 L'Anlai organizza annualmente un concorso nazionale  che è giunto ormai alla ottava  edizione ed in precedenza ne abbiamo organizzati altri otto  a Baveno  come Ali   Si trattava di  un concorso  biennale  pertanto abbiamo  coperto un periodo temporale di  16 anni  ed in  conclusione questo in settore siamo …. sulla “ breccia “  da oltre  24 anni ! 

Organizziamo sempre come Anlai anche  il concorso internazionale  - unico al mondo - per strumenti ad arco antichizzati  che è giunto alla sua quinta  edizione  ( mi riferisco al concorso Anlai  di Pisogne).

Abbiamo infine organizzato anche tre concorsi per   “ copie di strumenti antichi “, un concorso di chitarra classica a Cremona mentre  a  Baveno abbiamo organizzato altre  quattro edizioni  di un  concorso internazionale  sempre di chitarra classica

Tutto ciò premesso, possiamo dire che l’Anlai ha una esperienza che nessuno  in Italia e  in quasi tutta Europa e nel mondo può vantare.

Rimanendo in questo settore  mi sembra giusto ricordare  i concorsi  sicuramente importanti con i quali non abbiamo alcun collegamento:   quello di  Celano in provincia di L’Aquila e quello di Monterotondo  località  sita vicino  a Roma

 

Vorrei quindi sottolineare il fatto  che località come Baveno e Pisogne  sono diventate famose per la liuteria ( e  per tutti coloro che  seguono questo settore e  si muovo attorno alla liuteria) ,  non solo in Italia ma in tutto il mondo poiché ad ogni edizione  hanno partecipato liutai che provenivano  da 40 e anche 50 nazioni di tutti i continenti e quindi  ne hanno parlato  giornali, tv ecc a livello internazionale

Posso sottolienare l'importanza di  Bagnacavallo,  la cittadina  romagnola che ha dato i natali al m° Lucci,  che ha visto per una trentina di anni la realizzazione di un concorso e della  mostra mercato  che erano diventati un punto di riferimento per  tutta la liuteria italiana

Nel corso degli anni  nel periodo  che va dell’inizio  ottocento alla fine  del novecento,  accanto a grandi città che organizzarono concorsi importanti come Milano,Torino, Roma, Napoli, Firenze,  Bologna,   Genova,  Palermo ecc  ci sono state altre città più piccole come  Cremona  ( famoso il concorso   del Bicentenario stradivariano voluto da Farinacci e costato un miliardo di lire  di allora e  quello poi del 1949 e successivamente le varie biennali degli  anni   sessanta che hanno preceduto la triennale degli strumenti ad arco )  ma anche Ascoli Piceno, Modena,  Padova quindi Pegli,  Ortona.

Piccole cittadine  come queste ultime   sono diventate  famosissime nel mondo sempre per il settore liutario come  Bagnacavallo,  Baveno,   Pisogne e  recentemente si è unita anche Mozzate dove nel suo castello del Seprio si è tenuto il 7° concorso nazionale di liuteria classica.

Bisignano ha avuto anch’essa  di recente il suo 1° concorso di liuteria di chitarra classica  così come ha avuto per tanti anni una scuola di liuteria importantissima.

A questo proposito le scuole di liuteria sono anch’esse molto importanti nel panorama liutario perché sono quelle che creano  gli artigiani e gli artisti  del settore.

In Italia ovviamente la più famosa è  quella Cremona,  la scuola che ha ormai 75 anni e in  cui sono stati  diplomati  coloro  che oggi sono considerati i migliori liutai italiani Francesco Bissolotti, Gio Batta Morassi e Renato  Scrollavezza per citare i più famosi.

Lo stesso Scrollavezza ha creato poi la scuola di Liuteria di Parma che è stata  annessa per anni al Conservatorio e all’Università   

 

Altra  scuola importante che si dedica anche agli archi,  al restauro e alle copie degli strumenti antichi è la Scuola civica di Liuteria di Milano. Poi abbiamo quella di Gubbio  del compianto   maestro Guerriero Spataffi indirizzata principalmente alle chitarre  ed infine  la Scuola di Pieve di Cento in provincia di Bologna  che ha più che altro un indirizzo hobbistico.

Bisignano aveva la scuola che si rifaceva alle tradizioni dei De Bonis che è stata chiusa otto anni fa e che pare possa  finalmente riaprire i battenti il prossimo anno se le notizie che ho non sono errate

Si sta aprendo  in questi giorni una scuola a Sesto fiorentino così detta la scuola toscana  che dovremo valutare  al più presto. Ci sono stati  inoltre in passato alcuni corsi  anche importanti in varie parti d’Italia così  come  ogni tanto leggiamo come in questi giorni magari su fb  che se ne aprirà uno a Roma a Santa Cecilia.

 Voglio citare invece il corso tenutosi a  Marineo  presso Palermo alcuni a anni fa in cui fu coinvolta l’Anlai.  Fu un corso che  vide  la formazione di alcuni liutai di un certo spessore che operano oggi in Sicilia  e che è stato chiuso malgrado la sua positività  dalla Regione  con un dispendio di denaro assurdo  non tanto  per il corso  (  anzi le spese  erano state molto limitate in questo senso )  quanto per aver  buttato via una esperienza estremamente positiva per aprire altre strade inutili senza alcuna prospettiva  di impiego e solo per motivi clientelari

Tornando alle scuole serie c’è da sottolineare che  richiamano molti allievi  spesso anche dall’estero. Vi è quindi la necessità che siano a numero chiuso

A Cremona  in questi 75 anni ci  sono stati allievi  di  un centinaio  di nazioni ma presenze di stranieri  si registravano e si registrano anche in altre scuole specie a Gubbio e a Parma

Ci sono quindi anche i corsi di archetti,  i corsi  di chitarra classica , corsi di strumenti a pletto e a pizzico, corsi di arpa ecc.  

A parte l’esperienza recente del  museo del violino e la sua Scuola,   Cremona da tempo esercita grande intesse turistico  soprattutto per i capolavori dell’arte classica dagli Amati  ( a cominciare dal  “Carlo IX di Francia”  di Andrea  agli strumenti di Nicola detto il grande )  agli Stradivari  ( il Cremonese 1715, il Vesuvio  ecc )  e agli altri strumenti classici da Guarneri del Gesù,  a  Ruggeri , Bergonzi  ecc  ma anche e soprattutto per i cimeli stradivariani donati a Cremona dal maestro liutaio  Giuseppe Fiorini di Bologna

Una parentesi  doverosa  : questo grandissimo personaggio cui si deve la rinascita della liuteria italiana  nell’ottocento, osannato in Germania dove si era trasferito  e divenuto capo della associazione liuteria tedesca è  stato bistrattato in patria e neppure ringraziato  concretamente per il grandissimo dono  da lui profumatamente oltrettutto  pagato direttamente  ( 100 mila lire  negli anni venti !!) a costo di grandi sacrifici personali  e che meriterebbe davvero qualcosa di grande

Cremona,  ingrata,  invece ancora oggi non gli ha dedicato neppure una strada,  una statua  e solamente  una inutile lapide !

Veniamo quindi alle mostre.  Non possiamo non parlare di Mondomusica  un salone importantissimo,  il più importante in Italia  per gli strumenti ad arco  che si tiene ogni  fine settembre  e che  da alcuni anni è  dedicato anche al pianoforte oltre che  agli strumenti ad arco. E’ una manifestazione importantissima ma che   sta  compiendo ultimamente,  a mio avviso,  errori madornali  in quanto organizza  anche  una specie di  un suo “doppione”   negli  Usa  ( “Mondomusica a New York” )  con il risultato di non rendere indispensabile  la presenza a Cremona di coloro che possono  quindi evitare la trasferta,  ma anche perché consente l’esposizione di strumenti di fabbrica ed  infine perché non riesce a creare un dialogo con la maggior parte dei maestri liutai di Cremona ecc

Accanto a Mondomusica ci sono da segnalare le mostre della Disma esempio quella di  Sarzana importante per la chitarra ( classica ed elettrica)  e  quella di  Bologna che nel passato aveva trovato sede a Rimini e a Milano 

Un esperienza interessante  si è tenuta in questi anni a Mutignano  un paese intero  degli Abruzzi aperto alla  esposizione di  strumenti

Sto volutamente facendo dei flash per indicare manifestazioni,  mostre concorsi,  la presenza di scuole  ecc   come punti di richiamo  ed  importanti per convogliare l’attenzione ed anche  la presenza in questi luoghi di molti visitatori

Un altro esempio:  come Anlai abbiamo organizzato quest’anno  alcune mostre di grande risonanza a Pisogne  : “I grandi quartetti della liuteria italiana” dove abbiamo presentato    una quindicina di quartetti  -  strumenti di non facile reperimento e di grande interesse  - dell’ottocento e del primo novecento di grandi autori italiani   e “Omaggio a Mario Maggi” in pratica  l’esposizione di un museo  di strumenti musicali di ogni tipo e di quindi grande interesse e successivamente  a Rimini nel  Museo della città abbiamo organizzato in collaborazione con il Comune  la mostra“ L’arte del suono; il mestiere del liutaio”  con quadri del Baschenis,  del Bettera ecc  che ritraevano  strumenti musicali ,  con sculture es  di Floriano Bodini   ( il bozzetto della statua  di Stradivari bambino )  e quindi  con opere di grandi liutai della scuola emiliano romagnola  da Soffritti,  Pollastri, Bignami Capicchioni  Utili, ecc sino ai giorni nostri, spiegando inoltre la costruzione dello strumento con i lavori delle scuole della Regione.  Moltissimi i concerti, la presentazione di opere liutarie, conferenze ecc

Vorrei citare anche una mostra sempre organizzata dalla nostra associazione a Pisogne  mostra di chitarre bettenti,   una conferenza  con un concerto  del m° Loccisano con la chitarra battente tenutesi alcuni anni fa’ per indicare che i De Bonis non sono certo una novità e una scoperta per noi dell’Anlai

Due righe solo per sottolineare che l’Anlai organizza anche molti concerti  e masterclass  e ha rapporti di grande importanza e amicizia con maestri  tra i più famosi che sono stati anche presidenti dei vari concorsi da Zakhar Bron a Yuri Bashmet,  Uto Ughi, Roby Lakatos  Cristiano Rossi, Massimo Quarta e al grande e compianto Slava Rostropovich

La mia relazione poterebbe ora essere molto più lunga ed esaustiva  per passare in rassegna  la liuteria in generale, i grandi liutai e la situazione attuale in Italia della liuteria

Molti sono i lati positivi  ma  molti anche quelli molto negativi.

Cercherò di sintetizzare i  vari concetti

Ancora oggi  la liuteria italiana  ( e cremonese in particolare )  è vista  come la migliore al mondo. Vari paesi,  compresa la Cina ad esempio,   dove si costruiscono strumenti che con l’archetto e la custodia  si possono acquistare in Italia per poche centinaia di euro,  hanno compiuto  importanti evoluzioni; basti pensare che nei concorsi internazionali degli ultimi anni americani, tedeschi  francesi,   russi,  slovacchi ecc ed appunto cinesi e giapponesi  hanno registrato affermazioni anche  eclatanti

Eppure nell’immaginario collettivo grazie a Stradivari e Guarneri la liuteria italiana è vista ancora e per fortuna come la migliore al mondo  e le valutazione degli strumenti italiani rispetto alle altre scuole liutarie lo dimostra,  

Se in uno strumento vi è la etichetta che indica  che è stato costruito a  Cremona vale di più,  se il liutaio ha il nome italiano idem.  E’ per questo che molti  liutai stranieri  si sono stabiliti a Cremona sia che abbiano conseguito il diploma alla Scuola  di Cremona o in altre scuole italiane sia che non  si siano neppure diplomati in Italia . L’8% dei liutai di tutto il mondo abita oggi a Cremona Molti stranieri hanno italianizzato il loro nome,  altri se lo sono cambiato per farsi credere italiani,  

Questa situazione così rosea  ( il primato della liuteria italiana intendo )  a molti operatori del settore disonesti non basta per cui assemblano strumenti,  per cui  li comprano all’estero Cina Bulgaria, ecc in bianco, per cui  li fanno costruire ad altri, per cui inseriscono la loro etichetta  in strumenti di altri,  per cui non rispettano i canoni  della costruzione classica  e persino il Consorzio Stradivari che dovrebbe essere sinonimo di garanzia certifica solo la provenienza degli strumenti non la loro qualità oppure al massimo  ultimamente certifica anche la qualità ma solo di quello strumento non  di  tutta la produzione di un maestro liutaio.  

Non vorrei insistere su questo argomento ma sottolineo  che Cremona  potrebbe rischiare  - e sarebbe anche giusto se non si corre ai ripari - di perdere  il riconoscimento Unesco appena ottenuto il che sarebbe un danno catastrofico  per tutta la liuteria italiana in generale.

Tuttavia gli enti preposti sembrano  far  orecchie da mercanti ai nostri richiami e solleciti accorati  e non approvano o non mettono in pratica misure che impongano l’obbligo di una  produzione certificata  che come ANLAI  abbiamo proposto e continuiamo a richiedere

Nel mio libro uscito  un paio di anni fa  “ Liutai in Italia  - Violin Makers in Italy “  ( una specie di vocabolario )  che fa seguito alla pubblicazione  di  “Liutai italiani di ieri e di oggi “  ed  ai libri sulla scuola di liuteria che ha visto la presenza di tantissimi liutai di oggi in Italia  segnalo dove risiedono,  dove hanno lavorato,  che tipo di produzione si deve loro  attribuire e in molti casi sono riportate  le loro foto e i loro cartigli,  le  loro etichette . Sono registrati migliaia di maestri liutai  di ieri e di oggi  professionisti  ma  la stragrande non professionisti perché la liuteria per molti è un secondo lavoro o un hobby che può dare soddisfazione anche di natura economica.

Ci sono indicate le varie scuole liutarie italiane perché a differenza di altri paesi nella nostra  penisola le scuole sono sempre state molte  e hanno ed hanno avuto caratteristiche particolari Ad esempio la scuola toscana  si avvicina per molti versi a quella tedesca, la scuola emiliano romagnola  è sparsa in mille località oggi come in passato quando  c’era un liutaio sotto ogni campanile che faceva anche il bottaro, il contadino, l’idraulico, il falegname, il restauratore di mobili o il meccanico delle biciclette.

 

Le scuole più importanti sono sempre state  le più antiche, quella cremonese e bresciana  ma anche la mantovana ;   la milanese fu la più famosa nel  premo ‘900  mentre quella piemontese ebbe  il  suo massimo splendore nell’ottocento : La scuola napoletana  si è sempre distinta anche per i mandolini  e chitarre e potremo parlare a lungo di questi argomenti particolari. Mi soffermo non solo per dovere di ospitalità sui  De Bonis.  Il capostipite fu Vincenzo  I  che iniziò  ad operare  agli inizi dell’ottocento seguito poco dopo da Antonio I e  Pasquale I. A loro seguiranno a metà ottocento Michele II,  Umile I, Giacinto I , Nicola I,   Francesco I  ed alla fine del secolo Antonio II e Rosario I ed ai primi anni del ‘900 Giacinto II  e  Nicola III. Le tradizioni familiari furono riprese quindi da Luigi  che è deceduto nel 2001 da Vincenzo II,   nato nel 1929, da   Costantino  che è nato  nel 1937  ed infine da Rosalba De Bonis l’ultima discendente.

Una famiglia  davvero di grandi maestri e con una tradizione invidiabile.

Nicola III è considerato tra i più grandi esponenti della famiglia e a lui si deve la nascita e la direzione della Scuola di Bisignano. Vinse molti concorsi e fu dichiarato fuori concorso in altri per le capacità indubbie dimostrate anche grazie alla tradizione familiare ed in particolare per la costruzione di chitarre battenti. Successivamente ci fu Vincenzo  che oltre alle chitarre battenti  si cimentò nella costruzione di chitarre classiche trionfando anche in molti concorsi  nazionali e internazionali.

E’ stato anch’egli valente docente della Scuola di Bisignano.

A conclusione  di questa mia relazione,  nel ribadire quindi l’importanza  della liuteria per il nostro paese nei vari settori  culturali, economici, di richiamo turistico ecc, voglio sottolineare l’importanza delle tradizioni liutarie della Calabria ed in particolare di Bisignano non solo per la chitarra battente e la chitarra classica e l’auspicio di un ulteriore sviluppo nell’interesse di tutti.

 

 

Gualtiero Nicolini  Presidente Anlai 

 

 P.S. 

L’auspicio dell'ANLAI è quindi che rinasca la Scuola di Liuteria di Bisignano , che si realizzi il Museo programmato ma che si riesca anche a stabilire una sinergia con nostra associazione duratura nel tempo  in modo che Bisignano e/o altre zone della Calabria possano richiamare l’attenzione nazionale con la realizzazione ad esempio di un concorso nazionale liutario, e/o con cicli periodici di masterclass, con un  premio  liutario annuale,   con qualsiasi altra iniziativa che potremo studiare e concordare insieme nell’interesse della liuteria italiana da una parte e del territorio calabrese dall’altro.

 

L’Anlai dichiara sin d’ora la sua completa disponibilità anche per i legami che Cremona ha con Cutro,  legami instaurati da tempo e frutto della presenza in città di un personaggio politico molto legato al suo paese di origine  ma anche alla sua terra di Calabria tutta e poiché siamo convinti delle effettive possibilità che strumenti come la chitarra battente possano avere uno sviluppo su parte del territorio nazionale e rappresentare le vostre antiche tradizioni anche a  livello internazionale . 

 

Fondazione Carical: presentazione del progetto “Bisignano, risuona la storia di un borgo che vive

 

 

 

14 NOVEMBRE 2013, 16:02 COSENZA ATTUALITÀ

 

Oggi alle ore 17.00 presso il Palazzo della Provincia di Cosenza avverrà la presentazione ufficiale del progetto Bisignano, risuona la storia di un borgo che vive, promossa dal Comune di Bisignano, in collaborazione con la Fondazione Carical, al Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza. Questa iniziativa è la prima tappa di un lungo viaggio dedicato alla liuteria d’autore, cha nella città di Bisignano ha parte delle sue radici, rappresentate dalla famiglia dei maestri De Bonis. Una lunga tradizione che va recuperata, valorizzata e promossa attraverso un percorso che prevede la costruzione del Museo della liuteria e la donazione di quattro strumenti realizzati dal Maestro Vincenzo De Bonis.

L’iniziativa – dichiara il Sindaco, Umile Bisignano – ha l’obiettivo organico e pianificato di creare, in un tempo relativamente breve, un sistema di sviluppo socio economico che crei lavoro in termini di turismo e nascita di attività produttive.

Bisignano, risuona la storia di un borgo che vive si propone di realizzare quattro macro obiettivi: l’apertura del Museo della liuteria e l’acquisizione della sua collezione; la riqualificazione del borgo storico; la realizzazione del Festival della chitarra battente e degli strumenti musicali a corda e la riapertura della Scuola di formazione per maestri liutai, cui affiancare un corso per gli istituti di pena minorili.

Al progetto hanno aderito la Regione Calabria, la Fondazione CARICAL, la Provincia di Cosenza, la Camera di Commercio di Cosenza e BCC Mediocrati. L’idea progettuale scaturisce dalla consapevolezza che il comune di Bisignano è in possesso di un ricco patrimonio storico-culturale la cui fruizione può contribuire alla progettazione e realizzazione di un’ampia offerta culturale, che ne valorizzi il territorio nel settore del turismo regionale oltre che in quello nazionale.

Il comune denominatore di tutte le attività sarà l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali, che favoriranno “l’ingresso” virtuale a utenti in tutto il mondo nel museo digitale della liuteria. La Fondazione Carical – afferma il Presidente, Mario Bozzo – partecipa volentieri a questo progetto nella convinzione che sarà la Scuola di liuteria a valorizzare il costituendo Museo e a dare un futuro alla memoria, con fondate prospettive di rilancio economico del territorio, soprattutto in favore dei giovani. Un Museo che si risolvesse soltanto nella custodia di ciò che è stato rischia di dire molto poco.

All’incontro parteciperanno Mario Bozzo, Presidente Fondazione Carical, Umile Bisignano, Sindaco di Bisignano, Gualtiero Nicolini, Presidente ANLAI (Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana), Francesca Alonzo, Giornalista esperta di nuove tecnologie per i beni culturali e Marcello Vitale, Chitarrista. Interverranno: Mario Caligiuri, Assessore regionale alla Cultura, Giuseppe Gaglioti, Presidente Camera di Commercio di Cosenza, Damiano Grispo, Assessore alla cultura Comune di Bisignano; Mario Oliverio, Presidente della Provincia di Cosenza e Nicola Paldino, Presidente BCC Mediocrati

 


Cremona Mondomusica, l'appello d

 

 

 

 

Cremona Mondomusica, l'appello del presidente Anlai Nicolini: "Visitatori in calo. Assenti Scuola di liuteria, importanti liutai e ditte storiche. Crediamo nella manifestazione: dibattito costruttivo per rilanciarla

 

 

 

CREMONA - Il futuro della costruzione degli strumenti ad arco, la promozione dell'attività artistica e artigianale collegata al settore, le occasioni all'orizzonte. Fa il bilancio dell'ultima edizione di Mondomusica e affronta i temi caldi che preoccupano gli addetti ai lavori il presidente dell'Anlai, Associazione nazionale liuteria artistica italiana, Gualtiero Nicolini. Pubblichiamo il suo  intervento. 

"Noi in “Mondomusica” ci abbiamo creduto. E quando dico noi intendo Il Consiglio Direttivo dell’Anlai ma non solo. Molti di noi ci hanno creduto, anche prima che l’Anlai nascesse, come responsabili o iscritti all’ALI, come docenti della scuola di liuteria, come liutai, come appassionati di liuteria, come collezionisti, come studiosi della materia, come cremonesi, come italiani.

Personalmente mi sono battuto “agli albori“ (in quanto a quei tempi non eravamo in molti ad interessarci di liuteria a Cremona ) sia perché nascessero le Biennali, poi perché le Biennali  si trasformassero in  un concorso internazionale e poi proprio perché nascesse a Cremona, che tutti consideravano  giustamente  la patria della musica,  un Salone per gli  strumenti musicali.

Erano i tempi in cui si parlava con Antonio Bergonzi di “Cremona piccola Ginevra”. L’idea era quella di far organizzare agli enti della città un salone di “tutti” gli strumenti musicali  ( quello che poi nacque a Rimini e poi a Bologna) ma ovviamente “accettammo” il salone degli strumenti ad arco un salone di élite che aveva una sua ragione.

Oggi credo di essere uno dei pochi favorevole anche a “Cremona pianoforte” in quanto entrambi (archi e pianoforti appunto) rientranti nelle tradizioni della città anche se forse riterrei più opportuno che le due mostre fossero organizzate autonomamente ma questo è un discorso secondario in questa sede.
Si è conclusa da poco questa edizione di Mondomusica. Al di là dei discorsi e degli articoli trionfalistici di certa stampa il parere di molti di noi è che Mondomusica stia in realtà regredendo; cento stand in meno in un solo anno a parte la crisi reale e mondiale non può essere visto come un segnale negativo per il futuro?

Anche il numero di visitatori (che poi sappiamo come vengono calcolati dai dati ufficiali), anche solo 700 in meno, non depone anch’esso sfavorevolmente? In Fiera tra i vari espositori ci è parso davvero che si respirasse quest’anno una certa aria di scontento e di delusione oltre alla rabbia di alcuni che non si capacitavano di tariffe degli stand  differenziate e a loro parere assolutamente ingiustificabili.

Non conosciamo il problema e non ci interessa affrontarlo in questa sede né dare giudizi al riguardo. Quello che invece ci preme sottolineare è l’aver notato ancora la mancanza in fiera di ditte storiche della liuteria cremonese da Scaramuzza, a Lucchi, alla Lac ecc., ma anche delle associazioni liutarie come l’Ali, della Scuola Internazionale di Liuteria sempre presente in passato mentre si sarebbe dovuto fare di tutto perché ci fossero magari tutte le scuole di liuteria  italiane e soprattutto la mancanza di molti importanti liutai della città e non solo che anche quest’anno hanno preferito allestire le loro mostre in varie parti della città all’esterno della fiera.

Val la pena continuare su questa strada ? Cui prodest? Esprimiamo qui la nostra grande motivata preoccupazione perché a nessuno può davvero far piacere la possibile crisi di una esperienza così importante.

L’Anlai che molti considerano spesso su posizioni “estremiste”  vuole farsi interprete da una parte del disagio di parte del mondo della liuteria cittadino e non solo ma dall’altra tentare una mediazione nell’interesse non solo della città ma della liuteria italiana nel suo complesso.

Per questo ci parrebbe utile se non necessario un serio esame di coscienza da parte degli organizzatori, da parte di chi detiene la responsabilità delle sorti future della manifestazione da parte di chi pensa già di ripetere l’esperienza americana che a parere di molti liutai cremonesi e italiani non è stata lo scorso anno certo molto produttiva per la nostra  liuteria (cremonese e italiana) e dall’altra la disponibilità ad un dialogo positivo anche da parte dei “contestatori” per la ricerca di soluzioni che possano rilanciare tutti insieme già dal prossimo anno la manifestazione.

Noi lanciamo un appello per un dibattito costruttivo, per la ricerca di soluzioni serie e meditate soprattutto ora che il Museo del Violino è stato appena inaugurato e dopo il   ecente riconoscimento Unesco a Cremona; sarebbe davvero importante che il salone della liuteria Mondomusica potesse riprendere a svilupparsi per divenire un vero centro di interesse mondiale del settore e determinante per Cremona e la liuteria italiana e con la presenza di tutto il mondo liutario della città".

 

Gualtiero Nicolini Presidente Anlai

da MONDO PADANO 

 

Mario Maggi personaggio
straordinario, Cremona
non deve dimenticarlo

 

Caro Direttore,
ho letto l’articolo su Mario Maggi nell’ultimo numero di “Mondo Padano” e ho voluto ricordarlo brevemente anche io con queste righe e alcune foto... Mario Maggi oltre ad essere per me un grande, sincero amico ed un confidente, era per tutti una persona dolcissima e sempre  disponibile, ma anche un grande esperto di musica, di liuteria e di restauro di strumenti musicali... Aveva cominciato giovanissimo a interessarsi e ad appassionarsi agli strumenti; si era diplomato in violino e viola ma sapeva suonare anche molto bene la viola d’amore e molti altri strumenti ad arco e a corda e strumenti di varia natura. Si era interessato anche al pianoforte avendo lavorato per un lungo periodo nella Fabbrica di Anelli ed era anche un bravissimo e capace accordatore. Si era diplomato in violino ad Atene ed in Grecia, durante la guerra, era stato poi fatto prigioniero e successivamente internato in un campo di concentramento dove era costretto a suonare per gli ufficiali nazisti. Non parlava quasi mai di questo triste periodo, anche se una volta mi raccontò di un ufficiale tedesco che era venuto a Cremona in quel periodo ed aveva voluto recarsi a trovare i suoi genitori per portargli i saluti e rassicurarli della sua buona salute. I nostri discorsi riguardavano quasi sempre dei particolari sui nuovi strumenti che stava costruendo,  restaurando o aggiustando. Dedicava gran parte del suo tempo libero alla ricerca appassionata  ma sopratutto a restaurare i cordofoni, gli aerofoni, i vibrafoni, i carillon, le scatole sonanti. Ogni strumento per lui non aveva segreti e quando ne trovava qualcuno che ne aveva non si dava pace sino a quando non riusciva in un modo o nell’altro a ridonargli il suono originale. Il suo sogno era davvero quello di poter costituire un museo con i suoi  strumenti musicali nella sua Cremona. Era felice quando poteva spiegare, specie ai giovani e soprattutto ai bambini, che lo guardavano con gli occhi spalancati e la bocca aperta, i segreti della costruzione dei vari strumenti e a far loro ascoltare i loro suoni particolari.
Quasi ogni anno per un certo periodo, specie quando era in buona salute, mi piacque  organizzare delle mostre con suoi strumenti in varie zone d’Italia. Ricordo a Bavero un paio di volte, durante i Concorsi di liuteria, a Villa Fedora, a  Perugia nella Rocca,   a  Grosseto al teatro Goldoni, a Rimini durante il Dismamusicshow e ricordo in ogni mostra il suoi entusiasmo e il suo impareggiabile impegno. Ogni mattina arrivava all’orario di apertura ed era l’ultimo ad uscire; girava le manovelle dei suoi pianoforti e delle scatole sonanti, faceva scorrere le dita sulle corde dei suoi cordofoni, soffiava negli aerofoni in mostra circondato sempre da una miriade di curiosi e in special modo da alunni di ogni età.
Era riuscito a far appassionare alla musica, al restauro ed alla costruzione anche i suoi figli, che sono tuttora validi studiosi, costruttori e restauratori e che seguono ancora le orme paterne. Spiace che Cremona si sia lasciata sfuggire qualche grande occasione e  che la città della musica continui a perdere dei treni importanti. Siamo ancora gli unici noi con l’ANLAI a portare in giro per l’Italia questi pezzi eccezionali, come lo scorso anno a Pisogne con “L’omaggio a Mario Maggi” durante la mostra dei grandi quartetti della liuteria italiana e quest’anno al museo della città di Rimini nella rassegna “L’arte del suono il mestiere del liutaio”, in cui gli strumenti di Mario Maggi hanno un posto di rilevanza, erano accanto ad opere di liuteria di grande importanza di Soffritti Rocchi, Capicchion, Bignami solo per fare alcuni nomi di grandi liutai, accanto ai quadri del Baschenis e del Bettera, ai violini dipinti, ai medaglioni e al bozzetto di Stradivari bambino di Floriano Bodini.
Mario Maggi merita davvero che Cremona lo ricordi.

 

 


 TOCCANTI PAROLE DI RINGRAZIAMENTO DEI GENITORI DI CARLOTTA NOBILE 

 


Alla c.a. del Presidente Anlai Gualtiero Nicolini

Gent.mo Presidente, 

siamo i genitori di Carlotta Nobile e vogliamo inviarLe il nostro commosso e grato pensiero..
il conferimento a nostra figlia del prestigioso premio Anlai alla memoria, con una motivazione che ne racconta il breve ma intenso cammino di vita e di arte, é per noi motivo di orgoglio e di profonda emozione.
Sicuramente ci sarà qualcuno di noi -o da noi delegato- a ritirare l'onorificenza ed a parlare di Carlotta; ci sentiremo poi per organizzare il tutto.
Intanto Le lasciamo il nostro recapito e, ringraziando ancora Lei e l'Associazione che presiede, La salutiamo cordialmente.

Vittorio ed Adelina Nobile

 

 

 

 

LETTERA AL GIORNALE CREMONA DEMOCRATICA

 

Non entro nel merito delle recenti decisioni della Commissione Toponomastica. Non so se è composta dagli stessi personaggi che rifiutarono per due volte la proposta di far erigere un monumento nel viale degli artisti del Cimitero a Sandro Talamazzini ; forse i signori non sapevano che era stato non solo un grande scrittore ma anche un regista cinematografico di prim’ordine Palma d’oro a Cannes. La proposta poi passò ma solo perché il voto del sindaco valeva doppio.Quello che vorrei segnalare ora al di là delle decisioni sul baritono Protti e sul sig Palatucci giace da tempo la proposta firmata da numerosi liutai e musicisti e cittadini cremonesi di dedicare una via o una piazza al non certo discusso maestro Giuseppe Fiorini che ha donato a Cremona i cimeli stradivariani da lui acquistati con grandi sacrifici Si inaugura il museo del Violino ma su Fiorini resta il silenzio di sempre grazie alla nostra “sempre discussa” Commissione Toponomastica
Gualtiero Nicolini presidente Anlai

 

 

 

dal  Corriere della sera - 03/07/2013

E nel bosco fioriranno i violini
Al posto dei vecchi pini neri saranno piantati aceri pregiati

Dossello. «Qui sorgerà il bosco della musica». La fantasia galoppa e uno si immagina a Dossello, località senza storia della Valcamonica, Pan con il flauto di canna alle labbra e ninfe danzanti. Il cartello gigante, leggibile ad un tornante della strada che da Pisogne si inerpica fino a Fraine, non dice bugie. Anzi. E nasconde una storia gentile che merita d'essere raccontata. In località Dossello c'è un bosco di circa 5 mila ettari, di cui una metà comunali ed il resto di un privato che li ha ceduti alla comunità. 
Fino a qualche giorno fa era infoltito da un migliaio di pini neri, piantati attorno agli anni Sessanta dai bambini di Pisogne, perché anche allora per ogni creatura che nasceva si faceva crescere un albero. «I pini neri non sono propriamente di queste zone, ma andavano bene pur di coinvolgere gli alunni nella festa degli alberi» racconta don Francesco Naboni, parroco di Fraine, ai suoi cinquant'anni di messa. «Uno l'ho piantato anche io. Non ricordo se facessi la seconda o la terza elementare» gli fa eco l'assessore all'ambiente di Pisogne, Elio Musati. Mezzo secolo è passato e i pini neri si sono ammalati. «È stato necessario tagliarli, per evitare che il maledetto bostrico colpisca questa zona» spiega Giuseppe Quetti, responsabile del patrimonio boschivo del Comune di Pisogne. È un forestale che si farebbe troncare un dito piuttosto di sacrificare un ramoscello sano. Il bostrico è un parassita fertile. Depone le uova tre volte nella stagione e si nutre di legno. Particolarmente gustoso trova l'abete rosso, ma non disdegna altri sapori. 
E così, con buon senso, è stato deciso il taglio dei pini ammalati, operazione sensata condivisa dalla Regione che ha contribuito con 10 mila Euro per il disboscamento. Un attento appalto ha fatto sì che il Comune di Pisogne abbia trovato la Società Agricola Bernardini di Trento cui affidare i lavori ed interessata all'acquisto dei tronchi caduti. Finiranno in Austria, dove oggi non si può segare nemmeno un ramoscello e che ha bisogno di legname per mobili ed altro. E si sono affrettati a venirli a caricare su un bilico. «A conti fatti il taglio non costerà nulla alla comunità e il ricavo previsto dalla vendita del legname si aggira attorno ai 18 mila euro. Non male, per le nostre finanze» osserva ancora l'assessore Musati.
Si dirà a questo punto: cosa c'entra la musica con il bosco tagliato? E dove si è nascosto quel dio Pan, mezzo uomo e mezzo caprone che zufola con la siringa fra le labbra? Euterpe viene in seconda battuta. Pisogne, che da sempre protegge e valorizza la chiesa di Santa Maria della Neve, da anni organizza, a settembre (dal 15 al 21), un eccellente festival musicale nel tempio dove Romanino affrescò Storie di Cristo. Fra tre mesi, come ogni anno, proporrà un concorso internazionale di liuteria. Parteciperanno l'associazione Stradivari e l'associazione nazionale liuteria artistica italiana di Cremona. 
Da qui è sortita l'idea — chi l'ha proposta vede oltre il suo naso — di creare, per il futuro, una piantagione di aceri di ottimo pregio. È il legno prediletto dai liutai per il manico del violino, strumento ad arco costruito con un mix di legni nobili: abete rosso, ebano, ciliegio. Spiega l'assessore all'ambiente Musati: «Sono state già selezionate dai nostri esperti 250 piantine di acero alte due metri ora in vaso. Verranno presto portate a dimora. Nel tempo sarà come avere dei quattrini per finalità musicali». Anche gli aceri di Pisogne — non saranno come i richiestissimi dei Balcani — doneranno, nel tempo, buoni legni per costruire violini, viole o violoncelli. Senza clamori, ma con la luna buona, gli alberelli verranno interrati al Dossello. Saluterà l'arrivo delle piantine Valeria, musicista che il fotografo Stefano Cavicchi ha fotografato, con il violino fra le braccia, dove ora sono pini neri senza vita. 

COSTANZO GATTA

 

Utile   ovviamante aggiungere  che l' " idea"  del bosco di aceri è stata dell'assessore alla cultura  del Comune di Pisogne on.Marina Berlinghieri che segue e coordina da anni il Concorso di Liuteria ANLAI a Pisogne 

 

 

 

 PREMIO DEI LIUTAI BULGARI

A GUALTIERO NICOLINI

  

" LIUTOLOGO SCRITTORE ORGANIZZARORE DI EVENTI LIUTARI DI GRANDE RILEVANZA PUNTO DI RIFERIMANTO PER LA LIUTERIA CLASSICA E PER LA DIFFUSIONE DELL'ARTE LIUTARIA SPECIE IN FAVORE DEI GIOVANI   Associazione Regionale Liutaria di Kazanlak  giugno 2013 

 

 

 

 

Anlai Cremona. “L'Arte del suono", il mestiere del liutaio in mostra a Rimini

 


CREMONA - Si è conclusa a Rimini al Museo della città la mostra “L'Arte del suono il mestiere del liutaio“ organizzata dall'ANLAI, l’associazione di Cremona, in collaborazione con l'assessorato alla cultura del Comune di Rimini che ha visto, anche grazie alla presenza di capolavori della pittura di autori quali il  Baschenis e il Bettera e di strumenti di grandi liutai dell'Ottocento e del Novecento dai Soffritti a Giuseppe Fiorini, a Capicchioni, ai Pollastri, a Bignami Rocchi, Utili ecc. un afflusso di pubblico da record e giudizi estremamente positivi da parte della critica non solo specialistica.

Erano in mostra anche il bozzetto della statua di Floriano Bodini  “Stradivari bambino” la statua di Piazza Stradivari a Cremona,  e i bronzi della medaglia di Stradivari dello stesso autore oltre alla collezione Mario Maggi che ha riscosso unanimi consensi,  archi di Giovanni Lucchi  e ad opere di Giorgio Piacentini e Mauro  Lucini.

Tra le iniziative che hanno animato la manifestazione ed ottenuto grande successo le relazioni dei “ cremonesi”  Renato Meucci che ha presentato il volume “Lo strumentaio” ,  Salvatore Dugo sul violino DOC, di Gualtiero Nicolini su “ Giuseppe Fiorini “ ,  di Massimo Lucchi  che ha presentato il libro sul maestro Giovanni Lucchi   e  di Cesare Gualazzini sulla costruzione della chitarra classica. 

Da sottolineare ovviamente anche  i concerti di Alberto Lupo Pasini e Wim Jansen, di Matteo Fedeli con lo Stradivari ex Adams 1726, di Cristiano Rossi, di Alessandro Cavallucci e Francesco Ciancetta , di Valery Prilipco e Galia Danilina , di Aldo Vianello  e degli allievi dell'Istituto Lettimi di Rimini e le conferenze di Piero Gargiulo sulle intavolature del liuto nel  '500, di Antonio Bonacchi " Il violinista" dell' on.  Marina Berlinghieri sui Concorsi di Liuteria di Pisogne, di Alfia Milazzo sulla orchestra giovanile " Falcone e Borsellino " della Fondazione La città invisibile  di Biancavilla, di Carlo Vettori su " Stradivari a Madrid" , di Claudio Rampini sulle vernici in liuteria di Ezia di Labio  con i suoi violini dipinti.

 

UNA LETTERA AL DIRETTORE CHE RESTA DA TEMPO BEN VISIBILE SU " IL VASCELLO"  Quotidiano on line di Cremona

Incuria nella gestione dei violini della Collezione Comunale?

Caro Direttore,
vi scrivo per segnalare la grave situazione dei violini della Collezione “Gli Archi di Palazzo Comunale” .Come probabilmente saprete, per produrre un suono ottimale i violini hanno bisogno di essere suonati quotidianamente, ed è infatti ciò che accade per la collezione del Comune di Cremona. E' data inoltre ai visitatori la possibilità di assistere a queste prove giornaliere per potersi godere lo straordinario suono di questi strumenti.

Sono venuto con la mia ragazza (entrambi siamo violinisti) a Cremona il 22 agosto per un'audizione durante la quale ha suonato il curatore della Collezione, Prof. Andrea Mosconi. L'esecuzione è stata minata da stonature imbarazzanti, mancanza di espressività, suono debole, incerto, non curato e gracchiante.

La cosa è grave non tanto perché ai turisti che da tutto il mondo giungono a Cremona viene offerta una esecuzione così scarsa, ma soprattutto perché gli strumenti per rimanere vivi ed al massimo della loro capacità musicale hanno bisogno di essere suonati da mani che siano effettivamente in grado di estrarne un suono pieno che li metta bene in vibrazione, altrimenti perdono la loro sonorità. Non trovo le parole per esprimere lo sbigottimento, la rabbia e la profonda delusione nel sentire il suono di questi mirabili strumenti martoriato in tal modo. E' difficile credere che la città, che punta ad attirare turisti con la propria secolare storia di liuteria, permetta questo scempio. I violini siano affidati a chi sa suonarli e produrre un suono degno di tali strumenti.    Tommaso Monti

 


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 Da tempo questa lettera campeggia sul Vascello e nessuno sembra preoccuparsene. Ma davvero il problema non merita soluzione ? 

 

 MA SIAMO PAZZI ????

 

 

10 anni di silenzio ?  BASTA  CON I FURBI E I LADRI !!!!

 

 

 

PALERMO - Incredibile, ma vero. Dal conservatorio di Palermo sono spariti non uno ma ventisei antichi e preziosi strumenti musicali. Violini, viole e contrabbassi rubati. Dovevano essere l'attrazione di un museo ed invece sono finiti chissà dove. In realtà, alcuni di essi avrebbero trovato nuovi proprietari. Gente facoltosa capace, e tutto dipende dal portafogli, di partecipare a prestigiose aste e di aggiudicarsi gli strumenti battuti per trecento mila euro ciascuno in famose gallerie di Londra e New York. Christie's su tutte.


La prima tappa della storia è del 2003, quando al conservatorio Vincenzo Bellini, con sede in un antico palazzo del centro storico a pochi passi dalla Cala, si accorgono della misteriosa sparizione di due registri dell'inventario. Nel 2003 la faccenda viene segnalata alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.

Nel 2012, poco dopo il suo insediamento, il neo direttore Daniele Ficola salta sulla sedia: altro che registri, al conservatorio sono spariti ventisei strumenti musicali. Solo per fare alcuni esempi dei violini trafugati, non c'è più traccia di un Buccini del XVIII secolo, di un Chappuj parigino del 1759, di uno Jacobus Steiner del 1659. Merce rara che fa gola a collezionisti facoltosi, che possono spendere migliaia e migliaia e migliaia di euro per aggiudicarseli.

Ed è iniziata la ricerca dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico. L'inchiesta è affidata al sostituto procuratore della Repubblica Vania Contrafatto. Ci sono già quattro indagati. Sui nomi c'è il massimo riserbo, così come sull'attività investigativa. Si battono, però, due piste. Una interna che porta dritto nelle stanze del conservatorio e l'altra che segue il tragitto dei furti su commissione che indirizza gli investigatori oltre i confini nazionali.

Non si ruba un violino se non c'è già qualcuno pronto a comprarlo. Più o eno quanto accade per un quadro o per qualsiasi opera d'arte. Gli strumenti sono spariti dalla biblioteca, dai locali dell'economato e persino dalle stanze del direttore che ne ha denunciato il furto. Sono rimaste le bacheche di vetro vuote e i cartellini descrittivi. Meno male che al conservatorio avevano ancora delle vecchie fotografie del 1970 e del 1994 che mostravano gli strumenti trafugati. Sono state analizzate dall'occhio attento di investigatori ed esperti liutai per fare un elenco dei ventisei strumenti trafugati. Ce n'è abbastanza per parlare di giallo.

Anlai, iniziative

di livello per aiutare 
lo sviluppo della liuteria

27 maggio, 2013   // 0 Commenti


 

Nella foto, una sala della mostra di Rimini

Preg.mo sig. direttore,

siamo convinti che gli avvenimenti liutari di notevole livello organizzati dalla nostra associazione (ANLAI) possano essere di aiuto per lo sviluppo della liuteria italiana e di Cremona in particolare  (Liuteria patrimonio dell’Unesco).

Ci permettiamo pertanto di segnalare i seguenti appuntamenti da noi organizzati per i prossimi giorni.

29 maggio ore 21,00 Circolo  Società del Giardino  a Milano  Piazza Duomo “Serata di gala e premiazione dei vincitori del 7° Concorso nazionale di liuteria anlai per l’acustica conclusosi a Mozzate Castello del Seprio. Per la sezione violino verranno premiati il turco Ismail kayak, il cinese Liu Zhaoyang e il maestro Giuseppe Chillemi di Asti. 
Per la sezione viola il cremonese Marcello Villa e per un violoncello l’ungherese Roberto Baschais.

Gli strumenti vincitori sono stati scelti dai componenti delll’orchestra dell’Accademia d’archi di Milano che per l’occasione suoneranno accompagnando i solisti maestri  Matteo Fedeli, Marco Traverso e Ninni Saladino.

E’ questa la prima volta in un concorso di liuteria che un’ intera orchestra decide l’assegnazione dei premi per il settore acustico indipendentemente dal giudizio dei maestri liutai.

30 maggio, convegno sulle vernici a Cremona in Sala Puerari ore 10 – 17. Relatori Igor Morder, Claudio Rampini e Gabriele Carletti. Tavola rotonda e opinioni a confronto.

2 giugno, a Kazanlak (Bulgaria) per il festival delle rose presenza alla mostra di liuteria degli studenti bulgari diplomati a Cremona (idea Anlai).
Intervento dell’on. Marina Berlinghieri della Commissione Affari Europei della Camera dei Deputati e  della dott.ssa Isabella Massoletti del CDN Anlai.

7 giugno, incontro a Cremona per la composizione della delegazione di operatori cremonesi del settore liutario a Dubai in novembre e di musicisti italiani che suoneranno grandi strumenti classici cremonesi (Stradivari e Amati).
16 giugno, cerimonia di chiusura della mostra “L’arte del suono:  il mestiere del liutaio” tenutasi  a cura di Tarcisio MIgani e Gualtiero Nicolini per l’Anlai al museo della città di Rimini. 
In mostra la collezione Maggi, gli archi di Giovanni Lucchi, sculture di Giorgio Piacentini (per sottolineare la presenza di artisti cremonesi) oltre a capolavori e opere di liutai emiliano-romagnoli dell’Ottocento e del Primo Novecento, bozzetti di Floriano Bodini tra cui ”Stradivari bambino”,  la costruzione del violino, le vernici e quadri di Bettera e Bashenis.
La mostra è aperta tutti i giorni e tra gli avvenimenti da segnalare in questo periodo il giorno  2 giugno conferenza sulla vernici in liuteria di Claudio Rampini e il 9 giugno conferenza di Cesare Gualazzini sulla costruzione della chitarra, i concerti di Cavallucci (chitarra) di Prilipco (balalaica) e dei violini dipinti di Ezia di Labio.

La mostra sta ottenendo uno strepitoso successo di pubblico e di critica.

Cav Salvatore Dugo
CDN Anlai Cremona

Un nuovo nome per piazza Marconi, 
la proposta: piazza Liuteria cremonese 
Anlai: perché non piazza Fiorini?

29 maggio, 2013   // 2 Commenti


 

Un nuovo nome a piazza Marconi. La proposta è arrivata in occasione del convegno di martedì in sala Puerari dal titolo ‘Liuteria patrimonio dell’Unesco: una realtà’ da Paolo Bodini, nuovo Direttore delegato alla Liuteria dal consiglio di amministrazione della Fondazione Museo del Violino. Un cambiamento destinato a far discutere. L’ex sindaco di Cremona e presidente uscente della Fondazione Stradivari ha lanciato l’idea di chiamare piazza Marconi con la nuova denominazione ‘Piazza della Liuteria cremonese’. Dubbi sono già stati espressi da parte dell’Anlai (Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana). “Visto – scrivono dall’Anlai - che è stata presentata ufficialmente alla Commissione Toponomastica del Comune la richiesta da parte dell’Anlai e di molti cittadini cremonesi, sostenuta da liutai di tutta Italia e anche dall’estero, di intitolare una via o una piazza importante al maestro liutaio Giuseppe Fiorini, colui che ha donato alla città di Cremona la prestigiosa raccolta dei cimeli stradivariani perché,  se si intende dare un nome nuovo alla piazza del Museo del Violino, non si “ringrazia”, come dovuto, il liutaio cui si deve anche la rinascita della liuteria italiana e del metodo classico cremonese? Sarebbe una splendida opportunità per ricordare  degnamente e finalmente chi ha dedicato tutta la sua vita per la salvaguardia del patrimonio stradivariano e del metodo classico dedicandogli la nuova Piazza Giuseppe Fiorini artefice della rinascita della liuteria italiana”.

 

 

 

Artigianato artistico e cultura. Motori di economia antica e sempre moderna

 

di  ON MARINA BERLINGHIERI 

Nei giorni scorsi ho partecipato all’evento "L’arte del suono: il mestiere del liutaio". Ecco le mie riflessioni..

 

Impresa e cultura è un binomio che spesso anima il dibattito: l’impresa con la sua concretezza, la cultura con la sua astrazione; lo storico primato dell’una ispirata agli interessi che non deve contaminare l’altra pura e sognante. Credo che questa visione della cultura tratteggiata da Orazio sia sparita da qualche secolo dalla letteratura, ma forse è ancora presente nella quotidianità.

Ne sono esempio le scelte che ovunque, nei comuni, nelle regioni, nel bilancio dello Stato, alla voce sponsorizzazioni delle grandi aziende, la voce cultura non ha il primato che le spetta, soprattutto in termini di investimenti, di assegnazione di risorse che possono rappresentare una speranza per molti giovani.

È vero che oggi stiamo vivendo la peggior crisi economica dell’ultimo secolo e che abbiamo bisogno di investimenti che pongano un freno alla dilagante disoccupazione, ma non è antitetico investire in cultura e impresa.

Fin dalla notte dei tempi l’uomo ha realizzato oggetti e attraverso di essi, in modo conscio o inconscio, ha creato l’identità di un popolo, ha prodotto saperi e ne ha sancito la riconoscibilità e l’unicità.

La cultura, quindi, ha tratto origine dalle botteghe, dalla cultura materiale che vive dell’ambiente in cui si esprime e si manifesta; gli oggetti antichi hanno avuto il compito di trasmettere messaggi spirituali prima che culturali e artistici, testimonianza di un passato da tramettere alle generazioni future.

Alcune lavorazioni artigianali che sono divenute altissime forme d’arte, come nel caso della liuteria, sono il frutto di percorsi espressivi, artistici e culturali e richiedono tecniche manuali di alto livello tecnico e professionale, talvolta orientati alla conservazione o ripristino di beni di alto interesse artistico.

Con il recente sostegno del riconoscimento della liuteria cremonese come Patrimonio dell’umanità (UNESCO) possiamo affermare con certezza che l’arte della liuteria rappresenta un patrimonio culturale che può divenire risorsa economica e produttiva importante: un sistema produttivo fatto da microimprese, da piccoli laboratori e imprenditori fortemente radicati nei territori di appartenenza.

Credo, quindi, che il passaggio fondamentale sia quello di riconoscere questa eccellenza e di valorizzarla attraverso azioni che, oltre al valore artistico ed economico, ne enfatizzino il valore sociale legato alla trasmissione dei mestieri d’arte, del saper fare.

L’artigianato che diventa eccellenza può essere una forma di occupazione diffusa che alimenta l’economia locale e le piccole produzioni e che crea occupazione, stabilità sociale, apprtenenza e possibilità di sviluppo futuro. Soprattutto nelle aree più marginali. Soprattutto con la sinergia del pubblico con il privato.

In questo senso, credo che sia significativo l’esempio del Distretto Culturale di Vallecamonica. Infatti, dalla collaborazione di Fondazione Cariplo, Regione Lombardia e Comunità Montana di Vallecamonica si è costruito un progetto culturale partito da un businnes plan, da azioni economiche ben tratteggiate e da una governance che coordina e controlla le azioni stesse.

Il metodo d’impresa anche nella cultura. In questo settore la prima azione è certamente quella di elaborare progetti per favorirne l’internazionalizzazione e la conoscenza. A tal proposito credo che le iniziative nate dalla collaborazione con l’ANLAI possano essere serio e fruttuoso veicolo di conoscenza e di condivisione. Essere ambasciatori del “made in Italy” non esprime solo nella valorizzazione dei brand; dal mio punto di vista significa proporre lavorazioni e prodotti che parlano di una storia, di scelte di vita, di tradizioni e di territorio.

Cosa fare in concreto? 
Dopo le azioni di conoscenza -di cui abbiamo fatto parecchia eseprienza- credo sia necessario costruire un progetto che permetta ai nostri prodotti artigiani, partendo dai violini e arrivando a tutti i prodotti dell’artigianato artistico, di: 
1. entrare in circuiti di valorizzazione e commercializzazione di questi manufatti; 
2. individuare o strutturare reti di formazione inserite nel sistema europeo all’interno delle botteghe stesse a supporto di un circuito di formazione scolastica di livello professionale con scuole di eccellenza che pongono l’artigianato artistico tradizionale all’interno dei loro percorsi formativi; 
3. sviluppare una progettualità museale di sistema che valorizzi la produzione artigianale e che, attraverso i book-shop, renda economico il passaggio culturale-artistico.

Certamente, considerazioni di metodo, queste che devono essere rielaborate e potenziate. 
Ma si tratta di iniziare…

Attività di cui si è resa protagonista ANLAI con la collaborazione dell’On. Marina Berlinghieri

- Concorso Nazionale di liuteria nel castello di Seprio a Mozzate - Como (maggio)
- Concorso internazionale di liuteria di Pisogne per copie e strumenti antichizzati ( settembre) - unico in Europa
- Rassegna "il suono dell’arte" Rimini -un mese di conferenze, concerti, mostre tutte aventi come tema la valorizzazione della cultura liutaria
- Partecipazione al Festival delle Rose a Kazanlak in Bulgaria, dove si terrà - il 2 giugno - una giornata dedicata alla liuteria con la presenza liutai bulgari diplomati a Cremona, Direttivo ANLAI e l’on. Marina Berlinghieri;

- Sostegno alla Fondazione " la città invisibile" di Catania che ha costituito la scuola di musica per la legalità dove 250 bambini hanno avuto la possibilità, attraverso la scuola di musica, di accostare i a percorsi di cittadinanza attiva. I liutai dell’Anlai hanno donato molti strumenti ad arco, proprio per consentire concretamente la costituzione dell’orchestra. 

 

L'ANLAI arriva i

n Kazakistan

Collaborazioni e ipotesi apertura di una scuola 

12 maggio, 2013   // 0 Commenti


 

 

La liuteria cremonese arriva fino in Kazakistan. Una delegazione governativa kazaka ha incontrato nel primo pomeriggio di sabato il presidente dell’Anlai (Associazione Nazionale Liuteria Artistica), Gualtiero Nicolini, impegnato al salone di San Pietro al Po per la consegna degli strumenti musicali che partecipano al concorso di liuteria di Pisogne. Il risultato dell’incontro è un documento condiviso per una collaborazione in campo liutario. Tra gli obiettivi, anche lo studio per l’apertura di una scuola per la costruzione di violini in Kazakistan. Fra i punti del documento, incontri e iniziative in collaborazione fra le due realtà e scambi formativi tra giovani liutai.



 

 

 

BOLOGNA RICORDA  DOVEROSAMENTE OTELLO BIGNAMI  QUANDO CREMONA RICORDERA' DEGNAMENTE GIUSEPPE FIORINI ??????

 

Presentata richiesta ufficiale ANLAI 

 

 

 

Alla Commissione Toponomastica

 

                                                                                                        C/o Comune di Cremona

 

Cremona aprile 2013

 

 

 

Consapevoli  dell’importanza del m° liutaio  cav.  Giuseppe Fiorini per la rinascita della liuteria italiana e soprattutto per l’impegno da lui profuso  per la salvaguardia dei cimeli stradivariani   ( forme, disegni e attrezzi appartenuti al sommo maestro ) acquistati personalmente con grandi sacrifici  dagli eredi del Conte Cozio di Salabue  cui erano stati  venduti da Paolo Stradivari,  donati poi alla città di Cremona  ed attualmente orgoglio e vanto della città nonché  meta di visitatori  oltre che di esperti e di  appassionati di liuteria di tutto il mondo,  i sottoscritti  cittadini di Cremona chiedono l’intitolazione di una piazza o di una via al maestro liutaio bolognese  considerato a livello mondiale  di grandissima importanza  nel campo liutario ( ricoprì tra l’altro  anche la presidenza di associazione del settore  in Germania  ) anche per un giusto  riconoscimento  al suo munifico gesto per Cremona.

 

Ricordano tra l’altro anche l’impegno da lui profuso e la richiesta reiterata alle autorità della città di far nascere a Cremona la Scuola di Liuteria in cui avrebbe voluto poter insegnare trasmettendo ai giovani allievi  i canoni della liuteria classica cremonese.

 

 Si ringrazia sentitamente

 

CDN ANLAI   Il Presidente Gualtiero Nicolini 

 

 PRIME ADESIONI 

Cassiodoro Masterclass Bologna

Dott. Fabio Perrone ( Cremona)

M° Racz Pal ( Budapest )

Col.  Cav. Angelo  Vasta  ( Milano)

Accademia Concertante ( Milano )

M° Matteo Fedeli ( violinista ) Milano

M°  Mauro Ivano Benaglia  ( Milano )

Prof.ssa Natalia Maria Lanza Palermo

M° Ezia Di Labio  Bologna

M° Claudio Rampini  “ Quelli del Portale del Violino “

M° Enrick Michopulo  ( Lecce)

M° Gabriele  Negri  ( Casale Monferrato )

M° Edo Sartori ( Santorso  VI )

M° Giorgio Agatoni  ( Città di Castello )

M° Albo Righetti   ( Cattolica  )

M° Massimo Negroni  ( Cremona)

M°  Rosalba De Bonis ( Bisignano )

Dott.ssa  Mary Perotti  (Brescia)

M° Nello Nicotra ( Catania) 

Miss Keith Bardard  ( londra) 

Prof .ssa Angela Belmonte ( Noto ) 

M° Roberto Regazzi  ( Bologna)

M° Franco Merlo ( Bovolone Vi )

M° Elisabetta Giordano ( Cremona) 

Dr Elio Bodini ( Cremona)

Claudia Rocca ( Cremona) 

M° Cristiano Rossi  ( Bologna) 

M° Marco Nolli ( Cremona )

M° Alessandro Voltini (Cremona)

 

 

 

 

Entro l'anno, al Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, negli negli spazi oggi occupati dal Museo Stradivariano, troverà casa una ricchissima raccolta raccolta di chitarre, liuti, mandolini e altri antichi strumenti a pizzico, tutti perfettamente restaurati e funzionanti, grazie alla generosità dell'ing. Carlo Alberto Carutti che,con grande passione, ha recuperato questi capolavori nel corso degli anni. Lo comunica il Comune di Cremona. Il Vascello ha già più volte invitato ad accogliere la straordinaria occasione, suscitando grande interesse negli organi istituzionali. 

  RIPORTIAMO L'INTERVENTO  DEL PRESIDENTE ALI CHE CONDIVIDIAMO PIENAMENTE

L'’Ingegnere Carlo Alberto Carutti concede la sua collezione di strumenti al Museo in Palazzo Affaitati.. In qualità di Presidente dell’A.L.I. (Associazione Liutaria Italiana), auspico che la Città comprenda l’importanza di questo fatto. Non si tratta semplicemente di un gesto prezioso che va ad implementare le già esistenti collezioni di proprietà del Comune e della Fondazione W. Stauffer, si tratta di un’occasione unica per i nostri liutai e conseguentemente per Cremona. A questa premessa corre l’obbligo dare una  spiegazione.

La liuteria non si riduce solamente alla costruzione del violino, ma consta  di una tradizione  che testimonia come i grandi liutai abbiano  realizzato strumenti diversi.  A tale proposito basti citare un nome per tutti: Stradivari. Come non ricordare, ad esempio, le sue chitarre o le sue arpe?. Il violino è certo “sineddoche” dell’intera liuteria. Va colto il valore della donazione, altrimentisi negherebbe la complessità dell’arte liutaria di cui Cremona è depositaria.  La presenza di collezioni diverse consentirà di potenziare l’interesse per strumenti che oggi sembrano essere in qualche modo dimenticati in Città. Per correttezza si deve dire che la Scuola di Liuteria“A. Stradivari” ha già posto in essere corsi alternativi alla costruzione degli strumenti ad arco. Inoltre, in Città alcuni liutai hanno recuperato tradizioni costruttive diverse: si veda la costruzione della chitarra o degli strumenti barocchi.

http://www.vascellocr.it/pics/Chitarra-collezione-Carutti.jpgLa presenza della collezione dell’Ing. Carlo Alberto Carutti in Cremona è di grandissimo interesse per due aspetti. Quello più ovvio, per il grande pubblico, è legato alla possibilità d’implementare la conoscenza verso la realtà liutaria; l’altro, quello più specifico, è costituito dalla possibilità che i liutai si accostino con assiduità a strumenti di grandissima qualità. Per loro lo scopo precipuo è quello di studiarli e di appropriarsi d’informazioni che solo la diretta conoscenza consente. Questa operazione  coinvolgele botteghe dei nostri liutai, la stessa Scuola,  gli organologi e i musicologi.

C’è poi un aspetto che non va sottovalutato: l’arte è figlia dell’imitazione, ma anche dell’immaginazione. La frequentazione con un numero elevato di strumenti diversificati per genere costituirà per i liutai uno stimolo intellettuale ed artistico.

Vi è poi un’ultima considerazione di cui è doveroso tenere conto. L’Ing. Carutti ha già provveduto alla pubblicazione del catalogo “Passioni di un collezionista. Dai liuti ai violini”. Si tratta di un catalogo ragionato curato da Giovanni Accornero. La collezione è quindi già “dotata” di uno strumento fondamentale.  Chi si troverà ad organizzarla, all’interno di spazi museali, sarà avvantaggiato da un lavoro di ricerca completo ed esaustivo.

Ritengo che il gesto dell’Ing. Carlo Alberto Carutti offre l’opportunità di sviluppare quelle potenzialità che sono consone alla tradizione culturale della Città. Non dimentichiamolo: Cremona declina liuteria  con arte e cultura. Come dimenticare Cremona seconda città del Ducato?, come dimenticare Bertesi e Capra?, come dimenticare che l’insula, ove operavano artigiani ed artisti, si trovava di fronte alla maestosa chiesa di San Domenico?. Scordare la connessione fra liuteria e Città è fare torto sia all’una che all’altra. Se a Cremona la liuteria ha avuto la possibilità di svilupparsi, ciò è dovuto certamente alla genialità di taluni grandi liutai, ma non di meno alle condizioni storiche. Vero è che qualcuno parlerà, molto opportunamente,  anche del mito Stradivari. Stradivari va oltre il proprio mito: è presente nei molteplici strumenti che ha costruito. Anche se  questi hanno subito modifiche, mantengono ugualmente l’impronta originaria. A dirlo non sono certo io, ma quei musicisti che hanno avuto e hanno  il privilegio di suonarli.

Riscoprire quindi una  liuteria  non solamente artefice di violini costituisce un doveroso ossequio al passato. La tradizione si traduce in “memoria attiva” capace d’offrire stimoli al futuro. La liuteria deve ripensare alla sua complessa identità.

Per questo la collezione dell’Ing. Carlo Alberto Carutti consente all’arte liutaria di riappropriarsi delle molteplici potenzialità insite in essa.

Non si tratta quindi solo di saper accogliere un dono, ma di essere ben consapevoli che questo gesto è un patrimonio che aumenta esponenzialmente la cultura e l’arte, espressioni di civiltà.

Un museo, come si legge  nel Codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto Legislativo n.51 del 22/01/04, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.45 del 24/02/04), è  “istituto e luogo di cultura: una struttura permanente che acquisisce, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio.” Non si tratta di una definizione di carattere meramente legislativo, ma rappresenta la sintesi della Museologia che in ben tre secoli è addivenuta all’individuazione della funzione “non sostituibile e non barattabile” del museo. La funzione è da individuarsi nei verbi “acquisire, conservare e ordinare”, verbi che vanno scanditi in successione.  La presenza concreta dell’opera nella sua “matericità”  è la prima condizione che giustifica l’esistenza di un museo. L’opera è soggetta alla fruizione del pubblico in quanto gli sta “di fronte”. Nessun surrogato dell’opera, per quanto culturalmente elaborato, può sostituire l’originale. Il termine “bene culturale” va declinato in base alla duplice finalità: “educazione e studio”. Queste “azioni” sono possibili solo nel momento in cui ci si confronta direttamente con l’opera;  nel nostro caso specifico con lo strumento musicale. Per questo motivo la collezione dell’Ing. Carlo Alberto Carutti,va ad implementare quelle del Comune e della Fondazione W. Stauffer,   un elemento principe perché un museo si possa dire tale. E’ la voce ritrovata per una musica cui la storia ha messo troppe volte la sordina, è una lunga pagina di storia degli strumenti strappata e ritrovata, è la tessera mancante di un mosaico: la cultura

 Anna Lucia Maramotti Politi

 

INTITOLAZIONE

«Un giardino per Otello Bignami, 
maestro liutaio bolognese»

Già raccolte le firme, da Roversi Monaco a Ernani
L’inizitiva di un’allieva: grave che Bologna non lo ricordi

 


Il liutaio al lavoro

BOLOGNA - «L’anno prossimo sarà il centenario della nascita del maestro Otello Bignami, il più importante liutaio di Bologna e tra i più noti al mondo, ed è scandaloso che nella sua città, che è Città della musica Unesco, nessuno abbia mai pensato di celebrarlo come merita». Ezia Di Labio, allieva del maestro, è partita da questa considerazione per farsi promotrice dell’intitolazione di uno spazio al liutaio, erede di un’antica tradizione bolognese, scomparso nel 1989. La scelta è caduta su un giardino in via San Rocco, un piccolo polmone verde incastonato tra la via omonima e Pietralata, zona Pratello.

 

Per promuovere l’iniziativa, ha raccolto le firme («ne bastavano trenta, ma in poco tempo sono arrivata a cento») e le ha depositate in Comune. Tra i firmatari ci sono, oltre al figlio di Bignami, William, già primo violino al Comunale oggi in pensione, il presidente della Fondazione Carisbo Fabio Roversi Monaco, il sovrintendente del Comunale Francesco Ernani, lo storico dell’arte Eugenio Riccomini, l’ex sindaco Walter Vitali, il presidente dell’Accademia Filarmonica Loris Azzaroni, il compositore e violoncellista Giovanni Sollima e molti altri musicisti, bolognesi e non. «Tutti hanno risposto con entusiasmo», conferma la liutaia che dal 1979 al 1984 fu tra i fortunati 15 allievi a entrare nella Scuola di Liuteria Artistica Bolognese creata dal maestro con il sostegno delle istituzione pubbliche: un’esperienza unica per numero di partecipanti, ma pure perché totalmente gratuita.

La pratica di intitolazione ha già mosso i primi passi: dopo la raccolta firme, a gennaio il Quartiere Saragozza ha votato all’unanimità la proposta. A marzo c’è stato un incontro aperto alla cittadinanza per far conoscere la figura di Bignami: in quell’occasione, Giacomo Tesini ha suonato l’ultimo violoncello realizzato dal maestro. Ora la palla passa al Comune: starà alla commissione Toponomastica decidere. «L’idea del giardinetto di San Rocco mi è venuta passeggiando: è un luogo un po’ defilato, in sintonia con l’indole del maestro Bignami, frequentato da anziani e bambini, ideale per un simbolico passaggio di testimone dal passato al futuro».

Perché la scuola di liuteria bolognese non è scomparsa con il suo principale rappresentante: «Oggi a Bologna siamo in cinque a continuare la sua opera — spiega Di Labio —. I suoi strumenti sono stati suonati in tutto il mondo ai massimi livelli, dal grande violoncellista del 900 David Oistrackh a Renzo Sabatini, da Sandro Materassi ad Alessandro Zanardi, prima viola alla Fenice di Venezia. Cremona degli Stradivari ha fatto un business economico e culturale, Bologna, invece, non si accorge dei tesori che ha».

Claudia Baccaran

 

 


 

Comune di Quarrata

 

VINICIO GAI(1930 - 2012)

GIORNATA DI STUDI

Per informazioni:

Servizio Cultura e Comunicazione - tel. 0573 774500 – 771408 – 771220

www.comune.quarrata.pt.it - www.villalamagia.com

Sabato 13 aprile 2013 ore 15.30

Salone affrescato Villa Medicea La Magia

Via Vecchia Fiorentina I tronco n. 63 – Quarrata

 

 

 

 

ore 15.30 - Saluto del Sindaco di Quarrata Marco Mazzanti

ore 15.45 - Interventi:

Marco Tiella L’amico ritrovato

Federica Riva Il bibliotecario al Conservatorio 'Luigi Cherubini' di Firenze

Giuliana Zaccagnini Lavorare insieme…

Elena Ferrari Barassi Il catalogatore puntuale, acuto e profondo

Fabio Perrone Questioni di estimo artistico: dialoghi e confronti sulla

valutazione degli strumenti musicali

Ore 17.00 - Daniele Biagini, pianoforte - Esecuzione dei brani “Vitam

Paesta Puram” da Ave Maris Stella di Nicola Zingarelli e “…et unam

Sanctam Catholicam” da Messa di Saverio Mercadante.

Ore 17.40 - Interventi:

Gabriele Rossi Rognoni La costruzione della figura professionale di

Curatore di Strumenti Musicali: il lavoro ancora in corso di un pioniere

Renato Meucci Linguistica e organologia

Carlo Vettori Quarant’anni di amicizia nel mondo della liuteria

Gualtiero Nicolini L'ultimo premio alla carriera: ANLAI 2012

Ore 18.30 - Conclusioni

Gli amici di Vinicio Gai a Quarrata: Stefano MariniCarlo Rossetti,

Massimo Niccolai

 

 

 

L'ANLAI INVITATA UFFICIALMENTE IN CINA

20MAR2013

 

 

L'ANLAI INVITATA IN CINA


Caro Prof. Nicolini:

Voglio invitatrla come VIP a partecipare all' augurazione del 2nd China International Violin Making Competition> che sara dal 7-22  Settembre 2013, Il iugurazione sara il 11 Settembre.

Spero che possa accettare il nostro invito.

Aspetto la sua risposta, Grazie!

Zheng Quan

 

 UNA VIA DI CREMONA A GIUSEPPE FIORINI              INIZIATIVA ANLAI

L'Anlai sta raccogliendo firme per inviare alla Commissione Toponomastica del Comune di Cremona richiesta ufficiale di intitolare una via o una piazza  della città al grande maestro  liutaio Giueppe Fiorini,   l'artefice della rinascita della liuteria intaliana e del metodo classico costruttivo della scuola cremonese,  che regalò a Cremona i cimeli stradivariani (forme attrezzi e disegni visibili  attualmente al Museo Stradivariano) acquistati dai discendenti del Conte Cozio di Salabue  cui erano stati venduti da Paolo Stradivari affrontando grandi sacrifici economici e senza mai ottenere un adeguato riconoscimento. 

L'ANLAI A BOLOGNA DAL 14 al 16 GIUGNO 


 

 

I LIUTAI INTERESSATI POSSONO PRENDERE CONTATTO CON L'ANLAI CHE POTREBBE ORGANIZZARE UNO STAND  IN CUI OSPITARLI  PER LA  PRESENTAZIONE E VENDITA DIRETTA  DEI LORO STRUMENTI

 

 

 

 

BOLOGNA 14 - 16 GIUGNO 2013  

LISTEN      PLAY    BUY  
IL SALONE DELLA MUSICA E DEL FARE MUSICA 

Gentile Presidente Nicolini,


come anticipato telefonicamente inoltriamo alla sua attenzione i costi e le informazioni aggiornate su MIS 2013.


L'evento sarà rivolto al grande pubblico di appassionati e avrà l'ingresso da via Costituzione.

 

 

Le novità di quest’anno:

- la concomitanza con JAMBO  evento di free-style che porterà a Bologna migliaia di giovani da tutta Italia  
- un'area VENDITA  che permetterà a tutti i visitatori di acquistare direttamente strumenti e attrezzature musicali

Music Italy Show si svilupperà nei padiglioni 21 e 22 e con i palchi per le esibizioni nelle aree esterne adiacenti. 

Gentile amico

 

Ti volevo informare che nei giorni 26/27/28 Luglio 2013 a Mutignano,un borgo medievale in provincia di Teramo,si terra' la terza edizione di una mostra molto particolare: Mutignano Lutherie Festival .

Particolare e unica nel suo genere per vari motivi,il primo tra tutti che si svolge lungo le vie di un Borgo Antico,con gazebo in legno e non,in cui ogni espositore esporra' le sue creazioni.

Il corso è di circa 400 metri,inizia con una piazza (Piazza S.Silvestro) dove verranno ubicati dei gazebo 3m x 2m per le percussioni ingenere ed effettistiche,poi si prosegue per circa 200 metri di corso fino ad incontrare la seconda piazza (S.Antonio) dove verranno posti dei gazebo anche qui da 3m x 2m dove verra' allesito un piccolo palchetto dove ci saranno esibizioni libere,proseguendo per altri 200 metri si arriva alla terza piazza,(Del Risorgimento),in cui ci sara' l'area ristoro e il palco esibizione per gli artisti.

Il tema musicale fisso di questo festival è il Fingerpicking,mentre quello variabile in questa edizione è il Blues,quindi sul palco si esibiranno artisti Fingerpicking e gruppi Blues,che potrete vedere in dettaglio nella pagina del Programm

 

LETTERA DI DUE LIUTAI " seri" 

 su MONDOMUSICA A NEW YORK

che condividiamo pienamente 

Caro Gualtiero,

 

ci permettiamo il tu e ti inviamo per conoscenza la lettera che abbiamo

inviato al quotidiano "La Provincia", al quotidiano online

"CremonaOggi", al settimanale "Mondo Padano" e per conoscenza al

Consorzio Liutai e al suo Presidente ed al Presidente dell'associazione

"ALI".

 


Davvero occasione 
per tutta la liuteria?

19 marzo, 2013   // 0 Commenti

 

Abbiamo letto con interesse le due pagine de “la Provincia” di Domenica, 17 Marzo 2013, riguardanti il Salone MondoMusica New York e la spedizione del Consorzio Liutai. Apprendiamo che detta spedizione sarebbe stata un successo; siamo lieti per loro e ci auguriamo che questo possa portare benefici economici a tutti i colleghi, consorziati e non. Sappiamo quanto sia importante, soprattutto in un periodo di crisi come questo.

Sentiamo però la necessità di intervenire a proposito di alcune dichiarazioni dei consiglieri del Consorzio, presenti alla manifestazione.

A chi dichiara che “c’è chi distrugge il lavoro che facciamo dicendo che il marchio non è garanzia di qualità” rispondiamo che pensavamo la questione fosse ormai scevra da ogni equivoco; al più tardi almeno dopo l’intervento del Dott. Antoldi durante la presentazione dello studio del CERSI sulla liuteria cremonese contemporanea, nel corso della quale (senza smentita alcuna da parte del presidente e dei consiglieri presenti) il relatore ha più volte sottolineato che chi “polemizzava” sulla questione marchio=qualità era purtroppo stato vittima di un fraintendimento: il Marchio non avrebbe mai voluto, né potuto essere garante della qualità, ma solamente della provenienza! Tralasciando il fatto che la dichiarazione del consigliere ci sembra dimostrare ampiamente che di fraintendimento non si trattava, chiederemmo (di nuovo) un minimo di onestà intellettuale: sarebbe ora di smetterla di dichiarare una cosa e poco dopo il suo esatto contrario a seconda del contesto e delle convenienze del momento. Per non essere a nostra volta fraintesi, ribadiamo che non stiamo affermando che non possano esserci strumenti di qualità all’interno del Consorzio, ma semplicemente che non è e non può essere un Marchio a garantire che siano tali!

Quanto invece alla dichiarazione che i cremonesi sarebbero abituati a mandare avanti gli altri (a proposito dell’opportunità di essere presenti o meno a MondoMusica a NewYork), non vogliamo e non possiamo entrare nel merito delle scelte personali di numerosi colleghi, ma vorremmo di nuovo ribadire un concetto che pare al direttivo del Consorzio continui a sfuggire. Dispiace doversi ripetere: a Cremona esistono differenti modi di intendere la liuteria dai quali discendono anche interessi (commerciali e non) diversi. E’ chiaro per tutti che una totale assenza di polemiche favorirebbe gli interessi del Consorzio, ma sembra ancora non altrettanto chiaro al Consorzio che i suoi interessi non coincidono sempre con quelli di tutta la categoria. Il Consorzio gode già del fatto di essere preso -a nostro parere ingiustamente- dalle Istituzioni come unico riferimento per veicolare i propri sforzi ed investimenti; non ci pare eccessivo che ogni tanto qualcuno provi donchisciottescamente a far sentire la propria voce fuori dal coro.

Per non cadere alla fine nella trappola della polemica facile, non cediamo alla tentazione di commentare la frase conclusiva dell’articolo, secondo la quale gli assenti avrebbero sempre torto…

Aldo Brugnini e Eva-Maria Beck
Brugnini & Beck, Liutai in Cremona

 

 

 

 

 

di ALFIA MILAZZO: Il vitalismo artistico-amoroso del Guarneri nel romanzo di Gualtiero Nicolini (Gli Arcani dell'anima)
Sarebbe stato possibile per Dante Alighieri concepire l’ascesa al paradiso nella Divina Commedia, senza aver vissuto l’amore per Beatrice?
Leonardo da Vinci avrebbe potuto dipingere la Gioconda senza subire la seduzione dello sguardo ambiguo di Monna Lisa?
Su simili interrogativi si arrovellano da sempre biografi e critici. Il problema in fondo è poetico-filosofico: in che misura o fino a che punto l’esperienza di vita plasma il genio artistico? E in particolare, quanto l’amore favorisce l’espressione artistica più elevata?
Il prof. Gualtiero Nicolini, nell’opera Gli arcani dell’anima – Joseph Guarnerius “IHS” fecit Cremonae anno 1735, prende una posizione in merito. Il romanzo, alla sua quarta edizione presso Stradivari, deve il suo successo al fatto di essere una delle poche ricostruzioni biografiche pur romanzate del genio maledetto, celebre quanto misterioso, annunciato dalla seconda parte del titolo, Guarneri detto Del Gesù.
Guarneri, uno dei più grandi liutai cremonesi del ‘700, non è noto solo per essere stato il costruttore del famoso violino “Cannone” suonato da Paganini, ma anche per una sfrenata passione nei confronti delle donne. Gli arcani dell’anima sembrano sposare la tesi secondo cui le vicissitudini erotiche-amorose del Guarneri influenzarono significativamente gli esiti artistici di grande livello raggiunti dal maestro nella liuteria.
Il personaggio Guarneri si nutre dell’innamoramento delle donne, le quali non sono vittime, ma muse nella sua crescita artistica ed edonistica. La liuteria stessa appare come l’arte capace di unire in una sintesi armonica la disciplina tecnica a tutte le esperienze amorose, passioni, virtù e vizi del liutaio.
In questo quadro, componendo frammenti di vita tra storia e leggenda, Nicolini è riuscito a trasferire l’ideale di ricerca dell’eros platonico nello stampo di un Don Giovanni mozartiano. Platone infatti, nel Simposio, ricorda le origini mitologiche di Eros, figlio di Poros (ricchezza) e Poenia (povertà). Eros è, secondo il richiamo platonico, l’ideale di un vissuto capace di unire due estremi esistenziali: la ricchezza o molteplicità e la povertà o essenzialità minima; si svolge tutto nella dialettica tra assenza e pienezza dell’oggetto del desiderio, in bilico tra il nulla e l’assoluto. Ed è per questa sua partecipazione al nulla che Eros è legato alla morte, come sostiene Freud nel saggio Aldilà del principio del piacere. In altre parole, Eros è la ricerca dell’assoluto a partire da una vacuità dell’anima. Per questa ragione Platone lo identifica con la filosofia stessa.
Il mito dell’Eros trova una collocazione moderna nella figura di Don Giovanni, introdotta dallo scrittore spagnolo Tirso de Molina, autore del dramma L’ingannatore di Siviglia e il convitato di pietra. Moliere nel 1665 e Goldoni nel 1736 ne faranno il protagonista di commedie molto apprezzate dal pubblico. Il Don Giovanni diventa un riferimento simbolico in cui si rispecchia lo stato di insicurezza esistenziale tipico della cultura a cavallo tra ‘600 e ‘700. Nel 1787 Mozart, nella sua celebre Opera, riuscirà a rappresentarne i risvolti articolati di matrice estetica. Kierkegaard nello scritto sul Don Giovanni di Mozart, distingue tra seduttore psichico, che agisce entro una specifica condizione temporale per possedere una donna psichicamente, restando però schiavo degli intrighi e dei conflitti posti in essere da egli stesso, e il seduttore sensuale che agisce nell’immediato, in un trionfo vitalistico che si contrappone alla morte. Il filosofo Umberto Curi ha sviscerato il significato storico esistenziale del mito di don Giovanni: non un modello di collezionismo sessuale, ma uno “spazio” nuovo e trasgressivo in cui si evidenziano temi cruciali quali il rapporto tra il tempo e l’eternità, l’identità e l’alterità, la vita e la morte.
Il mito di Eros platonico è dunque assai diverso da quello di Don Giovanni, affermazione vitalistica dell’Io, molto presente nell’elemento dionisiaco di cui parla Nietzsche nella Nascita della tragedia.
Il Guarneri di Nicolini è un Don Giovanni mozartiano, ma con delle differenze importanti. Infatti, come riconosce Michel Onfray, teorico del dongiovannismo ateo-materialista, il personaggio di Mozart è caratterizzato da una spiccata misoginia.
Nel romanzo di Nicolini, Guarneri è un Don Giovanni creativo, spinto al massimo livello, ma incapace di prendersi gioco delle donne, poiché (e qui sta la sorprendente innovazione rispetto al mito di Don Giovanni), riconosce alle donne il merito di suscitare una sorta di influenza benefica nella sua arte, per cui le donne non sono strumenti di affermazione dell’Io, ma promotrici dell’intelligenza artistica del liutaio, della sua ricerca del suono perfetto, del quid assoluto.
Non è un caso che l’Autore ricostruisca i ricordi erotici del Guarneri nella cornice narrativa della lavorazione di uno strumento perfetto. L’incisione e il taglio del legno d’acero vengono potenziati dalla visione di volti e corpi di donne del passato. Le rimembranze e i rimpianti causati dalle amate si confondono nella mente del Guarneri con le forme dell’opera d’arte. Tra tutti emerge preponderante l’amore della giovane Ninetta, figlia del Capitano delle guardie del carcere in cui il maestro liutaio fu rinchiuso con l’accusa di omicidio. E’ lei infatti a consentire a Guarneri di confezionare diversi esperimenti che lo condurranno alla costruzione di un esemplare straordinario.
Il carattere e la vita del Guarneri sono narrati in uno stile fermo, privo di compiacimenti linguistici, accurato nell’esposizione, efficacemente arricchito da invenzioni e lampi di malinconica ironia. Il volume è impreziosito da alcune stampe della città di Cremona del ‘700 e dei primi dell’‘800, nonché dalle riproduzioni di alcuni suoi violini, appartenenti al suo periodo più florido, tra il 1734-44.
Consiglio a tutti di leggere questo prezioso romanzo storico-esistenziale, poiché offre l’opportunità unica di comprendere le sfumature non convenzionali del genio artistico, in riferimento ad un’arte poco conosciuta ma straordinaria, qual è la liuteria cremonese più alta. Inoltre esso rappresenta in modo affascinante, nella figura di Guarneri, il connubio tra vita e arte, nella rete di un vitalismo estetico in cui però l’oggetto del desiderio non è la donna, ma la relazione tra la donna e l’arte.

Gualtiero Nicolini, saggista, scrittore, poeta, è stato insignito del Premio Baveno nel 1998 “Una vita dedicata alla liuteria”. Vincitore del Premio letterario “Padus Amenus” nel 2001 con il libro “I Conia”, è stato docente per vari anni di Storia della Liuteria, presidente per più di un decennio dell’ALI (Associazione Liutaria Italiana), è attuale presidente dell’ANLAI. Ha pubblicato numerosi libri di storia e tecnica costruttiva degli strumenti ad arco, tradotti in inglese, tedesco, ungherese, giapponese e cinese. Organizza concorsi liutai nazionali e internazionali, mostre in Italia e all’estero e ha tenuto conferenze in moltissimi paesi del mondo. 

 

Angeli o demoni presenti in alcuni grandi strumenti del passato ?
di Gualtiero Nicolini ( Presidente Anlai )

Quando lo Stradivari ex Joachim, costruito a Cremona nel 1715 e ribattezzato " il Cremonese ", fu acquistato dal nostro Ente Provinciale per il Turismo e tornò quindi dopo poco più di due secoli nella sua città natale, per essere collocato nel palazzo Comunale, si dice che, durante la notte, attorno al palazzo si sentisse spesso suonare un violino ed una misteriosa bellissima musica.
Eppure i sistemi di allarme in Comune non segnalavano alcuna presenza estranea.
Sui narra anche che il custode del turno di notte ogni volta che lasciava il suo posto ed andava a controllare cosa stesse accadendo nella stanza dei violini, ove si trovava lo strumento di Stradivari, tutto tornava nel più assoluto silenzio ma che, appena si allontanava, dopo un po', la musica misteriosa riprendeva ancora più forte di prima . Alcuni sostengono anche che poco dopo il pover’uomo impazzì.
È questa solo una delle tante "leggende", che riguardano alcuni degli strumenti ad arco antichi e famosi, ma sono in molti a credere ed a sostenere che i suoni che emettono alcune di queste grandi opere del passato quando si passa l’archetto sulle corde ( ma a volte anche quando nessuno li tocca) richiamino gli stessi suoni di secoli lontani.
Dentro le casse armoniche, infatti, secondo alcuni, ci sarebbero dei fantasmini che non se ne vogliono andare. Basterebbe forse pensare allora al Tartini quando compose “ Il trillo del Diavolo” per credere a questa “ diceria” o a Paganini e alla sua composizione “ Le Streghe” solo per fare degli esempi. Non mancano, d’altronde, anche episodi riferiti da vari musicisti o da importanti collezionisti che riguardano ad esempio il quartetto Mantegazza, il quartetto del Conte Sola, strumenti dipinti in nero per un lutto della regina, che si dice suonassero anche quando non c'era nessuno intorno, anche solo ai colpi di vento, ed ancora, sempre come esempio, ricordare la famosa viola d"amore di Alessandro Stradella, sfuggito a Venezia ai sicari di un marito geloso, ma ucciso poco dopo a Genova, dove si era rifugiato sperando di averla fatta franca e dove fu invece raggiunto da uno dei sicari .
Questi sono le” leggende” più famose, ma molti musicisti, che posseggono importanti strumenti di grandi e famosi liutai raccontano spesso tanti episodi e situazioni particolari e …non di certo normali.
Alcuni artisti, poi, si trasfigurano quando suonano con una di queste grandi opere d’arte. Altri, invece, che forse le hanno acquistate solo per fare un buon investimento o perché sono convinti che altri loro strumenti, magari moderni, suonino meglio, mentre dichiarano pomposamente di esibirsi con strumenti antichi preferiscono invece sostituirli “furbescamente” per i loro concerti, In questo caso, ovviamente, non possono di certo essere coinvolti nella possibile presenza di fantasmi o essere soggetti a fenomeni paranormali.
Qualcuno comunque è davvero convinto di queste presenze ( anche perché il legno vive e perché più uno strumento viene suonato più acquista migliori capacità sonore ) . E’ convinto che il suo strumento abbia dentro di sé ancora qualcosa di vivo del suo costruttore, dei tempi passati, dei secoli trascorsi, che ci siano quindi presenze di spiriti divini o ….infernali .
Altri, più semplicemente, sono convinti che tra violino e violinista o tra viola e violista, tra cello e cellista e così via, il continuo suono quotidiano porti, dopo anni ed anni ad una “ simbiosi mutualistica” tra esecutore e strumento, ad un trasferimento per entrambi della personalità, dell’ anima , della propria essenza.
E questo non potrebbe avvenire anche ( e perché no ? ) tra il liutaio che con tanto amore lo ha costruito e il suo strumento ? E di conseguenza allora questo "spirito" del liutaio attraverso lo strumento, perché non potrebbe ira giungere davvero al musicista che lo suona con tanto impegno e tanto amore e per tanto tempo ?
E più il musicista di oggi è un grande e più il liutaio, vissuto lontano nel tempo, grandissimo perché non sarebbe giusto pensare che attraverso lo strumento magari perfetto e costruito con grande amore, non ci potrebbe essere ora tra di loro ( ripeto musicista e liutaio o il suo spirito ) una unione che si materializza attraverso il suono … di musiche ………celestiali o ……..di un trillo di un diavolo ?

Gualtiero Nicolini